Il panettone

Viveva in tempi assai lontani, un povero garzone di fornaio di nome Toni. La vigilia di Natale aveva lavorato molto ad impastare pane e focacce. Era stanchissimo,la schiena gli doleva ma la sua giornata non era ancora finita. Si accinse ad impastare l’ennesimo blocco di pasta di pane e intanto preparò all’estremità della lunga asse le uova, l’uvetta, lo zucchero per la torta natalizia del padrone e per i suoi invitati. Quanto a lui, avrebbe trascorso un triste Natale accanto al letto della madre malata. Mentre tagliava le forme, per un movimento maldestro, rovesciò il barattolo dello zucchero. Nel tentativo di salvare il salvabile schiacciò le uova e si ritrovò con la pasta del pane intrisa di zucchero, uova e uvetta. Non gli rimase che impastare il tutto con le lacrime di disperazione che gli caddero sulle grosse forme che tagliò e mise a cuocere.

Quando le grosse pagnotte, profumate e soffici, uscirono dal forno, il ” Pan de Toni”, come lo chiamò subito il padrone furbo, gli fece fare affari d’oro,l’indomani quando fu venduto ai signori del paese. Fuori dalla leggenda, la storia ufficiale vuole che il panettone apparisse sulla tavola di Ludovico il Moro al castello degli Sforza, il Natale del 1495. Si teneva quel giorno un banchetto per celebrare il nuovo potere conferito al duca da un decreto dell’imperatore Massimiliano. Alla fine del banchetto venne portato in tavola il panis quidam acinis uvae confectus, il pane confezionato con acini di uva. Piacque molto al duca il nuovo dolce ideato dal cuoco Antonio Toni, che ben presto, tutti i milanesi poterono assaggiare,perché con atto munifico Ludovico il Moro ne fece distribuire la ricetta a tutti i cuochi di Milano. E il pan di Toni venne sbrigativamente chiamato “panettone”.

(Dal web)

ilpanettone

Published in: on 20 dicembre 2012 at 08:09  Lascia un commento  

Poesia sul Natale

Ecco di nuovo davanti a noi il Natale.
Un cielo, una notte, un giorno.
Un cielo per la voce,
una notte per la preghiera,
un giorno per la speranza.

(F.Mauriac)

finestra-natalizia

Published in: on 19 dicembre 2012 at 09:49  Comments (4)  

Il Ponte delle Sirenette

9788811681991g

 

Autore: Giuseppe Pederiali

Titolo: Il Ponte delle Sirenette

Editore: Garzanti

Anno di pubblicazione: 2011

Pagine: 379

Voto: 7

r303yzpl

Abbandonata a sette anni sul Ponte delle Sirenette, ospite dell’orfanotrofio delle Stelline, adottata e ridotta in schiavitù, ragazza-madre, prostituta in via Fiori Chiari… La vita non ha sorriso alla bella Sirena, almeno fino all’incontro con Delio Tessa, l’avvocato autore di poesie dialettali splendide e cattive, che la salva dal manicomio di Mombello e dall’accusa di avere venduto la figlioletta. Sirena riesce a rifarsi una vita che culmina nell’incontro con Ignazio, enigmatico ebreo in fuga, apparso il giorno di Ferragosto del 1943, durante un bombardamento, con due valigie piene di libri che celano qualcosa di molto prezioso… Toccherà a un’altra Sirena, negli anni sessanta, svelare i segreti più nascosti, con l’aiuto di Beppe Pedroni, giornalista innamorato di lei e della sua maniera di cantare le poesie di Tessa sul palcoscenico dei cabaret. Il passato torna a lampi e illumina, riscalda ma anche rischia di bruciare il presente della giovane donna, attrice e cantastorie nella Milano dei giorni frenetici del boom e delle notti magiche con Giorgio Gaber, Ornella Vanoni, Luciano Bianciardi, Giorgio Strehler…

r303yzpl

Un romanzo lungo mezzo secolo, con due protagoniste più forti del destino e della storia scritta dagli uomini. Attraverso una vicenda appassionata e intrigante, fitta di suggestioni e di personaggi, orchestrata da una limpida scrittura che fa vibrare le corde del sentimento e dell’avventura, Giuseppe Pederiali ci regala il ritratto di due donne indimenticabili e di un’Italia con i suoi inferni e paradisi vecchi e nuovi.

 

(Dal web)

Published in: on 18 dicembre 2012 at 09:54  Lascia un commento  

Nevica…

La neve crea molti disagi alla circolazione..nonostante questo riesce sempre a rendermi di buon umore..ha qualcosa di magico..rende il paesaggio fiabesco..Camminare sotto la neve mi fa ritornare bambina..questa mattina non ho preso neppure l’ombrello..volevo sentire i fiocchi di neve sul volto..poter alzare lo sguardo e ammirare la neve danzare già dal cielo…e adesso guardo rapita fuori dalla finestra..incantata dal paesaggio innevato…

pupazzi_di_neve

La neve è una poesia.

Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.

Questa poesia arriva dalle labbra del cielo,

dalla mano di Dio. Ha un nome.

Un nome di un candore smagliante.

Neve.  

(Maxence Fermine)

2

Published in: on 14 dicembre 2012 at 10:53  Lascia un commento  

Santa Lucia

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant’Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un’altra a Roma. Oggi in tutto il mondo si trovano reliquie di Lucia e opere d’arte a lei ispirate.

bar agrifoglio

La storia ci dice che la Lucia era una giovane siciliana della città di Siracusa e che venne martirizzata perché confessò di essere cristiana e decise di non abiurare la fede in Cristo.
Una leggenda affermatasi dopo l’anno Mille introduce la storia degli di occhi strappati dalle orbite e così la santa verrà raffigurata da lì in poi, anche se non vi sono certezze storiche a riguardo di questa leggenda.

Santa Lucia protegge i ciechi, gli oculisti, gli elettricisti, i sarti e le ricamatrici, e le donne di malavita pentite, ed è inoltre la patrona della città di Mantova.

bar agrifoglio

La festa di Santa Lucia è molto amata dai bambini per via dei regali che la Santa porta loro la notte del 12 dicembre di ogni anno.

Tantissime anche le tradizioni legate al nome di Santa Lucia: a Bergamo sicuramente la tradizione della letterina è la più famosa, così come il tramandare di generazione in generazione il racconto che Santa Lucia arrivi la notte del 12 dicembre a bordo del suo carretto trainato da un asinello per portare i doni ai bambini.
Per ingraziarsi la santa bisogna fare i bravi e far trovare una ciotola con del latte per sfamare l’asinello, meglio ancora se accompagnata da un po’ di paglia.

Inoltre non bisogna entrare nella stanza in sua presenza, altrimenti la santa getterà la cenerenegli occhi del bambino impaziente rendendolo cieco.

In tantissimi paesi della bergamasca è anche tradizione che la Santa arrivi nella piazza del paese portando i doni ai bambini che ivi si riuniscono: diverse sono le amministrazioni comunali che promuovono questa iniziativa, sicuramente bella e lodevole.

 

(Dal Web)

225px-Santalucia

Published in: on 13 dicembre 2012 at 11:00  Lascia un commento  

Gli animali

Si dice che allo scoccare della mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, gli animali – in special modo gli animali nelle fattorie acquistino il meraviglioso ed inusuale dono della parola. Buoi, mucche, cavalli, maiali e polli iniziano a parlare tra di loro e si scambiano strani segreti sul genere umano, in particolar modo sui loro padroni. Ma non tentati di ascoltarli di nascosto! La leggenda dice che potrete attirare su di voi la sfortuna, la cecità o addirittura la morte se tenterete di spiarli!

 

(Dal Web)

Bue_Asinello_Presepe_Immanuel

Published in: on 12 dicembre 2012 at 15:35  Lascia un commento  

Il vischio

Il vischio, come pianta utilizzata durante il periodo natalizio, è legato ad una leggenda molto bella che riguarda un vecchio mercante.

9

C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico.
Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:
– Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme.
Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri. – Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E cominciò a piangere.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.

 

(Dal web)

v11

Published in: on 11 dicembre 2012 at 11:12  Lascia un commento  

A Natale…

donare

A Natale bisognerebbe donare se stessi..
il nostro tempo, i sentimenti, gli abbracci, i sorrisi…
non gli oggetti.

(Eduard Leon Word)

Published in: on 10 dicembre 2012 at 13:42  Lascia un commento  

Tristezza…

Ho passato una bellissima giornata fra amici..anche i scorsi giorni sono trascorsi nella serenità e nella gioia..eppure sono bastate poche righe per rendermi malinconica e triste..perché diamo tanto potere alle persone ? Perché permettiamo loro di cambiare il nostro umore? In momenti come questi vorrei viaggiare nel tempo..ritornare agli inizi di questo legame che mi regala momenti speciali..ma anche tanta tristezza..e in questo modo cambiare il corso della mia vita..ma non è possibile..bisogna accettare le conseguenze di ogni nostra scelta..ma bisogna anche avere il coraggio e la forza di guardare in faccia la realtà..e di cambiare..

este_04172736_27480

Published in: on 9 dicembre 2012 at 21:13  Lascia un commento  

Una leggenda sul natale

C’era una volta un papà che non sapeva come scaldare il suo bambino.

Non aveva casa ne panni,ne fuoco e la notte era gelida.

In lontananza, si vedeva il bagliore di un fuoco acceso da qualche pastore. L’uomo si avvicinò ma due grossi cani gli corsero in contro ringhiando. Appena gli furono accanto,però,si accucciarono docili ai suoi piedi. Quando il pastore, vecchio ed egoista vide lo straniero gli tirò il suo bastone, ma questo cadde a terra senza colpirlo.

L’uomo gli chiese un po’ di fuoco per scaldare il suo bambino e la sua mamma. 

Il pastore vide che l’uomo non aveva nessun recipiente perciò gli disse con gioia cattiva di prendere quanto voleva. E l’uomo prese con le mani alcune braci ardenti, le mise nel suo mantello, ringraziò e se ne andò: “Che notte è mai questa? pensò il pastore. -Che i cani non mordono,il bastone non colpisce e il fuoco non brucia? Seguì lo straniero e vide che la sua famiglia stava in una grotta. Allora si commosse e tolse dal suo sacco una morbida pelle di pecora e ne fece un giaciglio per il bambino. E dal paniere tolse ricotta, formaggio, latte e li offrì allo straniero e a sua moglie.

Solo allora, quando il suo cuore diventò buono,si aprirono i suoi occhi…

 

(“ La notte in cui tutti diventarono amici”,  Feliziani,  Bottino )

 

16899682

Published in: on 6 dicembre 2012 at 15:18  Lascia un commento