L’uovo arcobaleno

La mattina di Pasqua nel mio prato

un uovo arcobaleno ho trovato,

era un uovo profumato e strano

non più grande di una mano.

 Quando l’ho aperto, con stupore

ho trovato sorprese d’ogni colore:

giallo il sorriso d’un cinesino,

rosso il canto di un algerino,

 azzurro il sorriso di uno svedese,

verde la capriola di un portoghese,

violetta la danza di mille bambine,

indaco i suoni di mille ocarine.

 E arancione rotondo e paffuto

un sole caldo di benvenuto,

un sole caldo paffuto e rotondo

uguale per tutti i bimbi del mondo

 

(Eleonora Bellini)

foto1

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Published in: on 13 aprile 2017 at 08:50  Lascia un commento  

E’ arrivato un treno carico

E arrivato un treno carico di..

Il quarto vagone è riservato

a un pasticcere rinomato

che prepara, per la Pasqua,

le uova di cioccolato

Al posto del pulcino

c’è la sorpresa.

Campane di zucchero

suoneranno a distesa.

(Gianni Rodari)

pasqua

Published in: on 10 aprile 2017 at 09:56  Lascia un commento  

Il Venerdì Santo

Il Venerdì Santo è il primo giorno del triduo pasquale. Durante la Settimana Santa di Pasqua e in particolare il Venerdì Santo, ogni regione celebra, secondo le proprie tradizioni, il ciclo e la rievocazione della Passione e della Morte di Cristo. Nel tempo della Passione si rievoca il tradimento, la cattura e la crocifissione di Gesù Cristo. La sua morte espiatrice è stata il modello di ogni martire il cui sacrificio partecipa alla redenzione.
Le rievocazioni della Passione consistono in un solenne corteo in cui sono teatralmente riproposti da personaggi in costume gli episodi canonici della Passione del Cristo, della cattura nell’orto di Getsemani, della crocifissione, fino alla esibizione dei simboli materiali tradizionalmente collegati alla sua morte, come i chiodi, il martello, la tenaglia, la spugna, la lancia, i flagelli, la corona di spine, la croce, la colonna, la scala, il gallo, ed altri.

LA SOLENNE VIA CRUCIS

Come il sole all’equinozio è posto nel punto centrale per risorgere nella parte superiore dello zodiaco, così il Cristo è crocifisso al centro del cosmo, per risorgere e poi ascendere al cielo. Questo passaggio è simboleggiato nella solenne Via Crucis del Venerdì Santo, che consiste nel passare in processione e nel meditare davanti ad una serie di croci accompagnate dalle immagini che raffigurano gli episodi della Passione.
La parola Passione deriva dal latino “Passio, Passionis”, che deriva da “Pati”, che significa soffrire. Nella religione cristiana la Passione è attribuita al complesso di sofferenze e dei tormenti patiti fino alla morte, sulla croce, da Gesù Cristo. Ed è proprio il Venerdì della Settimana Santa il giorno tradizionalmente considerato della Passione

TRADIZIONI E RAPPRESENTAZIONI DI PASQUA

Le manifestazioni religiose pasquali sono molto numerose e suggestive, in alcuni luoghi sono le feste folcloristiche più emozionanti e coinvolgenti del periodo primaverile. In modo particolare in alcune località del Mezzogiorno dove sfilano in processione i “Flagellati”, incappucciati e armati di flagelli di varia foggia, con cui si battono il petto in segno di penitenza.

 

(Dal Web)

Published in: on 6 aprile 2012 at 12:01  Lascia un commento  

L’uovo di Pasqua

L’uovo di Pasqua ha origini molto antiche che si rifanno a riti legati all’inizio del periodo primaverile visto come rinnovamento della natura e quindi legato alla fecondità. Durante i secoli si sono poi aggiunte altre tradizioni e leggende legate a questo strano prodotto della natura.

L’uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero: c’è quello dipinto, intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta. Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un’origine radicata nel lontano passato.

Le uova nella storia

 Le uova, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita.
Gli uccelli infatti si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati.

I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sulle le stagioni.

Un tempo si usavano le uova colorate che venivano nascoste fra i semi di frumento, per favorire un raccolto abbondante, oppure si passavano sul dorso del bestiame, prima di mandarlo al pascolo, per incrementare una quantità più abbondante di latte.
Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.

Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba.

Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

Uova decorate


L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.

All’inizio le uova decorate erano di legno o di osso, decorate con motivi floreali, ma con il passare del tempo sono diventate sempre più preziose, fino ad arrivare all’uovo d’oro. All’inizio le uova decorate erano di legno o di osso, decorate con motivi floreali, ma con il passare del tempo sono diventate sempre più preziose, fino ad arrivare all’uovo d’oro. L’uovo d’oro conteneva un minuscolo pulcino tutto d’oro, all’interno del quale di trovava una copia della corona imperiale, dentro la quale, a sorpresa, si trovava un rubino a forma di uovo, che lo zar Alessandro III donava ogni anno alla zarina.

L’orafo degli zar, Peter Carl Fabergé, creava ogni anno degli esemplari molto raffinati di uova, che decorava nei minimi particolari. Lo zar Alessandro III Romanov, vissuto dal 1845 al 1894 e tristemente famoso per la sua politica reazionaria e rigidamente repressiva, faceva dono delle famose uova di Fabergé alla moglie e ai membri della corte imperiale.
Questa tradizione era iniziata nel 1885 e venne mantenuta anche dal figlio di Alessandro III, Nicola II Romanov, vissuto dal 1868 al 1918 e giustiziato a causa della sua politica criminale. Anche lui, in occasione delle festività pasquali, regalava le preziose uova uscite dal laboratorio orafo di Fabergé sia alla moglie che alla madre.

 

Il gioco con le uova a Montefalco

Tra i riti pasquali, legati alle uova, uno in particolare merita di essere ricordato. In Umbria, a Montefalco in provincia di Perugia, la Pasqua viene festeggiata con le processioni, la musica, le campane e anche con un curioso gioco con le uova. Ogni partecipante deve rompere con la punta del proprio uovo il guscio dell’avversario. Il vincitore è colui che raccoglie più gusci.
Sempre per Pasqua, nel convento di Sant’Agostino di Montefalco, si tiene la “Settimana Enologica”, una mostra mercato dedicata ai vini umbri. Montefalco è chiamato anche “Ringhiera dell’Umbria”, per la sua splendida posizione panoramica. E’ incluso tra i borghi più belli d’Italia e visitarlo è come fare un tuffo nel Medioevo. Conserva la pianta quadrata romana, alla quale si sono sovrapposti gli anelli concentrici delle vie medioevali. Il borgo si fregia anche del titolo di “Città del vino”, infatti si trova al centro della Strada del Sagrantino, uno dei vini rossi più blasonati e pregiati di’Italia.

 

Le uova di Pasqua di cioccolato

Tra i dolci di Pasqua che hanno avuto una notevole diffusione nazionale, l’uovo al cioccolato è il dono che tradizionalmente si regala nella ricorrenza pasquale non solo ai bambini, ma anche agli adulti. Può essere fatto di vari tipi di cioccolato, ben confezionato e di solito corredato di gradita sorpresa. In questo periodo dell’anno anche le pasticcerie fanno a gara a proporre uova di produzione artigianale, riccamente decorate.

 

La leggenda dell’uovo di Pasqua

La leggenda narra che la Notte, alata e nera, era corteggiata dal Vento, forte e impetuoso. Travolti da una folle passione si unirono e diedero alla luce delle uova che, una volta schiuse, divennero i progenitori dell’umanità.


Published in: on 4 aprile 2012 at 12:35  Lascia un commento  

La Colomba Pasquale

La Colomba è il dolce simbolo della Pasqua, e se non è Natale senza il Panettone, non è Pasqua senza la Colomba.

Il simbolo della colomba nella religione

Alla fine del pranzo pasquale è quasi d’obbligo un dolce a forma di colomba, che in questa occasione simboleggia sia il Cristo che lo Spirito Santo.
Può essere infatti il simbolo di Gesù Cristo che porta la pace nel mondo agli uomini di buona volontà, ma anche il simbolo dello Spirito Santo che scende sui fedeli, grazie al sacrificio del Redentore, come insegna la liturgia del battesimo e della confermazione strettamente legata alla Pasqua.
La colomba nell’arte può avere molteplici significati:
– su molte lucerne dei primi secoli è incisa una colomba posata su un calice, adorata da due colombelle, agnellini e pesciolini, questa raffigurazione simboleggia il Cristo che offre ai fedeli l’Eucaristia;
– un’altra scena frequente dell’arte cristiana primitiva è rappresentata da due colombe che ne adorano una più grande, posta in cima alla croce, per significare che i cristiani devono imitare il loro modello;
– se invece si posa con un ramoscello d’ulivo nel becco su una barca stilizzata, è il simbolo del Salvatore che viene a proteggere la Chiesa nella sua navigazione attraverso i secoli;
– mentre se la colomba si sta avvicinando all’arca, sulla quale un uomo protende le mani, è simbolo del Cristo che porta la pace nell’anima.

Com’è fatta la colomba

 La Colomba è originaria della Lombardia, del Pavese in particolare, ma è diffusa su tutto il territorio nazionale, viene proposta in diverse versioni originali e compare su tutte le tavole alla fine del pranzo pasquale, ma anche in seguito per colazioni e merende.
L’impasto e la morbidezza della Colomba sono simili quello del panettone, cambia la foggia che è appunto a forma di colomba. Si compone di farina, lievito naturale, burro, zucchero, uova, cedro candito e uva sultanina.

Colombe tradizionali e speciali

Le Colombe sono presenti sul mercato in molte versioni, le più diffuse sono quelle tradizionali preparate con pasta dolce lievitata, soffici, arricchite con poca arancia candita, ricoperte con uno strato di glassa, mandorle e granella di zucchero.
Ci sono anche in versione senza canditi, un ingrediente che non è sempre gradito a tutti.
Le colombe possono essere rivestite di glassa, bianca oppure al cioccolato, e farcite con creme varie, per esempio al cioccolato, alla vaniglia o al liquore.

(Dal web)

Published in: on 3 aprile 2012 at 12:23  Lascia un commento  

La settimana santa

 La Settimana Santa è nata a Gerusalemme nei primi secoli del cristianesimo per rivivere gli avvenimenti della Passione, poi si è sviluppata in Occidente con caratteristiche diverse, infatti oggi l’analogia è solo quella della Processione delle palme e l’adorazione della Croce al Venerdì Santo.
E’ la settimana che chiude la Quaresima e che precede la Pasqua. E’ detta anche “Grande Settimana”, ha inizio con la domenica delle Palme e si conclude con il Triduo Pasquale. La Pasqua del Nuovo Testamento diede vita, in un primo momento, alla “Celebrazione eucaristica Domenicale”. A questa si aggiunse il digiuno ogni mercoledì, che, secondo la tradizione orientale era il giorno della cattura di Cristo, e anche il venerdì in ricordo della Passione di Gesù. In questo modo erano messi in evidenza i due atti: la Passione e la Morte e la Resurrezione dell’evento Pasquale.

Nel tempo della Passione si rievoca il tradimento, la cattura e la crocifissione di Gesù Cristo, la cui morte è il modello di ogni martire, e il suo sacrificio partecipa alla redenzione dell’umanità.
Sono numerose le manifestazioni religiose pasquali, alcune delle quali molto suggestive e particolari, nelle varie zone d’Italia.

IL GIOVEDI’ SANTO

Il Giovedì Santo è suddiviso in due parti distinte.
Nella prima parte si svolge la benedizione degli oli e la Messa del Crisma, durante la quale i sacerdoti rinnovano le loro promesse al Vescovo, e termina prima dei Vespri, concludendo così anche la Quaresima.
Nella seconda parte inizia il Triduo Pasquale con la messa della Cena del Signore che comprende anche il rito della lavanda dei piedi.
La benedizione degli oli e del Crisma probabilmente risale alla Chiesa di Francia. Venne fissata al Giovedì nel VII secolo per poter disporre degli oli santi e del Santo Crisma, necessari alla celebrazione dei sacramenti della iniziazione cristiana ai catecumeni, durante la veglia pasquale e poi alle unzioni degli altri sacramenti, quello dell’Ordine e quello per gli infermi.
“Chrisma” è un termine greco che significa “unguento profumato” infatti si tratta di un olio mescolato a balsamo e aromi. Il rito dell’unzione è antichissimo e risale all’Antico Testamento; attraverso l’unzione una persona veniva introdotta nella sfera del divino, per un servizio straordinario e sacro, per questa ragione il rito dell’unzione riguardava solamente persone speciali come profeti, sacerdoti e anche re.
L’effusione dell’Olio Santo rappresentava la discesa della luce divina.

IL TRIDUO PASQUALE

Con i Vespri del Giovedì Santo inizia il Triduo Pasquale della Passione e della Resurrezione del Signore, la celebrazione culmine dell’anno liturgico, perché la Chiesa vi ricorda e rivive l’evento determinante della redenzione.
Alla sera di celebra la messa della cena del Signore, dove si rievoca la Pasqua rituale e sacramentale, memoriale della crocifissione e resurrezione del Signore. Gesù ha istituito l’Eucarestia con l’ultima cena, con il pane e il vino. Questa scelta è ricollegabile alla condizione storica dell’umanità, dopo la cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva. Pane e vino infatti non sono doni gratuiti della natura, ma frutti che provengono dalla Terra, ma con il lavoro dell’uomo, e quindi richiede sacrificio. E affinché questo avvenga è indispensabile che il sole infonda energia nella terra e nelle piante, una materializzazione dell’amore di Dio, che si sacrifica per creare e rigenerare il mondo.
Durante l’Ultima Cena Gesù lava e asciuga i piedi ai suoi discepoli. Con la lavanda dei piedi durante la messa della cena del Signore viene ricordato quell’episodio e viene rinnovato, esprimendo simbolicamente il dovere di vivere al servizio degli altri. Infatti, il sacerdote nella propria chiesa, il vescovo nella cattedrale e il pontefice in San Giovanni in Laterano, compiono il rito della lavanda, per ricordare a se stessi e ai fedeli che l’eucarestia è legata alla fraternità.
Al canto del “Gloria” le campane vengono suonate a distesa, per ricordare l’imminente Pasqua. Le campane sono simboli di vita e di resurrezione. Poi taceranno fino alla veglia pasquale, nella notte tra il sabato e la domenica di Resurrezione.

IL SABATO SANTO

Il sabato è il secondo giorno del triduo pasquale. E’ un giorno aliturgico, ovvero senza celebrazione eucaristica. La Chiesa sosta presso il Sepolcro del Cristo, meditando sulla sua Passione e sulla morte. Alla sera del sabato comincia l’ultimo atto del triduo pasquale, suo culmine glorioso e vittorioso, con la “Madre di tutte le veglie”, come l’aveva definita Sant’Agostino, ed è un cammino che approda alla luce della resurrezione, che i precristiani simboleggiavano nel sole giunto nella parte settentrionale dello zodiaco. La veglia si conclude con la messa pasquale a cui seguirà al mattino quella della Domenica di Resurrezione.

Published in: on 2 aprile 2012 at 12:36  Lascia un commento