La casa dei quattro venti

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Titolo: La casa dei quattro venti

Autore:  Shafak Elif

Traduttore: Manzana S.

Anno pubblicazione:  2012

Pagine: 445

Editore:  Rizzoli 

Voto : 7+

Questo romanzo racconta con maestria l’incontro tra due mondi, tra due culture completamente diverse (quella orientale e quella occidentale).

Amo molto lo stile di questa scrittrice. Le sue descrizioni mi fanno sognare, mi avvicinano ad un mondo a me sconosciuto, che però mi affascina molto.

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Dicono che i gemelli siano inseparabili, due corpi per un’anima sola. Pembe e Jamila sono nate a tre minuti di distanza, nel piccolo villaggio curdo della Casa dei quattro venti. Jamila ha occhi verdi come l’edera, sogna di girare il mondo come i marinai e di svegliarsi ogni giorno in un porto diverso. Pembe è seria, posata, la sua risata è il rumore di due bicchieri che si toccano e le sue mani conoscono i segreti della vita e della morte. Da grande sarà una levatrice: quasi sacra, vivrà sospesa tra il mondo invisibile e quello visibile come la trama sottile di una ragnatela. E se Pembe resterà fino all’ultimo legata al villaggio e alla sua gente, Jamila andrà a Istanbul e poi a Londra, conoscerà l’amore e il tradimento, farà tre figli e troppi sbagli e alla fine tornerà nel luogo da cui era partita. Perché i destini di Pembe e Jamila si chiamano e si intrecciano fino a confondersi in quel disegno fragile e intricato che è la vita. Dopo “La bastarda di Istanbul”, Elif Shafak ritorna con un nuovo romanzo ricco di magia e di sentimenti, d storie e di personaggi in bilico fra tradizione e modernità, tra la paura e una fortissima voglia di libertà.

 

(Dal web)

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Published in: on 28 marzo 2013 at 10:01  Lascia un commento  

Stupore

Chi non e’ più in grado

di provare ne’ stupore

ne’ sorpresa e’ per così

dire morto..

i suoi occhi sono spenti.

 

(Albert Einstein)

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Published in: on 25 marzo 2013 at 10:52  Lascia un commento  

Perchè l’animale di Pasqua è il coniglio?

I principali simboli della pasqua sono due: le uova e il coniglio pasquale e stanno ad indicare la rinascita e la fertilità.

Le uova sono simbolo di rinascita, gli uccelli infatti si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati: era la rinascita della primavera.

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 Il coniglietto pasquale o “easter bunny”, come si dice in inglese, trae origine dai riti pagani pre-cristiani sulla fertilità. Poichè per tradizione il coniglio e la lepre sono gli animali più fertili in assoluto, essi divennero fin dall’antichità il simbolo del rinnovamento della vita e della primavera.
Il coniglio come simbolo della Pasqua sembra avere origine in Germania nel XV secolo, come testimoniano le cronache dell’epoca. I primi dolci e biscotti a forma di coniglio sembra si siano diffusi sempre in Germania ai primi dell’800.
Furono gli immigrati tedeschi e olandesi che portarono in America la tradizione, secondo la quale il coniglietto pasquale porta un cesto di uova colorate ai bambini che si sono comportati bene. Ma dato che è un po’ dispettoso, le nasconde tra l’erba e i cespugli del giardino.
E’ un simbolo pasquale molto diffuso negli Stati Uniti e nei paesi dell’Europa settentrionale.

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(Dal web)

Published in: on 21 marzo 2013 at 08:34  Lascia un commento  

Buongiorno Papà

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Titolo: Buongiorno Papà

Regia: Edoardo Leo

Sceneggiatura:Herbert Simone Paragnani, Massimiliano Bruno, Edoardo Leo

Attori:

Andrea: Raoul Bova

Enzo: Marco Giallini

Paolo: Edoardo Leo

Lorenza: Nicole Grimaudo

Layla: Rosabell Laurenti Sellers

Adele: Paola Tiziana Cruciani

Roberto: Mattia Sbragia

Adriano:Ninni Bruschetta

Altri dati

Nazione: Italia

Distribuzione: Medusa

Durata:102 min

Data uscita in Italia: 14 marzo 2013

Genere: commedia

Voto: 6½

E’ una commedia familiare, che affronta in maniera ironica il rapporto fra diverse generazioni.  Alcune scene sono veramente molto divertenti, soprattutto grazie a Edoardo Leo, che in questo film fa sia da attore, regista. Molto bravo anche Marco Giallini.

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Andrea è un trentottenne, bello e sicuro di sé. Single, ‘sciupafemmine’ e superficiale, con un’ avviata carriera in un’importante agenzia che si occupa di product placement. Nella sua vita, fatta di avventure di una sola notte, sembra andare tutto a gonfie vele: nessuna responsabilità, tutto lavoro e divertimento. Finché un giorno, al suo ritorno a casa, dove vive con Paolo – un curioso amico disoccupato – trova… Layla. La ragazzina, decisamente stravagante, ha diciassette anni e dice di essere sua figlia. E non è sola… Con lei c’è suo nonno Enzo, un improbabile ex rockettaro e padre della sua prima fugace e dimenticata conquista… E sono venuti per restare!

Published in: on 20 marzo 2013 at 14:06  Lascia un commento  

Storia e origini della festa del papà

La festa del Papà è un giorno speciale per tutti gli uomini che hanno avuto l’onore e l’onere della paternità, soprattutto oggi che questa figura è sempre più rivalutata nell’ambito della famiglia.
Le più antiche notizie farebbero risalire le origini di questa festa addirittura ai tempi dei babilonesi. La leggenda vuole, infatti, che un giovane ragazzo dal nome Elmesu, quasi 4.000 anni fa, scrivesse al padre, su una piastra di argilla, un messaggio di augurio di buona salute e lunga vita.
In tempi decisamente più recenti, alcune fonti, riferiscono che questa usanza avrebbe avuto le sue origini in Olanda nel 1936 dove, in occasione di questa festa, i padri intraprendevano una gita per soli uomini. Oggi, tuttavia, la festa del papà viene celebrata solo in alcuni paesi europei, in giorni diversi e in modo differente da un nazione all’altra. In Olanda, viene festeggiata il 18 Giugno ed anche nei paesi anglosassoni, la festa del papà ricorre a Giugno e non ha alcuna connotazione religiosa. Secondo questa stessa tradizione, l’idea di individuare una giornata in cui i figli possano onorare il loro padre nacque intorno ai primi del 1900 a Spokane, Washington, da una donna, Sonora Smart Dodd, mentre stava ascoltando il sermone nel giorno della festa della mamma. Sonora fu cresciuta dal padre Henry Jackson Smart (dopo la morte della madre) e volle far conoscere a tutti quanto questo premuroso genitore fosse importante per lei. Un padre che le fece anche da madre, con coraggio, altruismo e soprattutto amore e dolcezza. Fu scelta la data del 19 Giugno, proprio perché il padre di Sonora era nato in quella data. La prima festa del papà fu celebrata proprio il 19 Giugno 1910 a Spokane, Washington. Nel 1924, il Presidente Calvin Coolidge (1923-1929) proclamò la terza domenica di Giugno giorno ufficiale del papà. Le rose sono il simbolo di questa festa, rosse, se il genitore è ancora in vita, bianche, in caso contrario.
Solamente quando questa usanza giunse anche in Italia, si decise che sarebbe stato più adeguato festeggiarla il giorno della Festa di San Giuseppe. Nella tradizione popolare, infatti, San Giuseppe, sposo di Maria, è il padre “terreno” di Gesù e quindi figura emblematica per ricoprire questa carica!
Inizialmente la Festa del Papà fu dichiarata festa nazionale, successivamente abrogata, ma è rimasta comunque un’occasione per le famiglie, e soprattutto per i bambini, di festeggiare i loro papà. Anche se in Italia la ricorrenza ha questa connotazione religiosa, sembra comunque che solo dal 1968 la festa del papà fu fatta coincidere con il giorno dell’onomastico del Santo, e che la connotazione commerciale della festa è stata voluta dalla Buton per promuovere la vendita del proprio brandy “Vecchia Romagna”.
Due tradizioni, in particolare, caratterizzano la festa del 19 Marzo un po’ in tutta Italia: i falò e le “zeppole”. Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, le celebrazioni rituali religiose, come spesso accade, si sovrappongono a quelle pagane come i riti di purificazione agraria, di antica memoria. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle “zeppole”, le famose frittelle di S. Giuseppe, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. A Roma la preparazione delle zeppole, affiancate dai bignè di San Giuseppe, ha un fervore particolare.
In passato, ad ogni angolo di strada era possibile trovare un banco di frittelle, e tutta la città era addobbata da festose decorazioni. In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi che, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, si videro rifiutare la carità di un riparo per la notte per consentire a Maria di poter dare alla luce il Figlio dell’uomo. Questo atto, che viola due sacri doveri: l’ospitalità e l’amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l’allestimento di un banchetto speciale. Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe. In questa occasione, un sacerdote benediceva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. In alcune città, il banchetto veniva addirittura allestito all’interno della chiesa, e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante le pietanze che venivano servite.
Oltre a proteggere i poveri e le ragazze, San Giuseppe, in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa.

 

(Dal web)

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Published in: on 19 marzo 2013 at 09:52  Lascia un commento  

Grazie Papà

Da te, papà, ricevo tanto.
A te, papà, io voglio bene.
Dite, papà, io vado fiero.
A te, papà, io dico grazie.

Grazie papà, per il bene che mi vuoi.
Grazie papà, per i doni che mi fai.

Con te, papà, non ho paura.
Con te, papà. mi sento forte.
Con te, papà, mi trovo bene.
A te, papà, io dico grazie.

Grazie papà, per la gioia che mi dai.
Grazie papà, per quello che tu sei.

 

(B. Bartolini)

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Published in: on 19 marzo 2013 at 09:18  Lascia un commento  

L’ amore segreto

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Titolo: L’ amore segreto

Autore:  Calvetti Paola

Anno di pubblicazione: 1999

Pagine: 160

Editore: Dalai Editore 

Voto: 6 +

 Leggendo le pagine di questo romanzo mi sono spesso fermata a riflettere…guardavo fuori dal finestrino del treno e pensavo che molte frasi esprimevano alla perfezioni determinati miei stati d’animo..La protagonista del romanzo è molto diversa da me..siamo agli antipodi..io non potrei mai iniziare una relazione  con un uomo sposato..eppure in determinati punti del romanzo mi sono sentita vicina a questa donna

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Che cosa succede quando il desiderio irrompe furtivo a sconvolgere esistenze che parevano appagate? C’è un’illusione del tempo amoroso in cui si crede di poterlo circoscrivere a episodio, con un suo inizio, magari travolgente, e poi una fine tra l’abbandono e il disamore. Ma quando un impedimento costringe la passione ad atti furtivi, a momenti rapiti ad altre esigenze, ad altri affetti, l’amore si alimenta e può resistere tutta una vita. E’ ciò che succede ai due protagonisti di questa storia. Chi raccoglie la confessione è la giovane figlia che scopre l’adulterio, l’amore segreto del padre, un lungo attimo durato trent’anni, senza che né lei né la madre abbiano mai intuito la verità.

(Dal web)

Published in: on 15 marzo 2013 at 10:22  Lascia un commento  

Il discorso del Re

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Titolo originale: The King’s Speech

Nazione:  Regno Unito, Australia

Anno: 2010

Data di uscita: 28 Gennaio 2011 (cinema)

Genere:  Drammatico, Storico

Durata: 111′

Regia:  Tom Hooper

Cast: Helena Bonham Carter, Colin Firth, Guy Pearce, Michael Gambon, Geoffrey Rush, Jennifer Ehle, Timothy Spall, Derek Jacobi, Eve Best, Anthony Andrews

Voto: 7 +

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Tratto dalla pièce teatrale di David Seidler, egli stesso balbuziente e monarchico, la storia di Giorgio VI, “Il discorso del Re“, ha vinto i quattro Oscar più prestigiosi: miglior attore protagonista (Colin Firth), miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura originale. Come in tutti i film storici si balla tra verosimiglianza e verità per tutto lo sviluppo narrativo.

 La vicenda racconta del secondogenito di re Giorgio V che sale al trono nel 1936, tre anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.Per combattere la sua balbuzie, che lo blocca e intimorisce, il Re si affida al logopedista australiano Lionel Logue, uomo dai metodi spicci ed efficaci e poco rispettoso della Maestà, sebbene molto attento ai risultati.

Published in: on 14 marzo 2013 at 09:35  Lascia un commento  

Il lato positivo – Silver Linings Playbook

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Titolo: Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Regista: David O. Russell

Autori: Bradley Cooper, Robert De Niro, Jennifer Lawrence, Jacki Weaver, Chris Tucker.

Fotografia: Masanobu Takayanagi

Montaggio:  Crispin Struthers, Jay Cassidy

Musiche:  Danny Elfman

Paese: USA 2012

Data uscita in Italia: 7 Marzo 2013

Durata: 122 Minuti

Voto :

Avevo bisogno di un film che mi facesse ridere..ma nello stesso che toccasse temi di un certo spessore..e così ieri sera ho deciso d’andare a vedere questo film, il cui trailer mi aveva colpito molto..Le due ore di proiezione sono passate molto velocemente..è una commedia divertente, mai banale..è il giusto mix fra commedia e dramma..

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Adattamento cinematografico del best seller di Matthew Quick “L’orlo argenteo delle nuvole”, toccante commedia sull’amore e sulle seconde occasioni della vita.

Pat esce dall’ospedale psichiatrico dopo otto mesi di trattamento con una sola idea in testa: rimettersi in forma e riconquistare la moglie Nikki. Un divieto di avvicinamento lo costringe, però, nel frattempo, in casa con la madre e il padre, che ha perso il lavoro e si è dato alle scommesse, e gli impone degli incontri settimanali con il dottor Patel. A questo punto, la già precaria autodisciplina di Pat viene sconvolta dall’incontro con Tiffany, giovane vedova con una recente storia di dipendenza da sesso e psicofarmaci. In cambio della sua intercessione presso Nikki, Tiffany vuole infatti che Pat le faccia da partner per un bizzarro concorso.

(Dal web)

 

Published in: on 13 marzo 2013 at 08:56  Lascia un commento  

Tristano e Isotta

Domenica sera ho visto Tristano e Isotta, un film del 2006 diretto da Kevin Reynolds, con James Franco e Sophia Myles. E’ un bel film, realizzato molto bene..l’ambientazione è molto curata, e poi è una bellissima storia d’amore, di onore…

 La storia del tragico amore fra Tristano e Isotta è una delle più belle e più celebri della letteratura medievale. Questo mito è di origine celtica, ma che è stato raccontato per la prima volta dai poeti normanni. Nonostante sia stato rielaborato più volte da un gran numero di autori, gli elementi fondamentali della storia non sono mai stati intaccati.

Con Tristano fa la sua comparsa un nuovo tipo di eroe, l’eroe innamorato e infelice. L’amore appare sotto una luce nuova, come una passione contro cui l’individuo non può combattere, un destino doloroso e spesso funesto.

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“Avevi ragione…

non so se la vita è più forte della morte…

ma l’amore è più forte di tutto”

Published in: on 12 marzo 2013 at 15:47  Lascia un commento