Utente sconosciuto

Titolo: Utente sconosciuto

Titolo originale: Chasing the Dime

Autore: Micheal Connelly

Genere: Thriller / polizziesco

Editore: Piemme

Anno di pubblicazione: 2002 

Pagine: 367

Voto: 7 –

Ben congegnato, con una trama sviluppata con intelligenza che incolla il lettore alle pagine. Non tanto per la forte suspense, assente in questo libro, ma per la curiosità leggera che Connelly riesce ad insinuare nella mente del lettore.

I personaggi sono ben delineati, in particolare il protagonista. Un uomo semplice che si ritrova a dover vestire i panni dell’investigatore.
Questa è la storia di Henry Pierce,

affranto per la fine di una importante storia d’amore e al contempo eccitato per un progetto che, nella sua società, sta per vedere la luce. Un progetto ambizioso, che gli porterà fama e gloria. Stretto fra due sentimenti e due situazioni contrastanti, Henry Pierce non ha di meglio da fare che cacciarsi in un guaio più grande di lui. Un guaio che inizia con strane telefonate: uomini sconosciuti che chiedono di Lilly. Probabilmente, pensa Pierce, la compagnia telefonica ha disattivato il numero di questa Lilly per, poco dopo, darlo a lui. Ma come è potuto accadere? E come mai questa Lilly, richiestissima, non si trova? E il pericoloso viaggio di Pierce, inizia quando decide di rintracciare la ragazza partendo da un numero di telefono. Una lettura scorrevole, molto piacevole.  Il finale è inaspettato, ma forse un po’ troppo sbrigativo.

Annunci
Published in: on 8 maggio 2012 at 07:56  Lascia un commento  

Addio Dark

Eri un rompiscatole, sapevi come farti ascoltare..Piano piano sei entrato sempre di più nella nostra casa, nella nostra vita..Eravamo arrivati al punto di pensare che fossi immortale..Le varie crisi ti hanno segnato, ma non ti hanno tolto la voglia di vivere..Nonostante la sordità, la cecità sei arrivato ha festeggiare il tuo diciottesimo anno di vita, un traguardo di tutto rispetto per un cane..Quando penserò a te ti vedrò sdraiato sul letto, con accanto qualche gatto..sempre pronto ha farti le fusa..Sei stato il cane più buono che abbia mai conosciuto..Non ti ho mai sentito ringhiare, tutti andavano d’accordo con te..Ho visto persino un gatto che ti difendeva…Ci mancherai tanto..ma rimarrà sempre nei nostri cuori..E’ commuovente vedere come in questi giorni Goram ti cerchi..

 

Published in: on 7 maggio 2012 at 09:20  Lascia un commento  

Quasi amici

Il pubblico ha bisogno di storie, possibilmente semplici, capaci di toccare quelle corde emotive che se pizzicate suscitino le due reazioni più genuine che dall’infanzia alla terza età scortano la vita di ogni essere umano: la risata e il pianto. I registi e sceneggiatori Eric Toledano e Olivier Nakache riescono ad equilibrare entrambe le cose portando al cinema un pezzo di vita vera. 

Uscita in Italia: 24/02/2012

Genere: Commedia

Regia: Oliver Nakache, Eric Toledano

Sceneggiatura:  Oliver Nakache, Eric Toledano

Attori Protagonisti: Francois Cluzet, Omar Sy

Musiche:  Lodovico Einaudi

Durata : 112 Min

Voto: 8


Ispirato ad una storia vera. La strana coppia formata da Philippe e Driss ha commosso e divertito la Francia. Conquistando il record di secondo film francese più visto di sempre!

Dopo un incidente di parapendio che l’ha paralizzato dal collo in giù, il ricco aristocratico Philippe (François Cluzet) ha bisogno di qualcuno che si occupi costantemente di lui, che lo porti in giro e che accontenti ogni sua richiesta, e assume come badante Driss (Omar Sy), un giovane algerino dalla pelle scura appena uscito dal carcere. Insieme cercano di fare coabitare Vivaldi con gli Earth Wind and Fire, il parlare forbito con lo slang, i vestiti eleganti con le tute da ginnastica… Sono due universi che si guardano attraverso un telescopio, cercando di addomesticarsi a vicenda per far nascere una delle amicizie più folli, divertenti e inaspettate. Una relazione unica che farà scintille e li renderà… Intoccabili.

E’ stata la visione di un documentario che ha dato ai due registi la voglia di realizzare questo film. Intitolato “A la vie, à la mort”, questo lavoro evocava il caso di un giovane della banlieue che viene incaricato di occuparsi di un uomo tetraplegico, Philippe Pozzo di Borgo. Era il 2004 e i due cineasti, anche se molto sedotti dall’idea, non se la sono sentiti di affrontare con un lungometraggio un argomento così delicato. Ma dopo l’uscita del loro film “Tellement proches” nel 2008 con tanto di successo di critica e di pubblico, Olivier Nakache e Eric Toledano, si sono lanciati. I due realizzatori, hanno voluto che il vero Philippe fosse il primo a vederlo. Il risultato è un film su un’amicizia che oltrepassa le barriere sociali, l’incontro tra due mondi agli antipodi nel segno della solidarietà umana. Il tutto raccontato con i toni della commedia amara, con momenti di puro divertimento, commozione, energia vitale, trovate spettacolari. “Il tutto è partito dalla visione di quello straordinario documentario – raccontano i due registi – ma da quel momento in poi la strada è stata lunga. Però quella vicenda conteneva tutto ciò che noi cercavamo: una storia incredibile, un soggetto forte, una buona dose di umorismo. Così siamo andati in Marocco a trovare il ricco aristocratico, che da anni vive lì con la seconda moglie e i figli, e abbiamo ottenuto l’autorizzazione per portare la sua singolare esperienza sullo schermo. L’unica condizione che ci ha posto è che il film fosse divertente, anche se racconta l’incontro tra due persone gravate dall’handicap. Per uno è fisico, per l’altro è sociale. Dato che è proprio questo aspetto a renderli, nel tempo, inseparabili”

Ecco alcuni commenti che ho trovato sul web:

  • Film toccante,divertente,riflessivo con una colonna sonora azzeccata,veramente bello,da vedere.
  • Bellissimo, non c’è che dire. Rispecchia la definizione di cinema come fabbrica dei sogni.
    Una storia vera, raccontata come una fiaba, abbastanza fedele alla vicenda reale, ma dipinta coi colori della magia che solo il cinema sa dare. A tratti scontato, prevedibile, eppure magnetico, spiritoso, commovente. Interpretazione superba dei 2 protagonisti; incorniciato da una colonna sonora magnifica. Siamo solo nei primi mesi dell’anno, ma questo film si candida fin da subito ad essere una delle migliori uscite del 2012. Il cinema francese è vivo e questo lo si sa da tempo, peccato che i distributori italiani se ne accorgano molto raramente
  • Sono uscita, dalla sala cinematografica, da meno di 1 ora e… STRAORDINARIO , è la parola più banale.. con la quale mi viene da descrivere questo capolavoro!
Published in: on 4 maggio 2012 at 07:43  Lascia un commento  

La figlia sbagliata

Titolo: La figlia sbagliata

Autore: Jefferey Deaver

Anno di pubblicazione: 2010,

Pagine: 358

Traduttore: Baiocchi M.; Tagliavini A.

Editore: Rizzoli

Voto:  6 ½


Jefferey Deaver è uno degli autori di thriller più apprezzati di sempre. Classe 1950, ha conosciuto la vera fama nel 1999, quando uscì Il collezionista d’ossa, poi subito portato al cinema. La figlia sbagliata è un romanzo scritto nel 2000, ma portato in Italia soltanto nel 2010. Ed è senza dubbio uno dei migliori dell’autore.

Sebbene Deaver sia molto famoso per i suoi cicli che vedono protagonisti detective (il più importante è il Ciclo di Lincoln Rhyme, di cui fanno parte ad oggi nove romanzi), negli anni ha anche pubblicato storie slegate da ognitipo di continuità. Storie singole e capaci di esprimere tutto il loro potenziale nel corso delle 500-600 pagine di media.

La figlia Al centro del racconto c’è Megan Collier, un’adolescente in crisi per il divorzio e il disinteresse dei genitori: una madre (con cui vive) che alla soglia dei quarant’anni è principalmente preoccupata di non riuscire più a sedurre i numerosi uomini che frequenta e un padre, avvocato di successo, che ha poco o punto interesse per la crescita della ragazza. Megan soffre di disturbi della personalità e ha da poco tentato il suicidio gettandosi da un ponte. Quando riceve la telefonata di uno psicologo che sostituisce per quella settimana il suo terapeuta, si presenta senza sospetti all’appuntamento.

Aaron Matthews, dopo averla sedotta, la narcotizza, e la trascina con sé in un viaggio insanguinato da una serie di delitti. Matthews porta avanti un piano perfetto, costruito con lucida follia e animato da una feroce sete di vendetta. Solo il padre di Megan, con l’aiuto della sua ex moglie, entrambi tormentati dai sensi di colpa, potrà strapparla a un destino segnato.

Published in: on 3 maggio 2012 at 08:23  Lascia un commento