Pensieri…

Cosa voglio dalla vita ? E’ tutta la settimana che mi pongo questa domanda, la risposta è sempre la stessa, e visto che i miei desideri per il momento sembrano irrealizzabili..non posso fare a meno di lasciarmi prendere dallo sconforto e dalla malinconia..Forse l’unica cura per scacciare questa tristezza è un caldo abbraccio..e tante parole dolci sussurrate teneramente..

 

Published in: on 30 giugno 2011 at 19:47  Lascia un commento  

Felicità

Essere felici non è avere una vita perfetta.

Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usare le perdite per migliorare la pazienza.

Far tesoro degli errori per “Scolpire”  la serenità.

Utilizzare il dolore per modellare il piacere.

Sfruttare gli  ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

(Auguasto cury )


Published in: on 28 giugno 2011 at 09:26  Lascia un commento  

Cappuccetto rosso sangue

Qualche giorno fa ho visto Cappuccetto rosso sangue, un film carino, (gli darei un 6++) , che però non può essere paragonato con Twilight, la cui trama è molto più complessa ed intensa..

La cosa che ho apprezzato maggiormente nel film è il fatto che fino alla fine non si conosce l’identità del lupo mannaro..invece mi ha un po’ deluso il finale, non mi ha convinto il  comportamento di Valerie (la protagonista), avrei voluto che si mostrasse più decisa..

In un piccolo villaggio ai bordi della foresta, gli abitanti vivono con terrore le notti di luna piena per la presenza di un lupo mannaro.
Valerie (Amanda Seyfried) è cresciuta in questo clima cupo e segnato dal destino, ma ha anche altri problemi: sin dall’infanzia, è innamorata di Peter, ma i suoi genitori vogliono farle sposare il ricco Henry.
Peter e Valerie vogliono fuggire insieme, ma il villaggio è sconvolto da una nuova uccisione causata dal licantropo: la sorella maggiore di Valerie.
Il lupo mannaro ha violato una sorta di tregua con i popolani, nonostante questi l’abbiano rispettata offrendogli in sacrificio degli animali.
È giunto quindi il momento della vendetta: c’è chi chiama Padre Solomon, specialista in uccisione di licantropi, e chi vuole fare da sé, senza attenderne l’arrivo.
Valerie è preoccupata: tra quelli che partono per la caccia c’è anche Peter.
La nonna (Julie Christie), che vive in una solitaria casa nella foresta, la conforta e le regala un mantello rosso, con cappuccio.
La caccia produce l’uccisione di un grosso lupo, ma quando Solomon arriva, avvisa tutti che quello non è un licantropo. Il licantropo, avverte, non è morto ed è ancora più pericoloso. Inoltre, si nasconde tra loro, nella sua forma umana…

Published in: on 27 giugno 2011 at 10:34  Lascia un commento  

Insoddisfazione

Ci sono giornate in cui ci si sente insoddisfatti..e oggi è una di queste..oggi avevo programmato di fare mille cose..ma mi è mancata proprio la voglia..non ho fatto altro che starmene sdraiata a fare zapping, ma soprattutto a pensare…A chiedermi quando riuscirò a trovare la mia strada..e soprattutto quando riuscirò a capire quale essa sia..

 

Published in: on 26 giugno 2011 at 18:06  Lascia un commento  

Gran Canaria – Spiaggie (1° Parte)

Sull’isola di Gran Canaria non ho trovato moltissime spiaggia, anzi nella zona nord (escluse quelle che circondano la capitale) non né ho trovata praticamente nessuna..Sicuramente quella che mi ha colpito di per le sue particolari dune è quella di  Maspalomas,  dove è anche possibile partecipare a piccole escursioni con i cammelli (che per  mancanza di tempo, purtroppo non sono riuscita a fare).

Maspalomas non è solo conosciuta per il suo enorme campo di dune vicino al mare o per l’ottimo clima, ma anche per il suo vecchio Faro, che ha visto l’arrivo dei primi turisti e la trasformazione della zona in meta di vacanze.

La decisione di costruirlo fu presa nel 1861 ed i lavori si protrassero per ben 28 anni. In quei tempi il luogo era deserto e disabitato, isolato dal resto dell’isola. Per la costruzione del faro, alto 55 metri, fu creato un molo con un piccolo attracco per lo scarico dei materiali necessari che potevano essere trasportati solo via mare.

La luce del faro fu accesa per la prima volta il 1 febbraio 1890. Il faro era l’unica costruzione alla fine della vasta distesa di spiaggia che cominciava con quella che attualmente si chiama Playa del Inglés e terminava nelle vicinanze dell’Oasi di Maspalomas. Fu costruito al fine di orientare le navi a vapore che viaggiavano tra Africa, Oceania ed America.

Oggi l’area circostante è cambiata completamente. Adesso il Faro si trova all’inizio di un’affollata zona di passeggio, con molti ristoranti e negozi di souvenir. È il posto perfetto per fare shopping, fare una sosta dopo una giornata in spiaggia, uscire a cenare o semplicemente bere qualcosa vicino al lungomare.

A pochi metri dal viale marittimo, i bagnanti e passanti s’immergono nella sabbia della Riserva Naturale delle Dune di Maspalomas, formata da tre ecosistemi: il Palmizio (Palmeral), lo Stagno (Charca) e le Dune (Dunas), che si estendono parallele a pochi metri dal mare. Tutta la zona è un enorme spazio naturale d’eccezionale valore.

A pochi metri dal Palmeral il visitatore trova un altro spazio protetto, la Charca, immerso tra il mare e la sabbia della spiaggia, e luogo di riposo per gli uccelli che migrano dall’Europa all’Africa. Vicino alla Charca si estendono gli enormi campi di dune di sabbia, modellate dal vento che soffia dall’oceano e dà loro sempre nuove forme.

Camminando in riva al mare dal Faro verso le dune, si raggiunge il punto più a sud di Maspalomas, luogo che si collega con la Playa del Inglés. Si tratta in sostanza della stessa spiaggia che in quel punto cambia nome. Percorrerla da un estremo all’altro è ormai una sana abitudine adottata dai visitatori.

Published in: on 20 giugno 2011 at 15:15  Lascia un commento  

Vendute! L’odissea di due sorelle un libro di Zana Muhsen – Andrew Crofts

“Col fatto stesso di aver raccontato la sua storia, Zana è diventata testimone di una realtà che è ancora talmente sottovalutata. Perciò ha parlato anche a nome di tutte le donne del terzo mondo che non hanno mai avuto la possibilità di denunciare le loro sofferenze, perché totalmente represse e asservite.   Ogni volta che si leva una voce contro l’oppressione, si accorda con quelle che l’hanno preceduta e apre la strada a quelle che seguiranno.

(Betty Mahmoody)

 

E’ la testimonianza sconvolgente, in prima persona, del calvario di una giovane donna occidentale rapita dal padre musulmano. Zana Muhsen, quindicenne figlia di uno yemenita e di un’inglese, vive a Birmingham una serena adolescenza, quando il padre le offre una vacanza nel suo paese d’origine. All’arrivo in quel paese sconosciuto scopre la trappola in cui è caduta: il padre l’ha venduta a uno yemenita. Inizia una storia allucinante. Passeranno otto anni prima che Zana riesca ad attirare l’attenzione del mondo e a tornare a casa.

E per terminare vorrei riportare alcune parole della scrittrice

 “A colei che ha appena letto questa storia e che sta per chiudere il libro, dico: non lo dimenticare, aiutami, lascia che risuoni in te il mio grido e quelle di tante altre donne, tutte quelle che la legge dimentica e tradisce, dove il diritto è fatto dagli uomini per gli uomini, che le considerano meno che bestie e rubano il loro corpo, anima e figli”

(Zana Muhsen)

Published in: on 19 giugno 2011 at 16:48  Lascia un commento  

L’ultimo dei templari

Ieri sera sono andata al cinema a vedere “L’ultimo dei templari”, pensando di vedere un film genere Troy, un piccolo capolavoro…invece ho visto un film mediocre, con una trama quasi inesistente…Il trailer (proposto da parecchi mesi) faceva pensare ad una storia avvincente, piena di mistero..invece solo alla fine ci sono stati alcuni colpi di scena (neppure tanto spettacolari).. Il titolo italiano è alquanto infelice..i templari non vengono mai nominati..invece quello originale rispecchia maggiormente la storia (tradotto in italiano sarebbe: la stagione delle streghe)..

Trama

In un medioevo che ci riporta al tempo delle crociate, due cavalieri che hanno fatto voto di proteggere la religione cristiana dagli infedeli scelgono di disertare quando si rendono conto che sono troppi gli innocenti che cadono sotto l’ombra delle croce. Nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, i due cavalieri si imbattono in una epidemia di pestilenza tanto devastante da sembrare opera di una strega. Almeno questa è la giustificazione che i vegliardi della Chiesa danno di tanta violenza. Accusati di tradimento, l’unica via di salvezza per i cavalieri è quella di scortare una donna accusata di essere la strega a causa di tutto questo dolore verso una città dove alcuni monaci dovranno compiere un rituale per liberare la regione dal sortilegio maligno. Nessuno può immaginare che un pericolo ben più grande si nasconde nell’anima e nel corpo della ragazza.

Anche le recensioni che ho trovato in rete non si discostano molto dal mio parere, sono veramente poche quelle che parlano del film in maniera positiva…

In rete ho trovato questa votazione molto appropriata:

Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Passabile, 6-
Se avete da 20 a 30 anni: Dimenticabile, 5
Se avete da 30 a 40 anni: Sbagliato, 4
Se avete da 40 anni in su: No, 3

Published in: on 17 giugno 2011 at 10:51  Lascia un commento  

Gran Canaria – Parte 2°

Gran Canaria è un continente in miniatura, con una grande varietà di paesaggi molto particolari, in mezzo ad un arcipelago enormemente diverso. Per questo motivo l’Unesco ha dichiarato l’isola Riserva della Biosfera, per sostenere in prima linea la conservazione delle perle naturali che compongono lo stupendo puzzle di paesaggi molto differenti, un micromondo davvero peculiare. La metà del territorio di Gran Canaria fa parte di questa Riserva.

Un’altra particolarità di Gran Canaria è proprio la sua speciale configurazione geomorfologica. Un’immensa depressione d’origine vulcanica, la Caldera di Tejeda, sorge nel centro dell’isola e dà origine ad una rete di drenaggio di acque pluviali che scorrono lungo i canaloni fino a sboccare nel mare. Nell’insieme Gran Canaria può essere considerata un massiccio che si alza sopra il livello del mare fino ad un massimo di 1.949 metri d’altitudine nel Pico de Las Nieves.

Le montagne dell’isola e la conformazione morfologica particolarmente dirupata favoriscono l’esistenza di una moltitudine di microclimi e habitat diversi. In particolar modo si distingue la zona sudoccidentale di Gran Canaria, che per secoli ha mantenuto ancora intatto il suo paesaggio naturale. Qui si trovano grandi boschi di pino canario, un albero dalle caratteristiche particolari che lo rendono unico al mondo.

Anche guardando la costa si capisce immediatamente che Gran Canaria è un’isola di contrasti. Dal litorale fino ad un’altitudine di 300 metri dominano gli ambienti aridi ed iperaridi con cardoni e tabaibas (Euphorbia atropurpurea). I canaloni e le valli sono ricoperte da palmeti, tamerici e salici. La costa comprende ampi delta sommersi, colate vulcaniche sul fondo del mare, grandi scogliere e distese di sabbia.

Flora

Da secoli la flora canaria è oggetto di studio da parte di molti scienziati di tutto il mondo.

È una flora unica, scomparsa completamente in altri luoghi di origine.

In Gran Canaria esistono più di cento varietà che solo qui possono essere osservate, e altre cinquecento che si possono trovare anche in altre parti dell’Arcipelago Canario, punto di riferimento fondamentale per lo studio della flora di tutto il pianeta. Si può affermare che Gran Canaria è un luogo importantissimo per lo studio della flora come le Isole Galapagos lo sono per lo studio della fauna.

Per scoprire questo mondo non si può non visitare il Giardino Botanico “Viera y Clavijo”   (Las Palmas de Gran Canaria).

Fauna

La fauna terrestre dell’Isola è priva di grandi vertebrati e di specie velenose.

Gli uccelli ed i rettili sono le specie più numerose della fauna terrestre di Gran Canaria.

Per quanto riguarda gli uccelli sono 48 le specie che nidificano in questa Isola.

 Il canarino poi è un simbolo sia delle Canarie che di Gran Canaria in particolare. Questo uccello, con grandi facoltà canore, ha suscitato sempre un grande interesse, ed è stato qui allevato incrociandolo con altre specie dando vita così ad una grande varietà. L’Isola è anche zona di passo di uccelli migratori.

La fauna marina di Gran Canaria presenta una gran varietà di specie, sia per la sua gran diversità ambientale che per la situazione geografica.

Published in: on 16 giugno 2011 at 12:17  Lascia un commento  

Ingredienti per una buona giornata..!!

4 cucchiai di buona volontà,

2 grammi di pazienza,

aggiungete al tutto una misura di tolleranza,

2 manciate di umiltà,

una spruzzatina abbondante di simpatia,

un pizzico di prudenza,

una larga quantità di buon umore,

condite il tutto con molto buon senso

lasciate cuocere a fuoco lento..

(Dal Web)

Published in: on 15 giugno 2011 at 07:36  Comments (3)  

Gran Canaria – Parte 1°

L’isola di Gran Canaria è considerata un gran parco tematico in cui coesistono secoli di storia, paesaggi di eccezionale bellezza e diverse e affascinanti opportunità per trascorrere il tempo libero.

 

Storia

Si stima che l’origine delle isole risalga a 30 milioni di anni fa, relativamente poco rispetto agli standard geologici. La loro esistenza nei tempi antichi era conosciuta, o almeno postulata, e Platone nei suoi dialoghi Timaeus e Critias parla di Atlantide, un continente affondato negli abissi dell’oceano su un grande cataclisma che ha lasciato fuori dalla superficie marina solo le cime delle montagne più alte. Non si sa se quella di Platone fosse solo un’allegoria, ma alle isole si attribuì una reputazione quasi mitica, che si tramandò da uno scrittore classico all’altro, allo stesso modo del Giardino dell’Eden. Questo si addice anche al soprannome odierno delle isole, ovvero Isole Fortunate. Nonostante tutta la produzione letteraria, non ci sono testimonianze che i fenici o i greci siano mai approdati alle Canarie.
Le datazioni al carbonio fanno risalire i primi insediamenti al 200 a.C. circa, anche se è possibile che vi fossero degli insediamenti antecedenti.

Nel Medioevo, epoca in cui gli europei cominciarono a interessarsi alle isole, esse erano abitate da alcune tribù, spesso reciprocamente ostili, e la sola Tenerife era divisa in non meno di nove piccoli regni. Il primo resoconto vagamente veritiero dell’arrivo degli europei alle isole risale alla fine del XIII secolo o all’inizio del XIV, quando il capitano genovese Lanzarotto Malocello si imbatté nell’isola che avrebbe portato il suo nome: Lanzarote. Una moltitudine di sognatori alla ricerca del leggendario Río de Oro (Fiume d’Oro), che molti pensavano scorresse nell’Atlantico più o meno alla stessa latitudine delle Canarie, missionari votati al riscatto delle anime e schiavisti votati a riempire le loro stive, passarono o si stabilirono qui, ma ci volle una spedizione portoghese-italiana nel 1341 per collocare finalmente le Canarie sulle carte geografiche.
I primi europei che tentarono di conquistare le terre dei guanche, nel 1402, furono i normanni, provenienti dalla Francia, ma le campagne militari finirono nel 1495, quando un soldato di ventura galiziano riuscì a prendere il controllo delle isole. Fu un secolo di guerre e di massacri. I guanche vennero venduti in massa come schiavi e nel 1500 la loro lingua era completamente scomparsa e i sopravvissuti, che si erano uniti in matrimonio agli invasori, si erano convertiti al cattolicesimo e avevano preso dei nomi spagnoli.
Il controllo spagnolo delle isole non proseguì indisturbato. Nel 1569 e nel 1586 le truppe marocchine invasero Lanzarote, e in seguito, nel 1595, le navi da guerra di sir Francis Drake rimasero ormeggiate di fronte a Las Palmas a scopo intimidatorio. Nel 1599 una flotta olandese ridusse Las Palmas a un cumulo di macerie e nel 1657 gli inglesi sotto la guida dell’ammiraglio Robert Blake sconfissero gli spagnoli a Tenerife, con il risultato che la flotta degli spagnoli venne annientata e gli inglesi persero una nave.
La Spagna riuscì comunque a mantenere il controllo e le Canarie vennero dichiarate provincia spagnola nel 1821. Santa Cruz de Tenerife fu dichiarata capitale ufficiale, alimentando la discordia che già esisteva tra Tenerife e Gran Canaria. Gli abitanti di Gran Canaria chiesero che la provincia venisse divisa in due, cosa che avvenne per un breve e infelice periodo intorno al 1840. Sulle isole si susseguirono grandi cicli di diverse colture: canna da zucchero, vigneti, cocciniglia per la produzione di coloranti, oltre a banane e, in minor quantità, patate e pomodori. Il blocco navale britannico in Europa, durante la prima guerra mondiale, diede fine al commercio delle banane. Molti abitanti delle Canarie decisero di fuggire dalla povertà e di costruirsi una nuova vita emigrando in America Latina.
Nel marzo del 1936, la Repubblica di Spagna trasferì il generale Franco alle Canarie con il sospetto (ben fondato) che egli stesse premeditando un colpo di stato. Dopo aver occupato le isole nel mese di giugno, Franco scelse come base il Marocco per continuare la lotta, mentre i nazionalisti perseguitavano coloro che sulle isole lottavano a sostegno della Repubblica.
Nel secondo dopoguerra le Canarie soffrirono la stessa miseria della Spagna e ancora una volta migliaia di persone emigrarono, ma questa volta lo fecero da clandestini e si recarono principalmente in Venezuela. Negli anni ’50 emigrarono 16.000 persone e un terzo di coloro che tentarono il viaggio perì a causa delle scialuppe che imbarcavano acqua. Negli anni ’60, Franco decise di aprire il paese ai turisti assetati di sole e così ebbe inizio il più grande boom del paese, che trasformò in maniera miracolosa l’economia e parte delle isole.
Le Canarie diventarono una comunidad autónoma (regione autonoma) nel 1982 e la Coalición Canaria svolse un ruolo importante nella vittoria del partito di destra, Partido Popular, alle elezioni del 1996. Le Canarie appoggiarono il governo a condizione che esso curasse con particolare sollecitudine gli interessi delle isole, anteponendoli a quelli nazionali.
Negli ultimi anni il governo ha potenziato la diversificazione della propria struttura produttiva, sviluppando i settori delle telecomunicazioni, della biomedicina e telemedicina, delle energie rinnovabili, di farmacia e ottica, gioielleria e disegno di moda. In questo senso un ruolo importante viene svolto dall’Università di Las Palmas che è specializzata in ricerca e sviluppo nelle energie rinnovabili, nella depurazione e nella desalinizzazione dell’acqua.

Published in: on 14 giugno 2011 at 09:34  Comments (2)