Storia del Costume di Babbo Natale

Le origini del costume di Babbo Natale sono affascinanti quanto la storia del personaggio stesso, simbolo universale del Natale riconosciuto da tutte le culture del mondo, aldilà delle differenze etniche e religiose. I principali tratti del suo aspetto, Babbo Natale li ha presi in prestito da un suo “cugino” slavo, ovvero la figura di Nonno Gelo, un personaggio del folclore russo che porta i regali ai bambini il 31 dicembre, e somiglia molto al nostro Babbo Natale, tranne per il colore del costume, che è azzurro ghiaccio.

 

Il primo Babbo Natale della storia, così come lo conosciamo, non aveva delle vesti rosse ma verdi, e indossava una pelliccia. Questo è l’aspetto, tra l’altro, dello “Spirito del Natale presente”, descritto nel famoso libro Canto di Natale di Charles Dickens, in cui il protagonista arcigno riceve la visita di tre spiriti che gli ricorderanno il valore delle festività e dell’altruismo.

Già nel 1823, però, la figura di Babbo Natale vestito di rosso cominciava a diffondersi: lo scrittore Clement Clarke Moore compose la poesia A visit form Saint Nicholas , dove parlava di un elfo paffutello, con una barba bianca, che trasportava un sacco pieno di giocattoli. L’illustratore Thomas Nast lo disegnò in questo modo in occasione del Natale del 1862 e da allora divenne “ufficialmente” l’immagine designata a rappresentare San Nicola.

Alcune voci attribuivano alla Coca-Cola il merito di aver creato la figura vestita di rosso (come rosse erano le sue guance) del nostro Babbo Natale, all’inizio degli anni ’30, attraverso i suoi manifesti. Si tratta in realtà di voci fuorvianti: il merito del colosso industriale, infatti, può essere soltanto di aver aiutato la diffusione.

(Dal web)

12376277_1130510130293285_8014077124818610435_n

 

Annunci
Published in: on 15 dicembre 2015 at 09:13  Lascia un commento  

Harlan Miller

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta.

(Harlan Miller)

Natale1

Published in: on 11 dicembre 2015 at 12:31  Lascia un commento  

La via dei presepi

Via San Gregorio Armeno è una strada del centro storico di Napoli, celebre turisticamente per le botteghe artigiane di presepi.

Il presepe napoletano nasce ufficialmente nel 1025 (almeno a quella data risale il primo documento scritto che ne parla) con la classica scena della Natività, il Bambino nella mangiatoia, la Madonna e San Giuseppe, il bue e l’asinello, nel Seicento comincia ad ampliarsi, con l’introduzione di scene di vita quotidiana. La novità è accolta favorevolmente e gli artigiani rendono tali scene sempre più dettagliate e particolareggiate, raggiungendo l’apice rappresentativo nel Settecento, il secolo d’oro del presepe napoletano.

(Dal web)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Published in: on 9 dicembre 2015 at 06:55  Lascia un commento  

La storia delle Renne di Babbo Natale

Tradizionalmente le renne di Babbo Natale sono un gruppo di renne volanti che tirano la slitta di Babbo Natale la notte della Vigilia per consegnare i doni a tutti i bambini del mondo.

Solitamente però, quando si parla delle renne di Santa Claus, si pensa a Rudolph, quella con il naso rosso.

In realtà la presenza delle renne nella lunga storia di Babbo Natale risale al 1823 quando fu pubblicata per la prima volta la poesia “Una visita di San Nicola” (A Visit from St. Nicholas). L’autore della poesia, nota anche con il titolo “La notte di Natale” (The Night Before Christmas), sembra essere (è ancora incerta l’attribuzione) Clement Clarke Moore, che la scrisse per i propri figli.

Clarke descrisse Babbo Natale come un omino un pò robusto e tozzo, tipo folletto, e le sue otto renne a cui diede anche un nome: Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donder, Blitzen, Cupid, che in italiano possiamo tradurre come: Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido.

Rudolph arrivò solo nel 1939 quando Robert L. May pubblicò un libro per bambini per la catena di grandi magazzini Montgomery Ward.

Nella storia di Robert L. May, Rudolph, nato con un naso rosso luminoso e figlio di Donner, è sempre emarginato per il suo aspetto dalle altre renne. In una Vigilia di Natale c’era troppa nebbia perchè Babbo Natale potesse fare il giro del mondo per consegnare i regali. Santa Claus stava per annullare la consegna dei doni quando improvvisamente notò il naso di Rudolph, cui fu dato il ruolo di capo renna, per illuminare il lungo cammino della slitta intorno al mondo. Da allora Rudolph diventò un membro permanente della Santa’s team!

Una leggenda moderna nata negli USA è quella della nona renna, inventata negli uffici della Montgomery Ward (una grande catena di magazzini americani) nel 1939 quando la direzione decise di donare ai propri clienti una nuova favola per Natale. Nacque così Rudolph, la renna “dal grosso naso rosso”, una specie di brutto anatroccolo salvato dall’emarginazione da Babbo Natale che del suo difetto fisico fece un pregio nelle lunghe notti di nebbia.

 (Dal web)

Le renne di babbo natale

Published in: on 4 dicembre 2015 at 06:50  Lascia un commento  

Tenerife – 1 ° giorno

La nostra prima giornata di vacanza termina con la visita a San Cristóbal de La Laguna…un luogo di grande fascino e storia…Il centro storico ricalca la mappa delle stelle..con edifici e i luoghi importanti costruiti in corrispondenza delle stelle…proprio come in un’antica mappa di marinai….Dopo una giornata intensa…decidiamo di cenare in un ristorantino Italiano..che però d’Italiano aveva bene poco…comunque la pizza era decente…un po’ meno il caffè…

 

Published in: on 3 dicembre 2015 at 14:06  Lascia un commento  

Jesse O’Neill

Il Natale dovrebbe essere legna che arde nel caminetto, profumo di pino e di vino, buone chiacchiere, bei ricordi e amicizie rinnovate.
Ma… se questo manca basterà l’amore.

Jesse O’Neill

oGGI

Published in: on 3 dicembre 2015 at 06:42  Lascia un commento  

La vera storia del calendario dell’avvento

Era una fredda mattina di  novembre di fine Ottocento e il piccolo Gerhard continuava a torturare la mamma chiedendole quando esattamente sarebbe arrivato Natale. Era un bambino ancora troppo piccino per avere il senso della matematica e del tempo che passava e così ogni mattina la mamma si trovava a spiegargli e rispiegargli quanto tempo ancora ci voleva prima dell’arrivo del tanto atteso Babbo Natale.

Gerhard annuiva serio serio e sembrava aver capito, ma il giorno dopo ricominciava con la solita domanda: “mamma, quanti giorni mancano ancora per Natale?”

Finché un giorno, esattamente il primo dicembre, la mamma ebbe una di quelle idee geniali da super mamme.

Chiamò il piccolo Gerhard e gli disse: “ho preparato per te 24 biscotti speziati, uno per ogni giorno dell’Avvento. Potrai mangiarne uno ogni mattino e quando i biscotti saranno finiti, allora vorrà dire che è arrivato Natale.”

Effettivamente si trattava di una genialata e Gerhard crebbe sereno e contento sgranocchiando i suoi biscotti dell’Avvento e aspettando Natale.

Passarono tanti anni e Gerhard era ormai diventato un panciuto e rispettabile uomo d’affari con un debole per i biscotti speziati.

Un giorno passando davanti a una vetrina addobbata con le decorazioni natalizie si ricordò di quando era piccolo e aspettava con ansia Natale mangiando i biscotti preparati con amore da sua madre e pensò: “sono sicuro di non essere stato il solo bambino a torturare la propria mamma ogni giorno per sapere quando esattamente arrivava Natale. L’idea della mia mamma piacerebbe a tantissime altre mamme… Ho deciso! Fabbricherò dei calendari dell’Avvento con 24 finestrelle per tutti i bambini!”

E fu così, che nel dicembre del 1920 nacque il primo calendario dell’Avvento, che naturalmente piacque a mamme, papà e bambini ed ebbe subito un enorme successo, prima in Germania, poi in Svezia e poi piano piano nel resto d’Europa.

Sembra una storia inventata, eppure è avvenuto tutto proprio come ve l’ho raccontato. Anche il piccolo Gerhard è esistito veramente e il suo nome completo era Gerhard Lang.

 

(Dal web)

calendario1

Published in: on 2 dicembre 2015 at 08:11  Lascia un commento