Tenerife – 1° giorno

Il nostro viaggio riprende alla scoperta Santa Cruz de Tenerife. La capitale si trova sulla punta orientale di Tenerife e ospita uno dei più importanti porti storici dell’oceano Atlantico…Abbiamo passeggiato per Via della Costituzione…ci siamo fermati ad ammirare l’Auditorium…il monumento simbolo architettonico della città. E’ stato progettato dall’architetto Santiago Calatrava. La sua costruzione è iniziata nel 1997 ed è terminata nel 2003..Ed è diventato in pochissimo tempo uno dei più importanti punti di riferimento della città…

 

 

 

 

Published in: on 18 novembre 2015 at 11:18  Lascia un commento  

Tenerife – 1 ° giorno

La prima giornata continua con la visita di Candelaria, sicuramente una delle cittadine che mi sono piaciute di più. Interessante da visitare è la Basilica di Nostra Signora della Candelaria patrona delle Isole Canarie. La città è circondata da diverse grotte preistoriche, dove sono stati rinvenuti dei siti funerari molto particolari. Camminando per le vie del città abbiamo scoperto un negozietto di spezie molto interessante, dove abbiamo fatto una bella scorta di spezie e di tè. Prima di riprendere il nostro viaggio, ci siamo concessi un lauto pranzo, una bella Paella di pesce, vista oceano..

 

 

 

 

 

 

Published in: on 17 novembre 2015 at 08:50  Lascia un commento  

Tenerife – 1° Giorno

Oggi si ritorna alla normalità…la vacanza ormai è solo uno splendido ricordo…

In una settimana abbiamo percorso quasi 1200 km…abbiamo voluto visitare la vera Tenerife…scoprendo luoghi sconosciuti ad un turista medio..Mi hanno colpito i piccoli paesini…la gentilezza degli abitanti…la loro capacità di valorizzare tutte le ricchezze architettoniche, naturali presenti nell’isola. Per un’amante del mare…della spiaggia come me…l’isola non offre molto…Ci sono numerose spiagge, ma pochissime arrivano alla sufficienza. E’ stata una bellissima vacanza…per questo ho deciso di cercare di mettere i miei ricordi nero su  bianco…non voglio che il tempo sbiadisca i ricordi…

La nostra vacanza inizia da Arafo, situato sulla costa nord-orientale di Tenerife. Arafo è un tipico villaggio collinare…lontano dai centri turistici dell’isola. Ha mantenuto il suo autentico fascino…le sue tradizioni culturali e musicali….

 

 

 

 

 

 

Published in: on 16 novembre 2015 at 15:15  Lascia un commento  

Roma – Pantheon

Il Pantheon è un edificio di Roma antica costruito in origine come tempio dedicato a tutti gli dèi, o meglio alle 7 divinità planetarie (Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio, Marte).

Il punto in cui sorge non è casuale ma è un luogo leggendario della storia della città. Secondo una leggenda romana, infatti, questo era il posto dove il fondatore di Roma, Romolo, alla sua morte fu afferrato da un’aquila e portato in cielo fra gli dei.

 E’ il monumento meglio conservato..ha la cupola in muratura più grande di tutta la storia dell’architettura. Michelangelo la considerava opera di angeli e non di uomini..

 Appena entrate alzate gli occhi al cielo, un fascio di sole catturerà la vostra attenzione, uno spettacolare raggio di luce filtra obliquo attraverso l’oculus, l’apertura circolare larga 9 m sulla sommità della cupola, illuminando l’intero edificio.

 All’inizio del VII secolo il Pantheon divenne una chiesa cattolica, e prese il nome di Santa Maria ad Martyres.

 A partire dal Rinascimento è stato usato anche come tomba.  E’ possibile visitare la tomba Raffaello Sanzio (1483-1520), uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. Morto a soli 37 anni.

 Nel gennaio del 1878, in occasione della morte del primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II, il Pantheon fu scelto quale dimora delle salme dei Reali d’Italia.
Attualmente accoglie le spoglie mortali di Re Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e della Regina Margherita di Savoia.

(Dal web)

pantheon-interior

 

Published in: on 10 gennaio 2014 at 09:54  Lascia un commento  

Pazza San Pietro

Foto

La bellezza della piazza è indiscutibile..quando pensi a quante cose sono successe lì..è impossibile non provare i brividi…si è in mezzo alla storia..da ogni lato guardi ti trovi d’innanzi a delle meraviglie architettoniche…

In questi luoghi sorgevano il circo e i giardini di Nerone, dove molti cristiani tra cui San Pietro subirono il martirio…

 La piazza e’ racchiusa dentro il colonnato di Gian Lorenzo Bernini, iniziato nel 1656,  Al centro della piazza San Pietro troviamo un obelisco egiziano senza geroglifici costruito sotto Ramsete II e fatto trasportare a Roma da Caligola nel 37 dc per decorare il “foro Iulii”. Curioso è sapere che nel medioevo si credeva che il globo bronzeo posto sul vertice conservasse le ceneri di Giulio Cesare..

 Le due fontane sono del Maderno (1613) e del Bernini (1677): nonostante distino di oltre mezzo secolo, sono chiamate “gemelle”

 

(Dal web)

 

Published in: on 7 Mag 2013 at 12:36  Lascia un commento  

Piazza di spagna

All’inizio del ‘500 questa zona era considerata suburbana. La piazza fu a lungo il luogo di arrivo e di sosta delle vetture a cavalli che, entrando dalla Porta del Popolo, punto di accesso dal nord fin dall’antichità, portavano gli stranieri a Roma. Il nome della piazza deriva dal palazzo sede dell’Ambasciata di Spagna presso lo Stato Pontificio e, dopo il 1870, presso la Santa Sede.

La piazza è dominata dalla magnifica scala in travertino di Trinità dei Monti ed è sovrastata dall’omonima Chiesa, mentre alla base ecco la Fontana della Barcaccia, scolpita da Pietro Bernini e figlio nel 1629.

La scalinata, punto di ritrovo per turisti e romani, cambia il suo aspetto in base alla stagione: in primavera viene adornata interamente con vasi di azalee colorate regalando uno spettacolo davvero incredibile; in estate lo spettacolo continua con sfilate di alta moda; in inverno fa da sfondo ad un suggestivo presepe.

 

(Dal web)

piazza_di_spagna

Published in: on 30 aprile 2013 at 11:38  Lascia un commento  

La Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note fontane di Roma, è considerata una delle più celebri fontane del mondo.

La celebre fontana in stile rococò fu iniziata da Nicola Salvi  ( che vinse il concorso indetto da papa Clemente XII) nel 1732 e completata nel 1762 da Giuseppe Pannini.

Il monumento, alimentato da uno dei più antichi acquedotti romani, quello dell’Acqua Vergine, raffigura un Oceano su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini, guidati da tritoni.

 Durante il Medioevo l’acqua di Trevi era controllata dai “marescalchi” della Curia capitolina che avevano il compito, una volta al mese, di accertarsi che nessun privato cittadino sfruttasse la fonte ad uso personale. Inoltre l’accesso alla fonte era protetto da una cancellata onde regolare l’afflusso della popolazione e degli “acquaroli”, che riempivano interi barili d’acqua che poi rivendevano a domicilio.

 Prima di allontanarvi non dimenticate di lanciare una monetina nella fontana, vi assicurerà il ritorno nella città eterna. Se invece siete in cerca del grande amore, magari di nazionalità italiana, allora gettatene una seconda, una terza, infine, per essere sicuri di convolare presto a nozze.

 Una curiosità: la fontana è stata la splendida cornice di una scena del famosissimo film di Fellini “la dolce vita” in cui una provocante Anita Ekberg avvolta in un vestito nero si bagna nelle acque della fontana chiamando Marcello Mastroianni.

 

(Dal web)

Foto 

Published in: on 24 aprile 2013 at 07:12  Lascia un commento  

Alto Adige

Quando si parla di Alto Adige, ci si riferisce all’odierna provincia di Bolzano. La prima tribù ad aver abitato la zona furono i Reti, seguirono i Romani nel 15 a.c. Con la caduta dell’impero romano d’Occidente fu colonizzata dai popoli germanici e successivamente entrò a far parte dell’impero carolingio. Nel XIII secoli divenne contea sotto i conti Albertini e nel 1363 entrò a far parte del regno degli Asburgo. Nel 1919 i territori del sud del Brennero furono separati dal Tirolo Austriaco e assegnati all’Italia. Dopo l’armistizio entrò a far parte della Germania nazista di Hitler.  Nel dopoguerra fu riassegnata all’Italia, nel frattempo le richieste di maggior autonomia, da parte della comunità di lingua tedesca, diventarono sempre maggiori. Dopo decenni di tensioni, nel 1972 l’Alto Adige ottenne un’ampia autonomia.

c_trentino_alto_adige

Bolzano è una piccola città, ricca di fascino e di storia. Un primo insediamento esisteva già prima della colonizzazione romana..ma fu nel Medioevo che acquistò importanza come avamposto commerciale e militare, grazie alla sua posizione strategica tra due importanti città (Venezia e  Augustea). Nel XII fu costruita una prima via, lunga quasi mezzo kilometro, su cui si ergevano edifici alti e porticati, attraversati da stretti passaggi che servivano da “vie d’emergenze” in caso d’incendio, che allora erano molto frequenti.  La via Portici è ancora oggi la via commerciale per eccellenza. Nel trecento divenne sede del principe-vescovo di Trento, fino a quando il conte del Tirolo e duca della Carinzia, Mainardo I la fece diventare una signoria del Tirolo storico, nota per essere una regione trilingue (ladina, italiana, tedesca). I suoi abitanti nel Trecento arrivarono ad essere circa 3000. Nel 1363 entra a far parte del regno degli Asburgo, e per la città inizia un periodo di crescita commerciale, tanto che nel 1633 fu istituita la figura del Magistrato Mercantile che doveva controllare e organizzare le fiere commerciali della zona e del circondario. Nel 1919 entra a far parte dell’Italia. Con le leggi razziali proclamate da Benito Mussolini iniziò la deportazione degli ebrei      italiani, molti dei quali furono detenuto nel Centro di transito di Bolzano, uno dei quattro lager nazisti italiani.

mercatocopertina1

Con lo sfruttamento dei fiumi la regione è diventata la maggior produttrice in Italia di energia idroelettrica. L’agricoltura  e il turismo sono le principali voci di sostentamento. Le coltivazioni principali sono di mele e uva. Ho avuto occasione di provare vini locali e prodotti derivati dalle mele e devo dire che sono ottimi.  E’ metà di turisti sia durante l’inverno sia durante l’estate, questo grazie al suo paesaggio e al suo clima.

toerggelen

Il costume tradizionale pusterese viene usato soprattutto dalle bande musicali e dai gruppi folcloristici, ma è amato da tutti gli abitanti, che ancora oggi lo considerano un simbolo di appartenenza al territorio.  Ogni valle ha un proprio costume che viene indossato in diverse festività, non solo religiose.  Gli accessori che accompagnano e decorano i costumi tradizionali sono molto particolari, ricercati. Io ho avuto la fortuna di poter ammirare e toccare la cintura del costume maschile, una fascia di cuoio, ricamata a mano, con penne di coda di pavone intagliata in strisce, un vero capolavoro di artigianato.

_full

Durante la mia breve visita, mi sono spesso sentita una straniera (la lingua più diffusa è il tedesco), nonostante questo ho trascorso due bellissimi giorni in Alto Adige, ho apprezzato l’ospitalità della gente, la buona cucina (buonissima la zuppa di gulasch) e anche il buon vino. Ho ammirato un cielo stellato da lasciare senza fiato, castelli da favola, per tutti questi motivi spero di ritornarci, per poter visitare la zona con più calma, magari andando a visitare qualche castello, o l’Otzi nel Museo Archeologico di Bolzano.

castelli-02_big

Published in: on 8 gennaio 2013 at 10:28  Lascia un commento  

Arcipelago della Maddalena

Con la nave Squalo IV abbiamo fatto una bellissima escursione, anche se molto stancante..soprattutto a causa del viaggio in pulman..ma né valsa la pena..l’arcipelago della Maddalena offre paesaggi suggestivi..l’isola di Spargi è un vero paradiso terrestre, il mare è limpido..cristallino..abbiamo fatto anche un breve scalo all’isola di Budelli, dove si trova la spiaggia Rosa, che però noi abbiamo potuto ammirare solo dal battello..

L’arcipelago della Maddalena si trova nella costa nord-settentrionale della Sardegna , al largo della Costa Smeralda. E’ costituito da 7 isole maggiori (La Maddalena, Caprera, Budelli, Santo Stefano, Santa Maria, Spargi, Razzoli) e da diversi isolotti minori, bagnati da un mare meraviglioso e trasparente.

Tra le isole maggiori, Caprera è diventata famosa per aver ospitato Garibaldi durante il suo esilio: la sua casa è oggi una casa museo aperta al pubblico. L’arcipelago della Maddalena è stato dichiarato Parco Nazionale nel 1994 ed è sicuramente una delle zone più belle e incontaminate della Sardegna.

Le numerose spiagge e calette dell’Arcipelago sono note per la loro limpidezza e molto apprezzate dai turisti, sia italiani che stranieri. Cala Corsara è considerata una delle più belle: si trova nell’Isola di Spargi ed è caratterizzata da una spiaggia bianca finissima e da un mare cristallino. La Spiaggia Rosa , nell’isola di Budelli, è senz’altro la più affascinante: prende nome dal caratteristico colore rosa della sabbia, dovuto allo sbriciolamento dei gusci di piccoli animali marini.

Spargi

L’isola di Spargi è la terza isola per dimensione dopo quelle di La Maddalena e Caprera, fra le isole minori dell’arcipelago è sicuramente una delle più belle con la sua forma circolare interamente granitica ricoperta da una folta vegetazione ricca di profumi e colori.

Tra le spiagge più importanti, tutte caratterizzate da una sabbia bianca finissima e da un mare cristallino da cui si possono ammirare i fondali trasparenti, ricordiamo quelle di Cala Corsara, Cala Granara, Cala Soraya, Cala Conneri, Cala Ferrigno, Cala Canniccio, Cala Bonifazzinca.

Tutte queste spiagge, tra le più belle di tutto l’arcipelago, sono raggiungibili via mare ed il servizio è offerto dalle imbarcazioni che portano i turisti in giro per l’arcipelago.
Nell’isola sono presenti diverse fortificazioni militari tutte perfettamente mimetizzate tra la vegetazione e la macchia mediterranea. Tra le più importanti ricordiamo le Batterie di Zanotto e Pietrajaccio, collocate nella parte settentrionale dell’isola e la Vedetta di Guardia Preposti, collocata nella parte meridionale dell’isola, sul colle Preposti, che con un altezza di 153 m dal livello del mare offre un panorama veramente incantevole.

In prossimità di Spargi si può notare un isolotto che si chiama Spargiotto, ed in questo luogo nidificano delle specie rare di uccelli marini come ad esempio il gabbiano corso ecc..

Budelli

Budelli è sicuramente la più famosa delle isole minori dell’arcipelago in quanto in essa è presente la celebre Spiaggia Rosa, una tra le più belle e rinomate spiagge del mondo.
Questa spiaggia prende il nome dal caratteristico colore rosa della sabbia, formata dallo sbriciolamento di milioni di gusci di animali marini rosacei ed oggi la si può visitare solo se accompagnati dalle guide del  Parco.
Questa misura drastica fu presa per ridare alla spiaggia il suo equilibrio naturale, in quanto in passato fu saccheggiata a tal punto dai turisti, quasi ad arrivare alla completa sparizione della sua sabbia rosa.
La Spiaggia Rosa è stata immortalata nel film del 1964 “Deserto rosso” di Michelangelo Antonioni.

Molto bella da vedere è anche la Spiaggia del Cavaliere che si affaccia sullo splendido Porto della Madonna (specchio d’acqua eguagliabile ad una piscina naturale che si viene a formare tra le isole di Budelli, Razzoli e Santa Maria, caratterizzato da un fondale trasparente e da un mare cristallino).

Published in: on 27 agosto 2012 at 15:52  Lascia un commento  

Stintino

Situato nell’estrema punta della Sardegna, a nord – ovest, il Comune di Stintino possiede una delle coste più affascinanti dell’intera Regione, con spiagge dalla sabbia bianchissima, acque cristalline e uno dei mari più belli dell’intero Mediterraneo, come la notissima spiaggia ”La Pelosa”.

A differenza di altre realtà, di Stintino conosciamo esattamente la data di fondazione: 15 agosto 1885, l’origine del borgo di Stintino è dovuta alla decisione del Governo italiano di istituire sull’Isola dell’Asinara la stazione sanitaria marittima di quarantena e una colonia penale.
In quei tempi l’isola era abitata 45 da famiglie, alcune dedite alla pastorizia e all’allevamento, che avevano dato origine agli agglomerati di Fornelli e Cala Reale, mentre a Cala d’Oliva vivevano i pescatori di origine ligure e ponzese che dopo varie migrazioni decisero di stabilirsi definitivamente nell’Isola per dedicarsi alla pesca stagionale del tonno e delle aragoste.
Il governo, dopo una serie di trattative con gli ex abitanti dell’isola, associatisi nell’unione dei 45, offrì una ”regalia” di 750 lire e la possibilità di scegliere un sito dove potersi insediare, le possibilità offerte erano due: la baia di porto Conte, vicino ai ruderi romani di Porto Ninfeo, o la lunga striscia di terra caratterizzata da due profonde insenature conosciuta come ”Isthintini” non molto distante dalla Tonnara Saline.
Data la posizione strategica e il legame che comunque legava gli esuli con l’Isola dell’Asinara si decise che il nuovo paese sarebbe sorto negli ”Isthintini”, i quali furono altrettanto decisivi per la scelta del nome del paese: Isthintini – Sthintini – Stintino, che inizialmente si sarebbe dovuto chiamare Cala Savoia.

Le quarantacinque famiglie utilizzando le poche risorse messe a disposizione dal governo centrale, e grazie alla loro caparbietà riuscirono a costruire il nuovo paese.
Sorse così Stintino, ordinato secondo piano regolatore che divise ordinatamente l’abitato in una stretta penisola fra i due bracci di mare, Porto Vecchio e Porto Nuovo (Portu Mannu), con le sue piccole case adornate con menta e basilico che ci ricordano a primo impatto quelle di Cala d’Oliva, così come la chiesa costruita nel 1937 che riprende la struttura di quella edificata nell’Asinara.
Stintino era intimamente e doppiamente legato al mare non solo per fattori economici, per gli stintinesi il mare era il ”modus vivendi” la tonnara e la pesca regolavano la vita di questo piccolo borgo, ogni stagione era accompagnata da riti e abitudini.

La principale ricchezza del paese è sempre stata la Tonnara, poi è arrivato il turismo, nei primi anni del 900 il borgo ospitava alcune delle più illustri famiglie della borghesia sassarese, gli Azzena, i Berlinguer, Segni, Silenti, Scotti. Negli anni 60′ il boom turistico investì anche Stintino, che divenne meta di un turismo in stile ”Costa Smeralda”, i Moratti acquistarono alcuni terreni e costruirono ville e alberghi facendo conoscere Stintino e le sue spiagge per tutto il mondo.

Per oltre un secolo Stintino è stato frazione del comune di Sassari, il 10 agosto 1988 è divenuto comune autonomo, dopo centotre anni gli stintinesi finalmente hanno potuto decidere le sorti del loro paese.

Published in: on 22 agosto 2011 at 14:49  Lascia un commento