Belezza…

Bellezza non sono i capelli lunghi.. le gambe magre.. la pelle abbronzata e i denti perfetti.. Fidatevi di me. Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride.. bellezza è la cicatrice sul ginocchio fin da quando sei caduta da bambina.. bellezza sono le occhiaie quando l’amore non ti fa dormire.. bellezza è l’espressione sulla faccia quando suona la sveglia la mattina.. è il trucco colato quando esci dalla doccia.. è la risata quando fai una battuta che capisci solo tu.. bellezza è incrociare il suo sguardo e smettere di capire.. bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui.. è quando piangi per le tue paranoie.. bellezza sono le rughe segnate dal tempo.. Bellezza è tutto quello che proviamo dentro e si manifesta al di fuori.. Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso.. i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano.. Bellezza è lasciarsi vivere…

(Emma Watson)

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Io aggiungerei che la bellezza è negli occhi di guarda..

Published in: on 30 gennaio 2013 at 09:48  Lascia un commento  

La vità è bella

E’ un film che rivedo sempre molto volentieri, è veramente meraviglioso, è impossibile non commuoversi.

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Uscì nelle sale cinematografiche italiane il 19 dicembre 1997 e fu un grandissimo successo, incassando ben 46 miliardi di lire. Si tratta tuttora del film che ha avuto più spettatori in Italia. Il film ricevette tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista.

Trama

 

Guido Orefice (Benigni) è un giovane ebreo che si trasferisce in quel di Arezzo per lavorare come cameriere in un albergo dove è già impiegato suo zio Eliseo (Durano). Durante il viaggio Guido incontra Dora (Braschi), una maestra elementare di cui si innamora a prima vista e che trasformerà nella sua “Principessa”. L’esuberanza di Guido gli creerà qualche problema in città e sul lavoro, specialmente con i militari fascisti tra cui c’è il borioso Rodolfo (Fontani), che Guido scoprirà in seguito essere il fidanzato di Dora. Questo non fermerà Guido che dopo una corte serrata riuscirà a conquistare la sua “Principessa” e a sposarla. nascerà così il piccolo Giosuè (Cantarini) la cui infanzia coinciderà purtroppo con l’entrata in vigore delle vergognose “Leggi razziali fasciste”, provvedimenti che porteranno Guido e la sua famiglia in un lager nazista. Sarà qui che Guido cercherà in tutti modi di proteggere il figlio dal tragico orrore che li circonda, trasformando la deportazione e la prigionia in un sorta di avventuroso gioco a premi.

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Benigni a proposito del suo film

 Questo film, che si chiama La vita è bella, mi è venuto fuori, ma con emozione, tanto che mi ha fatto tremare tutte le costole del costato, ma anche a girarlo, ma bello, bello, è un film che l’ho fatto in meno di una notte…La gente mi diceva di fare attenzione perché era una idea molto estrema, temevo di offendere la sensibilità dei sopravvissuti. Lo so che tragedia sia stata, e sono orgoglioso di aver dato il mio contributo, sull’Olocausto e sulla memoria di questo terrificante periodo della nostra storia. Io non sono ebreo, ma la storia appartiene a tutti.

(Dal web)

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Published in: on 28 gennaio 2013 at 09:58  Lascia un commento  

Patagonia express

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Titolo :  Patagonia express

Autore : Sepúlveda Luis

Traduttore: Carmignani I.

Anno di pubblicazione: 1999

Pagine:  130

Editore: Guanda  (collana Le Fenici tascabili)

Voto: 7

Qualche settimana fa in ufficio stavamo parlando di viaggi..una mia collega mi ha consigliato di leggere questo libro..devo ringraziarla per avermelo imprestato..Ci sono romanzi che riescono ha trasportarti in altri tempi e in altri luoghi..Patagonia express è uno di questi.

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Il diario di viaggio di Sepulveda in Patagonia e nella Terra del Fuoco: riflessioni, racconti, leggende e incontri che s’intrecciano nel maestoso scenario del Sud del mondo, dove l’avventura non solo è ancora possibile, ma è la più elementare forma di vita. Il vecchio Eznaola, che naviga senza sosta per i canali cercando un vascello fantasma; i gauchos che ogni anno organizzano il “campionato di bugie” della Patagonia; l’aviatore Palacios e lo scienziato Kucimavic; Bruce Chatwin, Butch Cassidy e Sundance Kid… una serie di personaggi eccezionali sullo sfondo di un eccezionale  paesaggio.

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Ecco alcuni commenti che ho trovato in rete:

“Una raccolta di appunti di viaggio.  Questo potrebbe sembrare se la lettura fosse superficiale.
Invece il buon Luis inserisce molto in questo libro.  Traspare la vera essenza della Patagonia, le genti che la abitano.  Persone piegate dalla durezza di molte situazioni gravose, persone che però non si sono mai spezzate.  Tanto onore e tanta stima.

 “Per sognare e viaggiare in una terra lontana, assaporandone i profumi, i colori e le tradizioni. Peccato che sia breve!

Published in: on 25 gennaio 2013 at 09:25  Lascia un commento  

La Signora dei Fiumi

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Titolo : La Signora dei Fiumi

Autore Philippa Gregory

Editore: Sperling & Kupfer

Data di uscita: Febbraio 2012

Pagine : 544

Voto: 7 – –

E’ un romanzo avvincente, pieno di sentimento..Che mostra la storia con gli occhi delle donne.

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La signori dei fiumi è l’ultimo capitolo della Guerra delle due rose . In questo romanzo l’autrice si concentra sui fatti che precedono l’ascesa al trono d’Inghilterra da parte di Edoardo IV e di sua moglie Elisabetta Woodville, la prima donna che non poteva contare su nobili origini che divenne regina d’Inghilterra.

Philippa Gregory narra l’incredibile storia di Jacquetta, la madre di Elisabetta Woodville.

Francia, 1430. Jacquetta di Lussemburgo è una dei discendenti dei duchi di Borgogna, la cui stirpe si dice abbia ereditato il dono della preveggenza dalla mitica capostipite Melusina, divinità del fiume, in grado di leggere il futuro nello scorrere delle acque. Jacquetta è poco più di una bambina quando viene data in sposa al duca di Bedford che, convinto dei suoi poteri divinatori, la introduce al misterioso mondo dell’alchimia. Ma il destino ha in serbo altro per lei: quando, all’età di diciannove anni, la duchessa si ritrova prematuramente vedova, sfidando qualunque convenzione si unisce in seconde nozze al ciambellano del marito, Richard Woodville, un giovane di belle speranze e di umili origini al quale già da tempo la legava un amore segreto e proibito.
Grazie all’ambizione di lui e al proprio fascino e carisma, in breve tempo Jacquetta conquista un posto di primo piano alla corte dei Lancaster. Ma sono anni turbolenti e sanguinosi: Jacquetta sente che la famiglia rivale, gli York capeggiati dal temibile duca Riccardo, si fa sempre più pericolosa e minaccia di distruggere l’intero regno. Jacquetta combatte per il suo re, per la sua regina e per sua figlia, Elisabetta Woodville, per la quale prevede un destino straordinario e inatteso: un capovolgimento di fortuna, il trono d’Inghilterra e la bianca rosa di York.

Published in: on 23 gennaio 2013 at 08:36  Lascia un commento  

La filosofia dei gatti

Quando la vita si fa dura, schiacciare un pisolino.
 Mai dormire solo, quando potresti dormire sopra il viso di qualcuno.
Varietà da sapore alla vita e alla dieta.
Un giorno ignorare gli umani e il prossimo dargli fastidio.
Lasciare la tua impronta nel mondo o almeno spruzzare in ogni angolo.
La curiosità NON ammazza niente, solo un paio di minuti.
Essere messo su un piedistallo non è una scelta, ma è un diritto.
L’unica funzione degli umani sulla faccia della terra è prendersi cura di noi gatti
Gli umani che non sono d’accordo con quello scritto sopra sono da prendere a graffi.

(Dal web)

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La filosofia dei gatti è molto interessante..ma personalmente mi sento più affine a quella canina..

Published in: on 18 gennaio 2013 at 13:46  Lascia un commento  

La felicità….

La felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali:

di piccole elemosine, presto dimenticate,

di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile,

di un complimento fatto col cuore.

 

[Samuel Taylor Coleridge]

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E si..basta così poco per essere felici..ma nello stesso tempo basta poco per diventare malinconici e tristi…

Published in: on 16 gennaio 2013 at 13:31  Lascia un commento  

Se fosse per sempre

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Titolo: Se fosse per sempre

Autore: Hudson Tara

Traduttore:  Bonini P.

Editore:  Nord  (collana Narrativa Nord)

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 360

Voto:  5½

 

Ho deciso di leggere questo romanzo perché catturata dalla bellissima copertina..che ti fa immaginare una storia fantastica..in realtà il racconto appare spesso banale. L’inizio è lento, a tratti noioso, solo verso la fine la storia diventa più intrigante, senza però mai decollare.

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Questo romanzo è il primo volume di una nuova trilogia, che racconta una singolare storia d’amore tra Joshua (un umano speciale) e Amelia (uno spirito vagante senza memoria).

 Chissà da quanti anni Amelia si aggira sull’argine del fiume, invisibile al mondo e sospesa in un eterno presente. Quand’è morta – proprio in quel fiume di anni ne aveva solo diciotto e, da allora, una specie di nebbia ha inghiottito ogni suo ricordo, dal volto della madre alle risate degli amici, dal profumo delle rose al sapore delle albicocche, condannandola a una cupa solitudine. Finché, un giorno, avviene una cosa incredibile: nelle stesse acque scure che hanno segnato il destino di Amelia, un ragazzo rischia di annegare. E lei riesce ad aiutarlo, a salvarlo, a farlo vivere. Perché quel ragazzo – unico al mondo? – può vedere Amelia, può sentire la sua voce, può accarezzare il suo viso. In quell’istante, lei capisce di non essere più sola, di aver trovato qualcuno pronto ad affrontare qualsiasi sfida, per lei. Ma, soprattutto, di aver trovato qualcuno in grado di far palpitare il suo cuore, quel cuore che ormai aveva cessato di battere. Se fosse per sempre, sarebbe un amore perfetto. Se fosse per sempre…

Published in: on 9 gennaio 2013 at 08:51  Lascia un commento  

Alto Adige

Quando si parla di Alto Adige, ci si riferisce all’odierna provincia di Bolzano. La prima tribù ad aver abitato la zona furono i Reti, seguirono i Romani nel 15 a.c. Con la caduta dell’impero romano d’Occidente fu colonizzata dai popoli germanici e successivamente entrò a far parte dell’impero carolingio. Nel XIII secoli divenne contea sotto i conti Albertini e nel 1363 entrò a far parte del regno degli Asburgo. Nel 1919 i territori del sud del Brennero furono separati dal Tirolo Austriaco e assegnati all’Italia. Dopo l’armistizio entrò a far parte della Germania nazista di Hitler.  Nel dopoguerra fu riassegnata all’Italia, nel frattempo le richieste di maggior autonomia, da parte della comunità di lingua tedesca, diventarono sempre maggiori. Dopo decenni di tensioni, nel 1972 l’Alto Adige ottenne un’ampia autonomia.

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Bolzano è una piccola città, ricca di fascino e di storia. Un primo insediamento esisteva già prima della colonizzazione romana..ma fu nel Medioevo che acquistò importanza come avamposto commerciale e militare, grazie alla sua posizione strategica tra due importanti città (Venezia e  Augustea). Nel XII fu costruita una prima via, lunga quasi mezzo kilometro, su cui si ergevano edifici alti e porticati, attraversati da stretti passaggi che servivano da “vie d’emergenze” in caso d’incendio, che allora erano molto frequenti.  La via Portici è ancora oggi la via commerciale per eccellenza. Nel trecento divenne sede del principe-vescovo di Trento, fino a quando il conte del Tirolo e duca della Carinzia, Mainardo I la fece diventare una signoria del Tirolo storico, nota per essere una regione trilingue (ladina, italiana, tedesca). I suoi abitanti nel Trecento arrivarono ad essere circa 3000. Nel 1363 entra a far parte del regno degli Asburgo, e per la città inizia un periodo di crescita commerciale, tanto che nel 1633 fu istituita la figura del Magistrato Mercantile che doveva controllare e organizzare le fiere commerciali della zona e del circondario. Nel 1919 entra a far parte dell’Italia. Con le leggi razziali proclamate da Benito Mussolini iniziò la deportazione degli ebrei      italiani, molti dei quali furono detenuto nel Centro di transito di Bolzano, uno dei quattro lager nazisti italiani.

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Con lo sfruttamento dei fiumi la regione è diventata la maggior produttrice in Italia di energia idroelettrica. L’agricoltura  e il turismo sono le principali voci di sostentamento. Le coltivazioni principali sono di mele e uva. Ho avuto occasione di provare vini locali e prodotti derivati dalle mele e devo dire che sono ottimi.  E’ metà di turisti sia durante l’inverno sia durante l’estate, questo grazie al suo paesaggio e al suo clima.

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Il costume tradizionale pusterese viene usato soprattutto dalle bande musicali e dai gruppi folcloristici, ma è amato da tutti gli abitanti, che ancora oggi lo considerano un simbolo di appartenenza al territorio.  Ogni valle ha un proprio costume che viene indossato in diverse festività, non solo religiose.  Gli accessori che accompagnano e decorano i costumi tradizionali sono molto particolari, ricercati. Io ho avuto la fortuna di poter ammirare e toccare la cintura del costume maschile, una fascia di cuoio, ricamata a mano, con penne di coda di pavone intagliata in strisce, un vero capolavoro di artigianato.

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Durante la mia breve visita, mi sono spesso sentita una straniera (la lingua più diffusa è il tedesco), nonostante questo ho trascorso due bellissimi giorni in Alto Adige, ho apprezzato l’ospitalità della gente, la buona cucina (buonissima la zuppa di gulasch) e anche il buon vino. Ho ammirato un cielo stellato da lasciare senza fiato, castelli da favola, per tutti questi motivi spero di ritornarci, per poter visitare la zona con più calma, magari andando a visitare qualche castello, o l’Otzi nel Museo Archeologico di Bolzano.

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Published in: on 8 gennaio 2013 at 10:28  Lascia un commento  

Il Mistero della Befana

Vecchia, dev’esser vecchia per davvero.
sono duemila anni che cammina.
Proprio non so come faccia la vecchina
a portare con sé un negozio intero.
Dentro quel sacco ce ne son di cose:
trombe. trenini. bambole e pistole,
palle e fucili. quanti se ne vuole.
Son faccende. a dir poco, misteriose.
Come scenda. ad esempio. negli oscuri
e stretti fori dei camini e vada
per monti e valli, lungo la sua strada
e nessuno dimentichi o trascuri.

(Massimo Grillandi)

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Published in: on 4 gennaio 2013 at 13:37  Lascia un commento  

Buon 2013

Il mio compleanno non è che sia trascorso benissimo..piccole discussioni familiari hanno peggiorato il mio, già,  pessimo umore..mi sentivo malinconia, triste…per fortuna le feste natalizie sono trascorse nella serenità..due giornate in famiglia..A Capodanno mi hanno viziato, coccolato, ed è bello ogni tanto ricevere attenzioni particolari..mi hanno persino portato la colazione a letto…

Con l’inizio del nuovo anno è normale fare bilanci, buoni propositi..Nel 2012 non sono successi avvenimenti catastrofici..eppure sono felice che sia finito..è stato un anno emotivamente difficile..prima le preoccupazioni per la salute di mia nonna..poi per quella di mia mamma..il difficile cambiamento lavorativo..spesso mi sono sentita sola..a volte persino incompresa…Ci sono stati giorni che mi sentivo insoddisfatta..insofferente..per fortuna ci sono stati anche giorni spensierati..di gioia..Spero che il 2013 sia un anno sereno..con meno sbalzi d’umore…vorrei che i giorni felici superassero quelli tristi..vorrei essere coccolata di più..sentirmi più spesso “speciale”

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Published in: on 4 gennaio 2013 at 08:34  Lascia un commento