Il Ponte delle Sirenette

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Autore: Giuseppe Pederiali

Titolo: Il Ponte delle Sirenette

Editore: Garzanti

Anno di pubblicazione: 2011

Pagine: 379

Voto: 7

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Abbandonata a sette anni sul Ponte delle Sirenette, ospite dell’orfanotrofio delle Stelline, adottata e ridotta in schiavitù, ragazza-madre, prostituta in via Fiori Chiari… La vita non ha sorriso alla bella Sirena, almeno fino all’incontro con Delio Tessa, l’avvocato autore di poesie dialettali splendide e cattive, che la salva dal manicomio di Mombello e dall’accusa di avere venduto la figlioletta. Sirena riesce a rifarsi una vita che culmina nell’incontro con Ignazio, enigmatico ebreo in fuga, apparso il giorno di Ferragosto del 1943, durante un bombardamento, con due valigie piene di libri che celano qualcosa di molto prezioso… Toccherà a un’altra Sirena, negli anni sessanta, svelare i segreti più nascosti, con l’aiuto di Beppe Pedroni, giornalista innamorato di lei e della sua maniera di cantare le poesie di Tessa sul palcoscenico dei cabaret. Il passato torna a lampi e illumina, riscalda ma anche rischia di bruciare il presente della giovane donna, attrice e cantastorie nella Milano dei giorni frenetici del boom e delle notti magiche con Giorgio Gaber, Ornella Vanoni, Luciano Bianciardi, Giorgio Strehler…

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Un romanzo lungo mezzo secolo, con due protagoniste più forti del destino e della storia scritta dagli uomini. Attraverso una vicenda appassionata e intrigante, fitta di suggestioni e di personaggi, orchestrata da una limpida scrittura che fa vibrare le corde del sentimento e dell’avventura, Giuseppe Pederiali ci regala il ritratto di due donne indimenticabili e di un’Italia con i suoi inferni e paradisi vecchi e nuovi.

 

(Dal web)

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Published in: on 18 dicembre 2012 at 09:54  Lascia un commento  

Il profumo delle notti sul Nilo

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Titolo: Il profumo delle notti sul Nilo

Autore: Ahdaf Soueif

Traduttore: Crepax L.

Editore: Piemme

Data di Pubblicazione: Maggio 2007

Pagine: 444

Voto : 7 – –

 La scrittrice riesce ha racchiudere in questo romanzo, i colori, gli odori, ma soprattutto il fascino della sua terrà. Leggendolo è come trovarsi in Egitto..circondati da donne determinate e sensibili.

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Ecco alcune recensioni trovati sul web:

 Sullo sfondo della storia d’amore tra una nobildonna inglese ed un aristocratico egiziano, si mescolano i rivolgimenti ed i problemi della questione coloniale, del razzismo e dell’incontro tra due appartenenti a culture diverse.
In parallelo la storia di oggi, delle discendenti di quell’amore. L’Egitto contemporaneo, il terrorismo e la questione palestinese.

 Due storie d’amore una antica e una attuale, il comune denominatore l’egitto e l’egiziani. Molto bello sia per le due storie d’amore che per la parte politica, mi ha aiutato a riflettere sui pregiudizi razziali ancora così attuali

Published in: on 5 dicembre 2012 at 09:16  Lascia un commento  

Amori stregati

Titolo:  Amori stregati

Sottotitolo: Passione, amicizia, tradimento

Autore:  Tahar Ben Jelloun

Traduttore:  Anna Maria Lorusso

Anno di pubblicazione: 2003

Edizione:  Bompiani,

Pagine: 238

Voto: 6 ½

Due racconti mi hanno colpito particolarmente e sono stati “ Il sospetto” e “Il clandestino”. Mi hanno fatto riflettere sull’emigrazione..e come 11 settembre abbia cambiato la vita dei mussulmani.

Storie di passioni e di perdizione, di amori destinati a durare per sempre e di incontri fugaci, di erotismo e di pure idealità romantiche, di misantropi, scienziati, profeti e angeli. Tahar Ben Jelloun, attingendo alle mille fonti dell’immaginario favolistico e delle tradizioni magiche del mitico Oriente, tratteggia in questi racconti l’universo del sentimento amoroso, e lo declina nelle sue molteplici e spesso impreviste forme, nella consapevolezza, ora divertita ora malinconica, che l’amore e il sesso sono i più grandi incantesimi del mondo, veicolo e luogo di supremi misteri, di pulsioni incontrollabili, di fascinazioni uniche e irripetibili: come la natura umana.

Ecco cosa dicono i lettori del web su questo romanzo:

Tra i profumi d’oriente, i toni fantastici e un alito di stregoneria storie d’amore e di vita punteggiano il carattere magico della natura umana. L’uomo quasi inconsapevole delle sue intrinseche potenzialità si ritrova vittima o artefice di incantesimi che pertanto combatte o asseconda con forza, ma altrettanta reticenza ……si viene a contatto con l’ intangibile magia che si palesa quando si rivelano sentimenti, amore , tradimenti, tutti nella loro più primitiva essenza,quella di ingredienti dalle alte potenzialità alchemiche scatenanti misteri e incantesimi dalla forza assai rilevante. L’uomo è la scatola magica, si manifesta nella sua più inconsapevole grandezza come catalizzatore di reazioni dalle conseguenze inimmaginabili. Trasportati da un racconto all’altro, nell’era della scienza, della razionalità, dello scetticismo verso il magico e il religioso, si è stupefatti di come il carattere surreale e immaginario di questi racconti finisce per essere fatto proprio e vissuto in maniera

Published in: on 19 novembre 2012 at 09:07  Lascia un commento  

Io confesso

Titolo  :  Io confesso

Autore : Grisham John

Traduttore: Lamberti N.

Anno di pubblicazione: 2010

Pagine: 437

Editore : Mondadori

Voto: 7

Personalmente penso che la pena di morte sia da condannare..Uccidere una persona non è più giustizia ma vendetta.. Questo libro può essere molto utili per risvegliare le coscienze di chi è a favore della pena di morte..

Quando in una fredda mattina d’inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell’incontro cambierà la sua vita per sempre. L’uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l’omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Donté si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia e Robbie Flak, il suo avvocato, noto per l’impegno sociale e il carattere bellicoso, si sono battuti per nove anni con ogni mezzo per dimostrarlo; il caso ha suscitato un enorme scalpore, ma finora tutto è stato inutile. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all’esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? Come può un pregiudicato convincere avvocati, giudici e politici che stanno giustiziando l’uomo sbagliato? In una spasmodica corsa contro il tempo, il reverendo e l’avvocato faranno di tutto per ottenere un rinvio. Ma, come spesso accade, la verità, se clamorosa, sembra avere vita più difficile della menzogna.

Ecco alcune recensioni che ho trovato sul web:

 L’ atmosfera di suspense e dramma e la capacità di suscitare l’ indignazione nell’ animo del lettore fanno di questo libro un altro capolavoro del grande John.
Un viaggio nella burocrazia kafkiana di un sistema giudiziario, nel quale si lotta per salvare un innocente dalla condanna.  Una avvincente corsa contro il tempo.

Questo è un grande romanzo, forse uno dei suoi migliori, insieme al “Momento di uccidere”, “Il testamento” e “Il partner”. Ma è anche un libro che ci fa riflettere su un tema verso il quale, ancora oggi, non si è raggiunta una risposta univoca: E’ giusto uccidere un uomo come espressione della legge? Può arrogarsi un sistema giustizia, il diritto di uccidere qualcuno? E soprattutto… se viene giustiziato, ingiustamente, un uomo innocente, chi pagherà per l’orribile errore commesso? Domande che noi tutti forse ci poniamo, ma che riecheggeranno ancor più forti nella nostra coscienza dopo aver letto questo splendido libro, l’ennesimo gioiello di Grisham. John sei un GRANDE!!!

Published in: on 14 novembre 2012 at 08:23  Lascia un commento  

La voce dell’acqua

Titolo: La voce dell’acqua

Autore: Esquivel Laura

Traduttore: Cherchi S.

Anno di pubblicazione : 2009

Pagine: 200

Editore: Garzanti Libri

Voto : 6

 

L’autrice, dopo aver consultato una vasta bibliografia (citata in appendice al libro), si è cimentata in una sorta di romanzo storico intorno alla figura controversa di Malinche, la traduttrice di cui si servì il condottiero spagnolo Hernán Cortés (1485-1547) per comunicare con gli indigeni del Messico durante la conquista di quelle terre.

Si sa per certo, innanzitutto dalle testimonianze dei contemporanei, che Malinche ricoprì effettivamente un ruolo fondamentale nelle vicende della conquista e anche che fu l’amante di Cortés, dal quale ebbe un figlio, Martín. A tutt’oggi però c’è chi la definisce una traditrice del suo popolo, traduttrice spregiudicata a vantaggio dei conquistadores; e chi invece la considera la madre del nuovo popolo messicano, nato dalla fusione delle etnie indigene e di quelle dei conquistatori.

La scrittrice fa di Malinche la protagonista assoluta del romanzo. Ci racconta la sua infanzia difficile, dopo la morte dell’amatissima nonna, quando per la prima volta fu venduta schiava dalla madre; dopo di allora la ragazzina cambiò padroni più volte fino ad essere consegnata nelle mani degli Spagnoli invasori. L’autrice descrive l’attaccamento alla vita della protagonista, il suo rancore verso la madre, i dubbi e le incertezze di fronte ai conquistatori e alla propria stessa fede religiosa, la passione per Cortés, i sensi di colpa verso il suo popolo. Infine la mostra riappacificata con se stessa e con la vita, attraverso la magia dell’acqua che la accompagnava da bambina grazie ai sapienti insegnamenti della nonna.  

Gli eventi principali della grande storia sono riproposti in maniera piuttosto fedele al vero, ma solo di scorcio. È la protagonista, chiamata Malinalli lungo tutto il romanzo, a campeggiare al centro della storia. Con i suoi sentimenti, i suoi pensieri e, insieme, le tradizioni e le credenze del suo popolo, gli abiti e il cibo, il peculiare senso del divino, i rituali.

Malinalli è una donna divisa, tra fragilità e forza, tra passato e presente, tra due mondi e due culture. È consapevole dell’importanza del suo ruolo di interprete, si interroga costantemente sulla giustezza del proprio operato, dubita dell’origine divina dei conquistadores, è presa da un’intensa, distruttiva passione per Cortés. Desidera essere libera e felice e si scopre complice di una sanguinosa conquista. Infine si riconcilia con se stessa, con la sua fede e con quella dei conquistatori, proiettandosi in un futuro in cui i popoli e le culture si fonderanno.

Malinche, Malinalli (o Marina, come fu chiamata dagli Spagnoli al momento del suo battesimo – anzi, doña Marina, in segno di rispetto) è rappresentata dunque come una donna dalla psicologia complessa e tormentata e come artefice, in parte suo malgrado, di un cambiamento epocale, dopo il quale il Messico ha intrapreso il corso della sua storia moderna. L’autrice dà di lei, in conclusione, un’immagine positiva, così come della fusione delle culture che avviene nella protagonista del romanzo prima che tra i popoli.

La Esquivel mostra gli orrori della Conquista: i saccheggi, le devastazioni, le stragi, ma anche le violenze psicologiche e culturali, come quel battesimo imposto agli indigeni, ignari del vero e più profondo significato del rituale; dall’altro lato la scrittrice non tace gli odiosi sacrifici umani dei Mexica (peraltro non condivisi da tutte le popolazioni a loro soggette); e sembra così proiettare verso il futuro un progresso che sarebbe avvenuto proprio soltanto grazie al contributo di tutti i popoli.

Published in: on 25 ottobre 2012 at 08:17  Lascia un commento  

Tu passerai per il camino. Vita e morte a Mauthausen

 

Titolo: Tu passerai per il camino. Vita e morte a Mauthausen

Autore: Vincenzo Pappalettera

Editore: Mursia

Anno di pubblicazione: 1965

Pagine : 328

Voto: 6+

“Tu passerai per il camino” è stata la minaccia che per anni i kapò e gli aguzzini nazisti hanno ripetuto ai prigionieri del campo di Mauthausen. Un riferimento esplicito e crudele ai forni crematori, una frase che è diventata sinonimo di morte.

Vincenzo Pappalettera è l’autore e protagonista del libro. Egli era giovane, antifascista e partigiano quando fu deportato a Mauthausen. Viene sistemato nella baracca 11 e da quel momento inizia la sua tragica prigionia. Ogni giorno che passerà vedrà sempre e solo crudeltà e morte.
Le dosi di cibo scarse, provocano molte fame, la quale tormenta lui e gli altri prigionieri. Molti di loro muoiono e quindi i compagni di baracca devono portare fuori i loro corpi, tanti mucchi di cadaveri si formano nel campo. Questa è una delle atroci sofferenze patite dall’autore, cioè veder morire i propri amici nel lager. Questa non è l’unica morte esistente, tante altre ne esistono, tra cui le morti per epidemie (specialmente tifo). La fine “migliore”, perché svelta è portata dalla corrente elettrica che attraversa il filo spinato che recinta il campo; tanti scelgono questa morte, per non sopportare ancora le cattiverie dei kapos ed S.S. Le morti peggiori sono le torture, che durano anche giorni e giorni; i prigionieri vengono legati ad un palo senza cibo né acqua e i kapos si divertono a frustarli. Migliaia di prigionieri vengono però uccisi nelle camere a gas o nei forni crematori.

Papalettera descrive in modo molto dettagliato le sofferenze dei deportati così come i molteplici modi per assassinarli nei modi più barbarici, non bastava solo ucciderli occorreva che la morte sopraggiungesse nelle modalità più inumane in assoluto. Il libro inoltre e’ ricco di documentazione storica fotografica e cartacea, sia di testimonianze di altri sopravvissuti sia di quei pochi aguzzini che furono processati per i crimini commessi.

Published in: on 22 ottobre 2012 at 09:15  Comments (3)  

Aleph

Titolo:  Aleph

Autore:  Coelho Paulo

Uscita:  2011

Pagine:  280

Traduttore : Desti R.

Editore:  Bompiani      

Voto:

E’ un libro che non mi ha coinvolto..che non mi ha fatto riflettere..eppure di spunti di riflessione potevano essercene molti..per questo nonostante sia scritto bene..non me la sono sentita di andare oltre il 5½

Come il protagonista del suo romanzo più famoso, “L’Alchimista”, anche Paulo Coelho sta affrontando una profonda crisi di fede ed è alla ricerca di un cammino che lo aiuti nella sua rinascita spirituale. L’unica vera possibilità è di ricominciare tutto dall’inizio. Viaggiare, sperimentare, riprendere contatto con la gente e con il mondo. Con questo fine intraprende un viaggio che lo porterà attraverso l’Europa, l’Africa e l’Asia lungo il percorso della linea ferroviaria Transiberiana, e gli farà incontrare nuovi amici, come Yao, il traduttore che sta ancora piangendo la perdita della moglie; Tatiana, una donna russa con cui il protagonista condividerà un’esperienza di trasformazione; e soprattutto la giovane violinista Hilal, la donna che Paulo ha amato cinquecento anni prima, ma che ha tradito con un gesto di codardia talmente estremo da impedirgli di raggiungere la felicità in questa vita. Insieme inizieranno un viaggio mistico nel tempo e nello spazio, un viaggio che li porterà più vicino all’amore, al perdono e al coraggio di superare tutti gli ostacoli che la vita, inevitabilmente, ci presenta. Meraviglioso e illuminante, Aleph è un romanzo che parla di come affrontare le proprie paure, credere nel proprio istinto e aprire la mente alle infinite strade che collegano tutti noi mentre affrontiamo insieme il viaggio della vita, pur seguendo percorsi diversi.

Published in: on 12 ottobre 2012 at 13:45  Lascia un commento  

Alla fine del silenzio

Titolo :  Alla fine del silenzio

Autore:  Charlotte Link

Pagine:   502

In libreria dal:  Febbraio 2004

Voto   : 6++

Sono molti anni che tre coppie di amici tedeschi, Patricia e Leon, Tim ed Evelin, Alexander e Jessica, trascorrono le loro vacanze a Stanbury, nello Yorkshire, nella splendida villa ereditata da Patricia. Ciascuno di loro ama profondamente quel luogo selvaggio e romantico, dove vissero anche le sorelle Brontè, e ciascuno lo considera un rifugio ideale dai problemi della vita quotidiana. Ma ben presto quell’oasi di pace e di serenità si trasforma in una prigione dove tensioni represse e odi sopiti finiscono per esplodere in un crimine spaventoso che squarcerà la superficie della normalità, rivelando gli autentici rapporti che legano gli abitanti della villa e le radici maligne di una storia cominciata cento anni prima.

 

Ecco alcune recensioni che ho trovato in rete:

Decisamente avvincente, e completo. Attraversa più di un genere letterario, non annoia mai, una lettura piacevole e finalmente interessante.

Le descrizioni della campagna inglese sono molto ben fatte e anche l’intreccio della vicenda è ben costruito. Il finale lascia col fiato sospeso. Lo definirei un libro a metà tra la narrativa e il thriller psicologico. Si legge tutto d’un fiato.

Ottimo libro, classico di Charlotte Link decisamente analitico nella descrizione dei caratteri dei personaggi.

Published in: on 5 ottobre 2012 at 11:37  Lascia un commento  

Volevo nascere vento

Titolo: Volevo nascere vento. Storia di Rita che sfidò la mafia con Paolo Borsellino

Autore: Andrea Gentile

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: Maggio 2012

Pagine: 155

Voto: 6-

Questo libro parla della vita di Rita Atria, nata a Partanna, in provincia di Trapani, nel 1974.  Rita ha diciassette anni quando si trasferisce a Roma e abbandona per sempre Partanna, il suo paese in provincia di Trapani. Il perche’ non e’ facile da raccontare: non e’ facile guardare in faccia il Mostro che le ha rubato l’infanzia e la famiglia. Ma poi, un giorno, l’incontro con il giudice Paolo Borsellino le cambia la vita: Rita si sente al sicuro e a lui decide di raccontare tutto quello che sa. Quell’uomo con i baffi, in giacca e cravatta, diventa da subito uno zio, “lo zio Paolo”, un cantastorie di verita’. E nonostante la verita’ sia dolorosa da accettare, Rita non smette mai di circondarsi di musica e colori, di amore e sogni, come faceva da bambina. Ma il 19 luglio 1992 anche Borsellino è ucciso in un attentato mafioso….e qui mi fermo non voglio svelarvi la fine del romanzo : -)

Forse un mondo onesto non esisterà mai

ma chi ci impedisce di sognare?

forse se ognuno di noi prova a cambiare,

Forse ce la faremo

Published in: on 28 settembre 2012 at 09:17  Lascia un commento  

Il vino della solitudine

Titolo : Il vino della solitudine

Autore : Némirovsky Irène

Anno di pubblicazione:  1935 (Francia), 1947 (Italia)

Pagine : 245

Voto    : 7+

Questa è la storia di come le sofferenze dell’infanzia non possano mai scomparire ma è anche la storia di come una bambina può diventare una donna coraggiosa e forte proprio forse a causa del peso che da sempre porta sulla propria schiena.

Il vino della solitudine” è il più autobiografico e il più personale dei romanzi di Irene Némirovsky:  la quale, pochi giorni prima di essere arrestata, stilando l’elenco delle sue opere sul retro del quaderno  di “Suite francese”, accanto a questo titolo scriveva: “Di Irene Némirovsky per Irene Némirovsky”.

Non sarà difficile, in effetti, riconoscere nella piccola Hélène, che siede a tavola dritta e composta per evitare gli aspri rimproveri della madre, la stessa Irene; e nella bella donna che a cena sfoglia le riviste di moda  appena arrivate da Parigi in quella noiosa cittadina dell’impero russo – e trascura una figlia poco amata per il  giovane cugino, oggetto invece di una furente passione – quella Fanny Némirovsky che ha fatto dell’infanzia di  Irene un deserto senza amore. Hélène detesta la madre con tutte le sue forze, al punto da sostituirne il nome,  nelle preghiere serali, con quello dell’amata istitutrice, “con una vaga speranza omicida”. Verrà un giorno,  però, in cui la madre comincerà a invecchiare, e Hélène avrà diciott’anni: accadrà a Parigi, dove la famiglia si  è stabilita dopo la guerra e la rivoluzione di ottobre e la fuga attraverso le vaste pianure gelate della Russia  e della Finlandia, durante la quale l’adolescente ha avuto per la prima volta “la consapevolezza del suo potere di donna”. Allora sembrerà giunto alfine per lei il momento della vendetta. Ma Hélène non è sua madre – e forse sceglierà una strada diversa: quella di una solitudine “aspra e inebriante”.

Ecco alcune recensioni che ho trovato sul web:

Un ulteriore, autentico capolavoro di scrittura della strepitosa Némirovsky. Memorabili le pagine che raccontano  la scomparsa nella nebbia della governante francese.

Bello, intenso, coinvolgente, ricco di sensazioni e profumi.

Una bambina alla ricerca di attenzione amorevole, una tata francese capace di far capire in poche parole il senso della vita, due genitori che “giocano” a fare i grandi. Un’altra opera magistrale della Nemirovsky.

Published in: on 25 settembre 2012 at 14:52  Lascia un commento