La scatola dei calzini perduti (Vauro Senesi)

Oggi vi vorrei parlare di un romanzo molto bello..profondo..che parla dell’emigrazione non dal punto di vista di un Italiano..ma dal punto di vista di un clandestino…

Un affresco commovente e divertente che parla di un paese in guerra, il Sudan, ma anche dell’Italia, in cui si snodano le vite di tanti personaggi e in cui si resta incantati dalla capacità dell’autore di trasformare un mondo senza suoni in un’esplosione di colori — Gli strilli di un bambino infrangono l’atmosfera di un grande magazzino alla vigilia delle feste. E dall’enorme costume rosso di Babbo Natale riemerge Madut, il ragazzo del Sudan, l’uomo nero. In fuga dalla sua terra in fiamme, figlio di una popolazione di pastori, i dinka, Madut è giunto attraverso strade insolite e rocambolesche fino a Roma, per trovare il suo angolo di quotidianità in una lavanderia a gettone. Nella Città Eterna di Madut sogni e speranze, risate e dolori, desideri e negazioni si mescolano, si incontrano, si scontrano. Storie di immigrati e di prostitute, di poliziotti e di preti, in un balletto di vite che va in scena sul palcoscenico di una metropoli dal volto bonario ma densa di insidie, soprattutto se hai la pelle di un altro colore.

Ed ecco alcuni commenti che ho trovato sul web:

  • Vauro si rivela oltre ad essere un grande vignettista anche un grande scrittore. In questo libro racconta la vita di uno dei tantissimi immigrati in italia, dove ci fa capire che questi sono uomini con una loro storia drammatica alle spalle, ma con una loro grande dignità, e di come è difficile per loro vivere nell’indifferenza della gente.

  • Vauro Senesi, noto ai più semplicemente come “Vauro” vignettista graffiante della trasmissione “Annozero”, ma anche autore di impegnati reportage in Afghanistan, Sierra Leone e Sudan, si presenta con “La scatola dei calzini perduti” come ottimo romanziere. La storia è quella di Madut, giovane sudanese che grazie al talento per il canto e ad un amico missionario riesce a giungere in Italia. A Roma trova lavoro in una lavanderia e comincia la sua vita da extracomunitario lasciando spegnere lentamente i suoi sogni. Della condizione di extracomunitario, in un paese come l’Italia contemporanea, Madut avrà modo di sperimentare sulla propria pelle tutti i lati negativi fino al drammatico epilogo. Scavando nella scatola dei calzini perduti che Madut colleziona come reliquie perché per lui abituato a camminare a piedi nudi nella steppa africana sono oggetti strani e preziosi , pagina dopo pagina, calzino dopo calzino ci rendiamo conto di che cosa significhi essere extracomunitario in Italia

  • Un altro libro degno di essere letto. Poesia in prosa. I personaggi sono trattati con delicatezza, in punta di penna, eppure vengono approfonditi in maniera mirabile. Non sono supermen,  sono semplici eroi di tutti i giorni che combattono la guerra più dura: quella della vita. Vincono e perdono come tutti gli esseri umani ma non sono mai sconfitti nel loro essere uomini. Bellissimo, come era bellissimo Il mago del vento. Un ragazzo sudanese in uno e un bambino iracheno che mel corso della storia diventa uomo nell’altro che sanno esprimere la loro umanità senza astio, senza rancore, dimostrando ai cosiddetti “popoli civili” che gli altri, i cosiddetti “popoli incivili” posseggono doti uniche che dai noi si sono perse: l’ospitalità, l’amicizia,l’interesse per una vita semplice della quale però, anche con le loro tradizioni culturali e religiose, comprendono appieno l’essenza.

  • Un libro ricco di umanità, storie, emozioni, ricordi e nuovi incontri, che si concatenano con naturalezza ed armonia per mezzo dell’eccellente capacità narrativa di Vauro
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Published in: on 21 dicembre 2010 at 12:42  Lascia un commento  

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