L’ultimo orrizonte

Autore: Colleen McCullough

Titolo: L’ Ultimo orizzonte

Editore: RIZZOLI

Collana: BUR NARRATIVA

Pagine: 544

Anno prima edizione: 2005

Genere: Romanzo sentimentale, storico

Voto : 6 ½

Nuovo Galles del Sud, 1870: Alexander Kinross, scozzese, ha fatto fortuna in Australia, scoprendo la più importante miniera d’oro del continente e fondando una città che porta il suo nome. Così, scrive ai parenti in Scozia per chiedere in moglie una cugina. Al suo arrivo a Sydney, la sedicenne Elizabeth scopre che il promesso sposo è attraente, sfrenato, ricchissimo, ma lei non lo ama e non lo amerà mai. Un giorno Alexander accoglie in casa, e adotta come erede, il giovane mezzosangue Lee, figlio dell’unica donna che abbia mai amato, l’ex maitresse Ruby. Tra Lee ed Elizabeth divamperà una passione che sconvolgerà tutto il loro mondo. Una saga familiare che si estende per quattro decenni, un amore più forte delle convenzioni e dei tabù.

Ogni volta che leggo un romanzo mi immedesimo in un personaggio..questa volta mi sono sentita vicino a Ruby, una donna forte..disposta ha sacrificarsi per gli uomini della sua vita..Lee il suo gattino di giada..e  Alexander il suo grande amore..

Un romanzo  commovente e toccante. E’ il primo libro di questa autrice che leggo e il mio commento è decisamente positivo. Innanzitutto ritrae splendidamente la società e l’ambiente australiano di metà e fine ottocento, inoltre tramite le numerose figure femminili mostra il difficile percorso di emancipazione della donna. Forse a volte può sembrare un romanzetto banale di stampo rosa ma la McCullough sa scandagliare magnificamente l’animo umano nelle sue molteplici diversità.

Published in: on 30 marzo 2012 at 13:06  Lascia un commento  

A Volte…

A volte tante parole sono inutili.

Basta sentirsi accanto qualcuno per stare bene,

sapere che allungando una mano

ne trovi subito una pronta

ad afferrarla ed a stringerla.

Molti hanno molto meno.

 

“ José Saramago”

Verissimo, per stare bene basta poco

l’abbraccio di una persona speciale,

il sorriso di un amico..

Published in: on 28 marzo 2012 at 14:48  Lascia un commento  

Due ciliegi

Due ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare.

Li vide una nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie ma non fu sufficiente, i ciliegi non si toccarono.

Li vide una tempesta, che mossa a compassione, urlò dal dolore ed agitò i loro rami, ma non fu sufficiente, i ciliegi non si toccarono.

Li vide una montagna, che mossa a compassione, tremò dal dolore ed agitò i loro tronchi, ma non fu sufficiente, i ciliegi non si toccarono.

Nuvola, tempesta e montagna ignoravano, che sotto la terra, le radici dei ciliegi erano intrecciate in un abbraccio senza tempo.

( Anonimo giapponese)

Questo racconto mi ha colpito immediatamente, mi è piaciuta molto la frase finale ” Intrecciate in un abbraccio senza tempo”, penso che sia un immagine veramente romantica..

Published in: on 22 marzo 2012 at 13:51  Lascia un commento  

La regina della rosa bianca

Titolo : La regina della rosa bianca

Autore:  Philippa Gregory

Titolo originale: The White Queen

Editore: Sperling & Kupfer

Traduttore: M. Deppisch

Anno di pubblicazione: Marzo 2011

Pagine: 480

Genere: romanzo storico

Voto : 8

 Una storia piena di leggende e dati storici, una bellissima lettura..

La Guerra delle due Rose, nel tardo Medioevo, evoca un’epoca turbolenta di uomini impavidi, a capo di eserciti valorosi. Eppure, come è noto ai numerosi appassionati della Gregory, i fatti più salienti della grande Storia avvengono dietro le quinte, dove ad agire sono soprattutto le donne. Con rinnovata maestria, l’autrice alza il sipario su uno dei periodi più avvincenti dell’umanità.

1464: Elisabetta Woodville è l’affascinante figlia di un nobile inglese, sostenitore del reale casato dei Lancaster. Ancora giovane, ha perso il marito che combatteva a fianco del re Enrico VI e ora, dopo l’ascesa al trono degli York, si ritrova spogliata dei suoi possedimenti e sola con due figli maschi in tenera età. Decisa a rivendicare il proprio patrimonio per poter condurre una vita onesta e indipendente, incontra il nuovo sovrano e gli espone a testa alta la propria causa. La sua bellezza sfolgorante e il suo atteggiamento indomito conquistano all’istante il ventiduenne Edoardo IV che, incapace di resisterle, la sposa in gran segreto. E da questo momento la vita di questa donna coraggiosa imbocca un vorticoso destino, mentre i suoi due figli, rinchiusi nella famigerata torre di Londra e poi misteriosamente scomparsi nel nulla, diventano il fulcro di un enigma che per secoli ha sconcertato generazioni di studiosi.

Published in: on 21 marzo 2012 at 14:21  Lascia un commento  

Equinozio di primavera

L’Equinozio di primavera, come quello d’autunno, è uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio (la parola equinozio deriva dal latino “aequus nox”, notte uguale).

 Astronomicamente l’equinozio di primavera (chiamato anche Vernale) è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste.

L’Equinozio d’autunno segna l’inizio della metà oscura dell’anno e quello di primavera l’esatto opposto: è l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano le ore di buio. E’ il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità, resurrezione, inizio.


Published in: on 20 marzo 2012 at 12:59  Lascia un commento  

La Festa del papà

La Festa del papà ricorre il 19 Marzo in concomitanza con la Festa di San Giuseppe,  che nella tradizione popolare oltre a proteggere i poveri, gli orfani e le ragazze nubili, in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa.  Pare che l’usanza ci pervenga dagli Stati Uniti e  fu celebrata la prima volta intorno ai primi anni del 1900, quando una giovane donna  decise di dedicare un giorno speciale a suo padre. Agli inizi la festa del papà ricorreva nel mese di giugno, in corrispondenza del compleanno del Signor Smart alla quale fu dedicata, poi solamente quando giunse anche in Italia si decise che sarebbe stato più adatta festeggiarla il giorno della Festa di San Giuseppe. In principio nacque come festa nazionale,  ma in seguito è stata abrogata anche se continua ad essere un’occasione per le famiglie, e sopratutto per i bambini, di festeggiare i loro amati padri.


La festa del 19 marzo  è caratterizzata inoltre da due tipiche manifestazioni, che si ritrovano un po’ in tutte  le regioni d’Italia: i falò e le zeppole. Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide  con la fine dell’inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano. In questa occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto  sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze.  Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti,  e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole,  le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.

Published in: on 19 marzo 2012 at 15:11  Lascia un commento  

Notte sull’acqua


Titolo: Notte sull’acqua

Autore: Ken Follett

Traduttore: Rambelli R.

Editore: Mondadori

Collana: Oscar betsellers

Data di Pubblicazione: Novembre 1993

Pagine: 504

Genere: Giallo storico

Voto : 8 —

Questo romanzo  mi è stato consigliato da un amico, e sono stata felice di aver seguito il suo consiglio..La trama mi ha affascinato sin da subito..è impossibile non affezionarsi ad alcuni personaggi..

Il Clipper è il vero protagonista di questo racconto; è l’imponente idrovolante, realmente esistito, che permetteva di attraversare l’oceano in tempi brevissimi per gli standard dell’epoca.
Il giorno della dichiarazione di guerra dell’Inghilterra alla Germania nazista, un gruppo di persone si imbarca nel lussuoso ( e costoso ) aereo per raggiungere gli Stati Uniti, ognuno per sfuggire da un passato scomodo e per mettersi al sicuro dagli orrori della guerra. Durante la traversata avranno modo di stringere amicizie, amori, avranno modo di affrontarsi apertamente e di aiutarsi fra loro, senza però sapere nulla della minaccia che incombe sull’aereo e quindi sulle loro vite.
Con la sua solita maestria Ken Follett incrocia la ricostruzione storica con una serie di personaggi di fantasia, ottimamente delineati, e come al solito riesce a tenerti incollato alle pagine del libro in attesa di conoscere al più presto il destino dei passeggeri.


 Ecco alcune recensioni che ho trovato sul web:

  • Romanzo ottimamente scritto e raccontato. Avventura ricostruita alla perfezione sullo sfondo dell’inizio della seconda guerra mondiale. L’ultimo volo verso la salvezza, una via di fuga dal passato e dall’imminente futuro dei nostri protagonisti. Un rocambolesco viaggio intriso di romanticismo.
  • L’intreccio che usa per narrare le sue storie sono un marchio che identifica Ken Follett. Anche questo romanzo e’ prova della bravura dell’autore! Mi ha appassionato l’amore che trionfa tra il protagonista e Margaret con quel pizzico di piccante che Follett aggiunge nelle sue storie! bella anche l’ambientazione sull’idrovolante descritto benissimo nei minimi dettagli fedele all’originale.
  • E che dire…stupendo! Personaggi caratterizzati magnificamente, un intreccio strepitoso, mai banale, sempre in tensione e con colpi di scena spesso del tutto imprevedibili.
Published in: on 14 marzo 2012 at 14:04  Lascia un commento  

Il marchese del Grillo

Ho sempre un po’ snobbato Alberto Sordi..l’unico suo film che mi piaceva era “Nestore l’ultima corsa”, ma un paio di settimana fa facendo zapping mi sono imbattuta in “Io so che tu sai che io so “ , la trama della storia mi ha appassionato sin da subito, ed ho iniziato ha vedere questo attore sotto un’altra luce..E’ riuscito ha rappresentare la nostra società in maniera realistica, mettendo in luce le nostre debolezze, le nostre falsità..Lo spettatore si riconosce nei suo personaggio, e proprio per questo che la sua comicità ha qualcosa di malinconico.

Una volta capito la “grandezza” di questo attore, non potevo non guardarmi uno dei suoi capolavori .

Titolo originale : Il marchese del Grillo

Paese : Italia, Francia

Anno : 1981

Durata:  135 min

Genere : Commedia, storico, comico

Regia:  Mario Monicelli

Il Marchese Onofrio del Grillo Duca di Bracciano, guardia nobile e Cameriere segreto di sua Santità Pio VII, è il tipico rappresentante della nobiltà romana dei primi dell’Ottocento. Il marchese del Grillo vive in una casa da fiaba, circondato da personaggi altrettanto fiabeschi che vivono ognuno in un mondo a sé stante e che difficilmente riescono ad inserirsi nella realtà: una madre affezionata, ma ostile e conservatrice; una parente povera di nome Genuflessa, innamorata segretamente di lui; una sorella sposata e con un figlio. Per fuggire alla noia il Marchese del Grillo si mescola spesso al popolo, frequentando bettole e osterie, e proprio al termine di una di queste serate trova un ubriaco, certo Gasperino, carbonaio di professione, che è il suo perfetto sosia. Spinto dal gusto della beffa, Onofrio lo raccoglie e lo porta a casa; qui metterà su una geniale farsa tanto da far passare il povero Gasperino per il Marchese del Grillo anche agli occhi dei suoi stessi parenti.

Published in: on 13 marzo 2012 at 15:53  Lascia un commento  

Pomeriggio alle terme

Ieri mi sono presa qualche ora solo per me..ho trascorso un piacevolissimo pomeriggio alla terme..L’idromassaggio, i massaggio con i getti d’acqua sono stati molto piacevoli, ma sono state le saune ha rilassarmi maggiormente..Quella che mi è piaciuta di più è stata “erba e fieno”, sulle parete erano proiettate immagini bucoliche e come sottofondo c’era una dolce melodia, che mi faceva pensare alla Scozia…Una volta uscita dalla sauna era estremamente piacevole fermarsi nella stanza delle tisane, sorseggiare una spremuta d’arancia o una tazza di the caldo..accompagnato da qualche biscottino.. Sono ritornata a casa stanca ma ricaricata..Dovrei ritagliarmi più spesso momenti del genere…magari concedendomi anche qualche massaggio…

Published in: on 12 marzo 2012 at 15:38  Lascia un commento  

8 Marzo

Molte sono le storie e le leggende che legano questa data ad eventi del passato, dove si vuol fare risalire il giorno della  Festa della Donna ad un tragico evento avvenuto a New York l’8 marzo 1908. In questa storia si narra che 129 operaie della fabbrica Cotton morirono arse dalle fiamme perché imprigionate all’interno della fabbrica, questa fu una terribile vendetta escogitata dal padrone dell’azienda a seguito di uno sciopero delle sue dipendenti che volevano rivendicare i propri diritti e far conoscere al mondo le pessime condizioni in cui lavoravano.

Ma la storia ci segnala tanti altri fatti ben più veritieri di questo, dove il ruolo della donna è stato fondamentale, e dove la data dell’8 marzo è diventata il simbolo delle rivendicazioni che nel tempo il gentil sesso è riuscito a conquistare in giro per il mondo. Un fatto sicuramente importante che avvenne in quel periodo, ben più veritiero dell’incendio al Cotton, fu quello del 25 marzo 1911, dove 146 operai della fabbrica tessile Triangle Shirtwaist Company, (la maggior parte erano donne), morirono tragicamente a causa di un incendio intrappolati all’interno della fabbrica, dove le porte principali erano serrate e non vi era alcuna uscita di emergenza.

Guardiamo più da vicino gli eventi storici, le date e le vittorie che le donne hanno faticosamente conquistato, attraverso fatti che sono partiti dal lontano 1908, e che tutt’ora ci vedono ancora protagoniste di una lotta per i diritti che sembra non avere mai fine, sopratutto nel mondo del lavoro e nei Paesi meno agiati del mondo.

 

Stati Uniti: il Woman’s Day

Il primo segnale su come il mondo stesse cambiando fu all’interno del VII Congresso della II Internazionale Socialista, avvenuto tra il 18 e il 24 agosto 1907, dove, tra le altre cose, vennero discussi argomenti legati alla rivendicazione del voto alle donne, le quali ancora non avevano alcun diritto di voto. Due giorni dopo fu tenuta una conferenza internazionale delle donne socialiste, dove si decise di creare un Ufficio di Informazione dedicato alle donne. Da questa prima iniziativa il Partito Socialista americano suggerì come data per manifestare in favore del diritto al voto femminile il 28 febbraio, questa si può definire la prima vera data ufficiale della giornata della donna, avvenuta nel 1909.

Conferenza di Copenhagen

Un fatto che anticipa questa data, e che fu considerato un po’ il simbolo per eccellenza della lotta femminile per le sue rivendicazioni sindacali e politiche fu uno sciopero lunghissimo, che durò dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, dove parteciparono più di 20 mila camiciaie newyorkesi. Le delegate socialiste americane vennero incentivate da questo evento e dallo spirito battagliero tutto al femminile del periodo, per proporre una seconda conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi a Copenhagen dal 26 al 27 agosto 1910, dove venne discussa la possibilità di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Le prime date della celebrazione nel mondo

Negli Stati Uniti la data ufficiale rimase l’ultima domenica di febbraio, in Germania, Austria, Svizzera e Danimarca si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911, in Francia il 18 marzo dello stesso anno. In Russia si tenne per la prima volta il 3 marzo del 1913. In Germania, dopo la prima celebrazione, fu ripetuta per la prima volta l’8 marzo 1914, mentre in Francia si tenne nuovamente il 9 marzo 1914. Queste date sono differenti poiché convergono con altri eventi che segnarono la storia di ogni Paese, o più semplicemente venivano fatte coincidere con altre celebrazioni passate legate a grandi rivoluzioni storiche. In Italia la prima Giornata Internazionale della donna arrivò molto più tardi, cioè il 12 marzo 1922.

8 marzo 1917, le donne contro la guerra

Le celebrazioni proseguirono nei vari paesi sopra citati, fino all’interruzione dovuta alla Prima Guerra mondiale, dove tutti i Paesi belligeranti dovettero sospenderle. L’8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra, evento che segnò altre manifestazioni di protesta successive, le quali portarono al crollo dello zarismo, questa divenne la data simbolica che segnalò l’inizio della “Rivoluzione russa di febbraio”. Per questa ragione il 14 giugno 1917, all’interno della Seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste tenutasi a Mosca, venne fissato l’8 marzo come la “Giornata internazionale dell’operaia”.

La mimosa, il simbolo della celebrazione


Il simbolo per eccellenza di questa festa è la mimosa, ma nella storia appare solo con la fine della Seconda Guerra mondiale, più precisamente l’8 marzo 1946, dove venne scelto questo fiore proprio perché fiorisce all’inizio del mese di marzo. Nonostante i diritti e i passi avanti che le donne avevano faticosamente raggiunto, negli Anni ’50 in Italia questa festa era ancora un tabù, e la proposta di legge per rendere questa giornata una festa nazionale, richiesta nel 1959 dalle parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni, fu vana. La ricorrenza non ebbe quindi grande diffusione pubblica e rimase sempre una celebrazione in sordina fino a quando, con gli Anni ’70, arrivò il movimento femminista.

8 marzo 1972: il femminismo e la Festa della Donna

Questa data fu molto importante per il nostro Paese, dove il femminismo, movimento che ebbe grandi riscontri in tutto il mondo e che portò a grandi vittorie politiche in fatto di diritti per le donne, mise in luce in modo indelebile questa festa, rimasta per troppi anni nel dimenticatoio. A Roma venne fatta una grande manifestazione in piazza Campo de’ Fiori, dove ci furono purtroppo anche scontri violenti della polizia contro le manifestanti. Successivamente le Nazioni Unite designarono il 1975 come Anno Internazionale delle Donne, e l’8 marzo dello stesso anno le organizzazioni femminili celebrarono in ogni angolo del mondo la festa della donna, per ricordare i nomi e gli eventi che nel corso della storia hanno portato le donne a conquistare i propri diritti.

1977: l’ufficializzazione della Festa della Donna

Nel dicembre del 1977, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò una “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale”, la quale poteva essere osservata dagli stati membri in un qualsiasi giorno dell’anno, in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato. Con questo proclama l’Assemblea riconobbe l’urgenza di dare appoggio per una paritaria partecipazione sociale, politica e civile delle donne, fin troppo messe in disparte e sicuramente per dare anche uno slancio all’opinione pubblica, ufficializzando una celebrazione che non aveva mai avuto l’attenzione dovuta.

La Festa delle Donne oggi

Nonostante la storia racconti numerosi aneddoti che ci dovrebbero far ricordare questa celebrazione come un vanto di essere donne, ormai è diventata più una trovata commerciale, una festa come tante altre dove ci si aspetta un mazzetto di mimose o un pensierino dalla persona amata. La cosa importante sarebbe non perdere la memoria storica, dove le donne hanno combattuto per raggiungere traguardi di cui possiamo godere tutt’oggi, dove al  passare una piacevole sarata con le amiche e ricevere dei bei regali, dovremmo anche fermarci un attimo a riflettere.

(Dal Web)

 

Published in: on 8 marzo 2012 at 13:19  Lascia un commento