Volevo nascere vento

Titolo: Volevo nascere vento. Storia di Rita che sfidò la mafia con Paolo Borsellino

Autore: Andrea Gentile

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: Maggio 2012

Pagine: 155

Voto: 6-

Questo libro parla della vita di Rita Atria, nata a Partanna, in provincia di Trapani, nel 1974.  Rita ha diciassette anni quando si trasferisce a Roma e abbandona per sempre Partanna, il suo paese in provincia di Trapani. Il perche’ non e’ facile da raccontare: non e’ facile guardare in faccia il Mostro che le ha rubato l’infanzia e la famiglia. Ma poi, un giorno, l’incontro con il giudice Paolo Borsellino le cambia la vita: Rita si sente al sicuro e a lui decide di raccontare tutto quello che sa. Quell’uomo con i baffi, in giacca e cravatta, diventa da subito uno zio, “lo zio Paolo”, un cantastorie di verita’. E nonostante la verita’ sia dolorosa da accettare, Rita non smette mai di circondarsi di musica e colori, di amore e sogni, come faceva da bambina. Ma il 19 luglio 1992 anche Borsellino è ucciso in un attentato mafioso….e qui mi fermo non voglio svelarvi la fine del romanzo : -)

Forse un mondo onesto non esisterà mai

ma chi ci impedisce di sognare?

forse se ognuno di noi prova a cambiare,

Forse ce la faremo

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Published in: on 28 settembre 2012 at 09:17  Lascia un commento  

Inno al cioccolato

Questo l’inno che si trova come prefazione nel menù dell’Etruscan Chocohotel di Perugia, forse davvero il primo albergo al mondo dedicato al cioccolato

Il Cioccolato è uno dei grandi piaceri della vita. E tanto basta agli appassionati, che se lo sono davvero, sono praticamente dei cultori, a scagionarlo da qualunque tipo di accusa di ordine dietologico. Calorie, irritazioni, appesantimento epatico, liberazione d’istamina? Tutte storie.
Il Cioccolato ha, piuttosto, mille pregi e mille buone possibilità d’impiego. Il Cioccolato consola: i fallimenti, i tradimenti, le ingiurie della vita e quelle degli anni, la malinconia per gli amori perduti e per quelli mai avuti, consola tutto. Torna il sereno nel cuore goloso, per un momento alleviato dai suoi pesi. Il Cioccolato eccita: ha le doti del caffè, ma nessuno lo sa; rinvigorisce la mente, i muscoli e l’anima, e porta con sé idee geniali e felici intuizioni; è la droga degli intelligenti, di chi ama appassionatamente l’esistenza. Il Cioccolato tranquillizza, potere questo che il caffè non ha:distende i nervi e porta il sonno del giusto anche a chi durante il giorno qualcosa ogni tanto lo sbaglia. Ai banali la camomilla. Il Cioccolato è dunque mamma, amante e padre perfetto: al nostro fianco ogni volta che deve, lontano da noi e di noi dimentico, quando non c’è bisogno di lui. Ed il vigliacco tentativo di trovargli dei difetti né evidenzia, per contrappasso, un nuovo pregio, che quasi mai, e solo a prezzo di grandi fatiche, madri amanti e padri riescono ad avere. Il Cioccolato è complice.

Published in: on 27 settembre 2012 at 08:55  Lascia un commento  

Un po’ di romanticismo…

E’ incomprensibile come un sorriso ti possa affascinare,

come due occhi ti possono far innamorare,

come un silenzio ti possa far male,

come una carezza ti possa far rabbrividire,

come una voce invade il tuo cuore,

come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare.

 

(Volevo nascere vento, Andrea Gentili)

Penso che queste parole siano molto romantiche..dolci..

ma anche molto veritiere..

Published in: on 26 settembre 2012 at 06:56  Lascia un commento  

Il vino della solitudine

Titolo : Il vino della solitudine

Autore : Némirovsky Irène

Anno di pubblicazione:  1935 (Francia), 1947 (Italia)

Pagine : 245

Voto    : 7+

Questa è la storia di come le sofferenze dell’infanzia non possano mai scomparire ma è anche la storia di come una bambina può diventare una donna coraggiosa e forte proprio forse a causa del peso che da sempre porta sulla propria schiena.

Il vino della solitudine” è il più autobiografico e il più personale dei romanzi di Irene Némirovsky:  la quale, pochi giorni prima di essere arrestata, stilando l’elenco delle sue opere sul retro del quaderno  di “Suite francese”, accanto a questo titolo scriveva: “Di Irene Némirovsky per Irene Némirovsky”.

Non sarà difficile, in effetti, riconoscere nella piccola Hélène, che siede a tavola dritta e composta per evitare gli aspri rimproveri della madre, la stessa Irene; e nella bella donna che a cena sfoglia le riviste di moda  appena arrivate da Parigi in quella noiosa cittadina dell’impero russo – e trascura una figlia poco amata per il  giovane cugino, oggetto invece di una furente passione – quella Fanny Némirovsky che ha fatto dell’infanzia di  Irene un deserto senza amore. Hélène detesta la madre con tutte le sue forze, al punto da sostituirne il nome,  nelle preghiere serali, con quello dell’amata istitutrice, “con una vaga speranza omicida”. Verrà un giorno,  però, in cui la madre comincerà a invecchiare, e Hélène avrà diciott’anni: accadrà a Parigi, dove la famiglia si  è stabilita dopo la guerra e la rivoluzione di ottobre e la fuga attraverso le vaste pianure gelate della Russia  e della Finlandia, durante la quale l’adolescente ha avuto per la prima volta “la consapevolezza del suo potere di donna”. Allora sembrerà giunto alfine per lei il momento della vendetta. Ma Hélène non è sua madre – e forse sceglierà una strada diversa: quella di una solitudine “aspra e inebriante”.

Ecco alcune recensioni che ho trovato sul web:

Un ulteriore, autentico capolavoro di scrittura della strepitosa Némirovsky. Memorabili le pagine che raccontano  la scomparsa nella nebbia della governante francese.

Bello, intenso, coinvolgente, ricco di sensazioni e profumi.

Una bambina alla ricerca di attenzione amorevole, una tata francese capace di far capire in poche parole il senso della vita, due genitori che “giocano” a fare i grandi. Un’altra opera magistrale della Nemirovsky.

Published in: on 25 settembre 2012 at 14:52  Lascia un commento  

Immobilità / Stallo

Mi sento insoddisfatta..e questo mi rende nervosa e scontrosa…Le giornate si susseguono tutte uguali..senza uno scopo.. Agosto è stato un mese strano..da una parte mi ha regalato belle sensazioni….dall’altra tristezza..Settembre invece non mi sta dando niente di cui rallegrarmi..Non è successo nulla di tragico..di brutto..ma neanche nulla di bello..è un mese immobile..di stallo..

Published in: on 20 settembre 2012 at 09:50  Lascia un commento  

La strada delle anime perse

Titolo: La strada delle anime perse

Autore:   O’Connell Carol

Editore :Piemme

Anno pubblicazione : 2010

Numero pagine : 461

Voto: 6

La donna è accasciata sul pavimento; il volto di cera, intonso, e gli occhi chiusi danno l’impressione che dorma, di un sonno triste però, senza speranze né desideri. Solo il busto, coperto di sangue e attraversato da una profonda ferita da arma da fuoco, la rende differente dai tanti corpi stanchi che trovano riposo nella notte. Accanto a lei un biglietto con scritto «l’amore mi fa morire». Per il sergente Riker, agente della polizia di New York, il caso potrebbe essere archiviato subito come l’ennesimo suicidio, ma la vittima, Savannah Sirus, è morta nell’appartamento di Kathy Mallory, sua collega al dipartimento, di cui non si hanno notizie da giorni. Nell’appartamento non ci sono tracce di Mallory, ma pare che Savannah abbia vissuto con lei per qualche tempo. Così Riker decide di cercarla, non può che credere alla sua innocenza, ma conosce Mallory e sa che rispettare le regole non è mai stato il suo forte, e questa volta potrebbe costarle la carriera o forse qualcosa di più. A qualche centinaia di chilometri, a Chicago, Kathy si sta occupando di un’indagine personale, seguendo l’ombra di uno spietato serial killer. L’uomo che sta cercando è crudele e ripetitivo, le sue vittime sono bambini, i cui piccoli corpi vengono privati della mano destra e sepolti accuratamente sul ciglio di una strada, sempre la stessa, per tutti: la Route 66, che attraversa il paese e su cui il serial killer, da oltre vent’anni, ha deciso di spargere un’infinita scia di sangue. Per fermare la sua caccia, Mallory sarà costretta a fare i conti con un passato mai veramente dimenticato e a seppellire quei morti che hanno tormentato i suoi incubi fino a quando Savannah non ha bussato alla sua porta.

Published in: on 18 settembre 2012 at 09:34  Lascia un commento  

Il bacio dell’ombra

Titolo: Il bacio dell’ombra

Autore: Richelle Mead 

Rilegato: 545 pagine

Data di pubblicazione: Marzo 2011

Voto: 6–Il bacio dell’ombra, di Richelle Mead, è il terzo libro della popolare serie urban fantasy YA Vampire Academy/L’Accademia dei Vampiri e il seguito di Morsi di ghiaccio.

La serie, particolarmente apprezzata dal pubblico internazionale – adolescente e non -, si avvale di una mitologia basata su quella dell’Europa Orientale. Moroi e Strigoi, le due tipologie di vampiri utilizzate dalla Mead, vengono, infatti, dalla Romania; il dhampir, l’ibrido umano/vampiro (frequentemente usato anche da altri autori, in letteratura, al cinema, in tv e nei fumetti), arriva, invece, dai paesi balcanici.

Pur con i dovuti “aggiustamenti” – rispetto al folclore dell’Est europeo – necessari allo sviluppo della storia e delle relazioni tra i personaggi del romanzo, possiamo dire, sinteticamente, che i Moroi (i buoni) sono vampiri vivi e mortali, si nutrono di donatori consenzienti, non uccidono, possono sopportare, con moderazione, i raggi solari, sono suddivisi in Moroi reali e “comuni” e hanno una struttura d’impostazione tradizionalista, divisa in caste. Gli Strigoi (i cattivi), sono vampiri morti, immortali, notturni, sanguinari e crudeli, sempre a caccia di sangue Moroi. Per proteggere questi ultimi vengono impiegati i dhampir, figli nati da relazioni tra Moroi stessi e umani che, da subito, vengono addestrati per diventare Guardiani. La prima parte della vita dei vampiri buoni e dei dhampir è “normale”, entrambi, infatti, vanno a scuola e, al di là dell’addestramento e della pratica delle discipline e delle attività dedicate/richieste dai rispettivi ruoli, studiano insieme in collegi disseminati in tutto il mondo (le Accademie).

Le storie – principali e secondarie – si sviluppano in questo interessante contesto e ruotano attorno alla protagonista, Rose, una dhampir diciassettenne, alla sua amica coetanea Moroi reale, Lissa, e ai loro spasimanti, tra cui l’addestratore russo, adulto, vaccinato e dhampir, Dimitri BelikovL’ultimo anno all’Accademia dei Vampiri non è facile per Rose. Dopo aver combattuto contro i terribili Strigoi e aver visto morire il suo amico Mason non è più la stessa. Ha strane visioni, oscure premonizioni. Ma non vuole parlarne con Lissa, la sua migliore amica, e non può confidarsi neppure con Dimitri, l’allenatore che ama in segreto. Quando infine il cerchio del male si stringe attorno all’Accademia, Rose si trova a dover scegliere tra proteggere l’amica e salvare il suo amore…

Published in: on 16 settembre 2012 at 15:02  Lascia un commento  

Ribelle – The Brave

Titolo originale:  Ribelle – The Brave

Nazione:  USA 

Anno:  2012

Genere:  Animazione 3d

Durata:  100′

Regia:  Mark Andrews, Brenda Chapman

Produzione:  Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

Distribuzione:  Walt Disney Studios, Motion Pictures Italia

Data di uscita in Italia:  05 Settembre 2012

Voto: 7

L’intero film è incentrato sulla figura femminile, come accade in genere in tutte le fiabe della Disney, ma stavolta la Pixar fa un passo in avanti verso la modernità: non c’è la classica principessa in attesa adorante di un principe, ma un a ragazza che decide di prendere il mano il proprio destino. Merida, che anziché la solita damigella in pericolo alla ricerca del Principe Azzurro è una ragazza forte, risoluta, scaltra e indipendente. Mentre gli uomini sono allegri beoni attaccabrighe, le donne tengono in mano le sorti del mondo, e in questo senso “Ribelle – The Brave” è un’opera fortemente femminista.

Basta uno sguardo alla folta chioma rossa di Merida per capire quanta cura sia stata posta nei dettagli (ci sono voluti ben sei anni per produrre questo film) , ma è facile perdersi anche nella bellezza della lussureggiante vegetazione scozzese (l’ambientazione è molto realistica). Le musiche sono bellissime. Per dare alla colonna sonora un’atmosfera più “scozzese”, vista l’ambientazione della storia, il compositore e autore Patrick Doyle ha utilizzato strumenti tipici della Scozia come cornamuse, arpe celtiche e bodhran.

In un’aspra e mitica Scozia, l’irruente Merida, figlia di re Fergus e della regina Elinor, preferirebbe diventare arciere, un desiderio che contrasta con le aspettative che sua madre ha per lei. Determinata a costruirsi la propria strada nella vita, Merida si oppone a una secolare tradizione sacra ai signori della terra: il massiccio Lord MacGuffin, il burbero Lord Macintosh e l’irascibile Lord Dingwall. Le azioni di Merida involontariamente scatenano il caos e la furia del regno, e quando si rivolge a una eccentrica donna anziana per chiederle aiuto, il suo sfortunato desiderio viene esaudito. Il conseguente pericolo costringe Merida a scoprire il significato del vero coraggio al fine di distruggere una tremenda maledizione prima che sia troppo tardi.

“Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è una cosa nostra. Ma io so che non è così, il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo”

Published in: on 13 settembre 2012 at 13:54  Lascia un commento  

Cinquanta sfumature di rosso

Titolo: Cinquanta sfumature di Rosso

Titolo Originale: Fifty Shades Freed

Autore: E.L. James

Editore: Mondatori

Data di uscita in Italia: 13 luglio 2012

Pagine: 624

Voto: 6+

Con questo romanzo si conclude la trilogia di “Cinquanta sfumature” che mi ha tenuto compagnia per tutta l’estate. Ho preferito il secondo romanzo, questo ultimo mi è sembrato un po’ scontato, anche se non sono mancati i colpi di scena. Ho apprezzato molto l’appendice del romanzo, dove si ritorna indietro nel tempo, quando il protagonista era piccolo.

Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite. Ana ha sempre saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo.

Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi.

Ecco alcune recensioni che ho trovato sul web:

Si tratta della storia di Cenerentola adattata ad un genere che in qualche modo rispecchia gli anni 2010 – 2011 in cui sono stati scritti i tre libri che in realtà sono un unico romanzo. L’abilità della scrittrice sta nell’inventare continuamente colpi di scena tipici di un romanzo giallo e nel condire il tutto con romanticherie degne dei romanzi della Delly. Tutto questo supera di gran lunga l’interesse che il lettore può provare per le parti così dette “porno” dei romanzi ed in qualche modo giustifica il loro successo.

Trovo molto originali le ultime pagine sui pensieri di Christian. Spero proprio che il “per ora” alla fine lascerà spazio per un ulteriore capitolo!

Dei tre libri della trilogia non è il più coinvolgente ma nel complesso bello, soprattutto il finale. Non sopporto chi spara a zero su questa trilogia, penso che non l’abbiano nemmeno letta fino in fondo. Non è solo sesso e sottomissione ma, soprattutto in questo libro, emergono i sentimenti dei protagonisti e ci si riesce a liberare dal passato. Bel libro, leggero ma non per questo scandaloso o altro. 

Published in: on 12 settembre 2012 at 13:16  Comments (1)  

Per non dimentica…

11 settembre del 2011 lavoro a Lecco, sembrava una mattina come tante altre, quando all’improvviso, il nostro capo entrò nell’ufficio, e con aria incredula ci disse,  che erano state colpite le Torri Gemelle. Inizialmente pensammo ad uno scherzo di cattivo gusto, ma appena accendemmo la radio capimmo che era successo realmente. Non potevamo credere che la più grande potenza del mondo fosse stata colpita così gravemente. Il mondo non è più stato lo stesso dopo quel tragico giorno di 11 anni fa.

Gli attacchi terroristici dell’11 settembre causarono circa 3 000 vittime. Nell’attacco alle torri gemelle morirono 2 752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. La maggior parte delle vittime erano civili di 70 diverse nazionalità.

L’11 settembre ci ha fatto vedere di cosa è capace l’essere umano Del male, sì, certo. Ma ha anche messo in luce una bontà di cui avevamo dimenticato l’esistenza. Uomini che si occupano di altri uomini solamente perché è la cosa giusta da fare

(Web)

Published in: on 11 settembre 2012 at 10:01  Lascia un commento