Collezione di sorrisi…

La nuova collezione che farò sarà una collezione di sorrisi.

In questo caso è sicuro, non ci sono ombre; solo luce.

Mi è capitato una volta per strada così:

mi sono resa conto che, dietro ai volti chiusi,

ci sono cuori che chiedono soltanto di aprirsi.

E un sorriso è come una porta che si apre.

Improvvisamente ho trovato il mondo talmente magnifico

che ho sorriso alla prima persona che ho incontrato.

Ebbene, sai cosa?

Anche lei mi ha sorriso.

E il mondo è diventato ancora più magnifico!

Allora ho continuato a sorridere ad un altro sconosciuto,

poi ad un altro,…e ad un altro ancora.

Ed ogni volta era come se mettessi la spina

e accendessi una nuova piccola luce.

Avevo l’impressione, continuando così,

di poter illuminare il mondo intero, a tutti i livelli!

In quei momenti, sento un amore folle

che mi attraversa come una dolce violenza.


Francois Garagnon

(Dal libro “Joy e la ricerca della felicità)


 

Con l’arrivo del nuovo anno voglio sorridere di più..

la vita è troppo breve per arrabbiarsi..

per avere il broncio…

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Published in: on 29 dicembre 2010 at 14:46  Lascia un commento  

Il tempo…

Il Tempo scorre via,

in un momento

fugge via.

Il Tempo passa e se ne va

e non tornerà

Il tempo scorre a volte lentamente

nervosamente,

amaro, spietato,

lasciando lacrime…

a volte vivace sereno

lasciando un sorriso.

Il tempo non ha pietà

quando  velocemente se ne va..

e non lo puoi bloccare..

per poter rivedere

qualcosa che non vuol farsi scappare

come l’amor che non vuoi lasciare..

E quando il Tempo passa

niente come prima lascia

se non i ricordi..

Tempo..

Crudele Tiranno

 

(Maryna Dal Web)


Published in: on 27 dicembre 2010 at 15:53  Lascia un commento  

Buon Natale 2010

Questo messaggio di auguri…

e per te che leggi…

Anche se siamo lontani…

ovunque tu sia in questo momento…

Ti giunga un pensiero affettuoso…

In questa atmosfera Natalizia…

Con tutto il calore del mio cuore…

per un Sereno Natale nella gioia del Signore…

Che la pace e l’allegria siano sempre

con tutti noi…

Ti posso regalare un bacio di auguri…

Con tanto affetto…

Un dolce abbraccio…

Spero che tutti i desideri del tuo cuore

e tutti i sogni segreti nascoti nella tua mente…

Si realizzano presto nella tua vita…

Merry Chirstmas…

Un bacio…

Un abbraccio…

Un sogno…

Un saluto…

Un sorriso…

 

 

Published in: on 24 dicembre 2010 at 22:28  Lascia un commento  

Compleanno

Le esperienze si accumulano, le rughe aumentano,  ma l’importante è non sentire il passare degli anni…

Il giorno del mio compleanno è sempre l’occasione per fare un bilancio..Quest’anno ho deciso di vedere il bicchiere mezzo pieno, di non soffermarsi sulle cose che avrei potuto fare e che invece non ho fatto..Non voglio pensare alle cose che mancano nella mia esistenza, ma ha tutto quello che ho…Ad una famiglia, che non sarà perfetta, ma che mi vuole tantissimo bene…agli amici che allietano le miei giornate…ad un lavoro che mi sta dando molte soddisfazioni…

Il regalo più bello per questo compleanno…è stare insieme alle persone che mi vogliono bene…

 

 

Published in: on 23 dicembre 2010 at 15:19  Lascia un commento  

La scatola dei calzini perduti (Vauro Senesi)

Oggi vi vorrei parlare di un romanzo molto bello..profondo..che parla dell’emigrazione non dal punto di vista di un Italiano..ma dal punto di vista di un clandestino…

Un affresco commovente e divertente che parla di un paese in guerra, il Sudan, ma anche dell’Italia, in cui si snodano le vite di tanti personaggi e in cui si resta incantati dalla capacità dell’autore di trasformare un mondo senza suoni in un’esplosione di colori — Gli strilli di un bambino infrangono l’atmosfera di un grande magazzino alla vigilia delle feste. E dall’enorme costume rosso di Babbo Natale riemerge Madut, il ragazzo del Sudan, l’uomo nero. In fuga dalla sua terra in fiamme, figlio di una popolazione di pastori, i dinka, Madut è giunto attraverso strade insolite e rocambolesche fino a Roma, per trovare il suo angolo di quotidianità in una lavanderia a gettone. Nella Città Eterna di Madut sogni e speranze, risate e dolori, desideri e negazioni si mescolano, si incontrano, si scontrano. Storie di immigrati e di prostitute, di poliziotti e di preti, in un balletto di vite che va in scena sul palcoscenico di una metropoli dal volto bonario ma densa di insidie, soprattutto se hai la pelle di un altro colore.

Ed ecco alcuni commenti che ho trovato sul web:

  • Vauro si rivela oltre ad essere un grande vignettista anche un grande scrittore. In questo libro racconta la vita di uno dei tantissimi immigrati in italia, dove ci fa capire che questi sono uomini con una loro storia drammatica alle spalle, ma con una loro grande dignità, e di come è difficile per loro vivere nell’indifferenza della gente.

  • Vauro Senesi, noto ai più semplicemente come “Vauro” vignettista graffiante della trasmissione “Annozero”, ma anche autore di impegnati reportage in Afghanistan, Sierra Leone e Sudan, si presenta con “La scatola dei calzini perduti” come ottimo romanziere. La storia è quella di Madut, giovane sudanese che grazie al talento per il canto e ad un amico missionario riesce a giungere in Italia. A Roma trova lavoro in una lavanderia e comincia la sua vita da extracomunitario lasciando spegnere lentamente i suoi sogni. Della condizione di extracomunitario, in un paese come l’Italia contemporanea, Madut avrà modo di sperimentare sulla propria pelle tutti i lati negativi fino al drammatico epilogo. Scavando nella scatola dei calzini perduti che Madut colleziona come reliquie perché per lui abituato a camminare a piedi nudi nella steppa africana sono oggetti strani e preziosi , pagina dopo pagina, calzino dopo calzino ci rendiamo conto di che cosa significhi essere extracomunitario in Italia

  • Un altro libro degno di essere letto. Poesia in prosa. I personaggi sono trattati con delicatezza, in punta di penna, eppure vengono approfonditi in maniera mirabile. Non sono supermen,  sono semplici eroi di tutti i giorni che combattono la guerra più dura: quella della vita. Vincono e perdono come tutti gli esseri umani ma non sono mai sconfitti nel loro essere uomini. Bellissimo, come era bellissimo Il mago del vento. Un ragazzo sudanese in uno e un bambino iracheno che mel corso della storia diventa uomo nell’altro che sanno esprimere la loro umanità senza astio, senza rancore, dimostrando ai cosiddetti “popoli civili” che gli altri, i cosiddetti “popoli incivili” posseggono doti uniche che dai noi si sono perse: l’ospitalità, l’amicizia,l’interesse per una vita semplice della quale però, anche con le loro tradizioni culturali e religiose, comprendono appieno l’essenza.

  • Un libro ricco di umanità, storie, emozioni, ricordi e nuovi incontri, che si concatenano con naturalezza ed armonia per mezzo dell’eccellente capacità narrativa di Vauro
Published in: on 21 dicembre 2010 at 12:42  Lascia un commento  

Venerdi 17

Non sono superstiziosa..ma questo venerdì 17 un po’ mi “spaventa”..Oggi devo fare una cosa importante e non voglio che la mala sorte ci metta lo zampino..Già questa neve complica molto le cose…Non vedo l’ora che scocchi la mezzanotte, sperando che tutto sia filato liscio..


 

Perché Venerdì 17 è considerato un giorno sfortunato? Ecco alcune spiegazioni che ho trovato sul Web..

XVII romano anagrammato diventa VIXI, che in latino vuol dire ho vissuto, quindi significa ‘sono morto’. Il numero 17, ai tempi dei romani, era quindi un presagio di sventura, per cui era saggio evitare qualunque impresa ove fosse coinvolto tale numero.

Venerdì 17 secondo la Bibbia porta sfortuna per due motivi:  Di venerdì morì Gesù Cristo in croce e per questo porta sfortuna, il 17 invece porta sfortuna perché proprio il 17 sarebbe iniziato il diluvio universale

I pitagorici lo aborrivano perché, misero, se ne stava tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6.



Published in: on 17 dicembre 2010 at 10:29  Lascia un commento  

Le amiche del venerdì sera (Jacobs Kate)

L’unico modo per iniziare è prendere il filo tra le dita e arrotolarlo. Buttarsi,insomma, come nella vita.” E’ proprio questa la filosofia di vita di Georgia Walker, la protagonista del romanzo.

Un viaggio nel mondo femminile…la lettura ideale dopo una dura giornata di lavoro…

Bastano un paio di ferri, i filati giusti e un buon caffè per trasformare un fuori orario in un club del venerdì sera. E’ la storia di un gruppo di donne, così diverse nell’affrontare la vita ma accomunate dall’arte del tricot, tutte impegnate a tenere uniti i fili delle loro vite quanto quelli del lavoro a maglia.

In questo club si uniscono le storie di donna, di varie donne che rappresentano a modo loro l’intero universo femminile: dalla femminista alla signora elegante, dalla rampante e idealista teenager alla donna tutta carriera e pochi affetti. Le differenze di gusti, di età, di opinione che lasciano spazio a lezioni sul giusto e sbagliato della vita, ma ancora di più a un legame che sarà capace di resistere anche quando la vita, esce fuori dai “gangheri” sartoriali.

Creatrice di tutto è Georgia, trentacinquenne single e mamma di Dakota, la quale gestisce “Walker & Figlia”, un negozio di filati nel cuore di Manhattan. Dopo essere stata sedotta e abbandonata dal suo (ormai) ex dodici anni fa il quale non voleva sentirsi vincolato in rapporti esclusivi, lo vede ripresentarsi alla porta, con la pretesa di meritare più spazio nella vita di Dakota.

Anche le amicizie, in quanto rapporti diversamente intimi, si presentano al varco. Così Cat, una volta amica del cuore di Georgia, dopo aver sistemato la sua esistenza e i suoi conti con un matrimonio azzeccato e un paio di ritocchi estetici, pensa a ripulire la coscienza, riavvicinandosi all’amica da cui si è separata tanto tempo fa.

In soccorso di Georgia e dei suoi problemi verranno Peri, studentessa divenuta disegnatrice di borse, Anita, anima saggia del gruppo e platinata donna di classe, K.C. editor senza lavoro in cerca di ispirazione, Lucie una produttrice televisiva e Darwin, studentessa universitaria insensibile e alquanto distaccata.

Un caffè, due consigli sul lavoro a maglia e quattro chiacchiere diventano i numeri vincenti per un club del venerdì che riesce a trasformarsi in un circolo di sorelle, pronte ad aiutarsi e a sostenersi a vicenda.

(Articolo di Gianluigi Cacciotti)


Ecco alcuni commenti trovati sul web:

  • Una bellissima storia di donne ,una diversa dall’altra e comunque con una cosa in comune …..La protagonista dolce e simpatica con quella figlia con la passione dei biscotti e infine c’e anche la storia d’amore per poi arrivare ad un finale che non e scontato per niente,insomma mi a lasciato qualcosa dentro, e stupendo e non sarà l’ultimo di quest’autrice che io leggero. Consigliatissimo

  • La mia opinione…beh…è molto positiva. La storia di queste donne mi ha coinvolto tantissimo, in pochi giorni, anzi, in poche sere ho divorato questo romanzo che mi ha fatto vivere emozioni bellissime.
    La scrittura è lineare e semplice, una pagina tira l’altra in un vortice da cui non vorresti uscire mai. Il romanzo è molto bello, certo…non è il libro del secolo, ma a me è piaciuto tantissimo.

  • Molto carino, un po’ straziante verso la fine. Mi ha fatto venire voglia di lavorare a maglia. Peccato l’abbia letto nel mese di luglio e che il clima non si prestasse…

Published in: on 16 dicembre 2010 at 10:39  Lascia un commento  

25 Dicembre

Ieri sera guardando il calendario, e scoprendo che l’anno prossimo la Pasqua cade il 25 Aprile, io e mia sorella ci siamo chieste  come mai il Natale non è variabile come la Pasqua..ed ecco di seguito la riposta…


Non è storicamente accertato che Gesù sia nato effettivamente il 25 dicembre.
Anche nei vangeli di Matteo e di Luca, che forniscono una descrizione di alcuni momenti legati alla Natività, non viene citato né il giorno, né il mese, e neppure l’anno della venuta dei Figlio di Dio, anche se sappiamo che Gesù nacque quando regnava l’imperatore Cesare Augusto.

 

È nel IV secolo che si diffonde la celebrazione della festa cristiana del Natale di Gesù il 25 dicembre.
In merito a tale datazione, nel corso degli anni, sono state formulate diverse ipotesi.

Alcuni studiosi ritengono che questa data venne scelta dalla Chiesa in contrapposizione alla festa pagana del Sole invitto voluta dall’imperatore Aureliano, nel 275. Festa da celebrarsi, per l’appunto, il 25 dicembre, cioè quattro giorni dopo il solstizio d’inverno che cade il 21 dicembre. Dopo tale data la luce [il Sole] rinasce e prende gradatamente il sopravvento sulle tenebre, le giornate si allungano fino al 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno: il solstizio d’estate.

 

La Chiesa quindi, secondo l’opinione degli studiosi, per contrastare il perpetuarsi di tale festa pagana radicata nella tradizione popolare, decise di celebrare in quella medesima data il dies natalis Christi, la nascita di Gesù: «Luce dei mondo», il vero «Sole di giustizia» che brillerà in eterno.
Una fonte autorevole, il Cronografo (il più antico calendario della Chiesa di Roma) del 354, indica il 25 dicembre quale giorno per la celebrazione della festa della Natività, ma un altro documento romano la Depositio episcoporum (elenco liturgico contenuto nello stesso Cronografo) attesta che tale celebrazione era già presente nel 336 (sembra che inizialmente tale festa venisse celebrata soltanto nella Basilica di San Pietro).

 

La scelta di questo giorno, comunque, fu sanzionata nel 354 da Papa Liberio.

(Dal Web)

 


Published in: on 15 dicembre 2010 at 09:15  Lascia un commento  

Santa Lucia

Il 13 Dicembre era ed è ancora oggi una ricorrenza molto attesa dai bambini, che aspettano ansiosi i doni della santa.
Anni fa la festa era preparata in modo molto suggestivo: per tre sere consecutive i bambini andavano a pregare la santa nella chiesetta di San Sebastiano, in via Romani, aperta proprio in quell’occasione, dove c’era una statua della santa con in mano un piattino sul quale erano posti i suoi occhi.
Infatti Santa Lucia, originaria di Siracusa e vissuta tra 283-304 è ricordata per il martirio sotto Diocleziano. Secondo la tradizione fu accecata e proprio per questo è considerata e festeggiata come la santa della luce.
Avviciniamoci (si fa per dire) ai nostri giorni: fin dove arriva Santa Lucia a portare i doni?
A nessuno sfugge che l’area, per cosi dire, di sua competenza corrisponde, per quanto riguarda l’Italia, suppergiù, all’antico territorio della Repubblica di Venezia; proprio in questa città riposano ora le spoglie di Lucia, portatevi durante la quarta crociata (quella che non giunse mai a destinazione) dal doge Enrico Dandolo, che le aveva trafugate da Costantinopoli.
A Venezia, ben presto il culto della santa si diffuse a tal punto che essa divenne, di fatto, patrona, assieme a San Marco, della città e, quando, a causa del declino dei commerci, la Serenissima rivolse i suoi appetiti alla terraferma, il culto si estese a tutto l’entroterra veneto, arrivando fino all’Adda, confine dello “Stato da terra”.
In una società permeata, anche nelle manifestazioni della vita civile, di un forte senso di sacralità, Santa Lucia pareva giunta apposta per raccogliere su di sé istanze ed esigenze secolari; in particolare, di quelle che si manifestavano attraverso riti, devozioni e tradizioni popolari; non ultima, naturalmente, quella dello scambio augurale dei doni, rivolta soprattutto ai più piccoli.
La notte dell’attesa sembra ai bambini, interminabile ed è famoso il proverbio: “la notte di S.Lucia è la più lunga che ci sia”.
Nella fantasia dei bambini, favorita dai racconti degli adulti, Santa Lucia arriva dal cielo, su un carretto pieno di doni, trainato da un asinello.
Perciò mettono sulle porte di case fieno e latte per l’asinello e biscotti per la santa.
Spesso nei giorni che precedono la ricorrenza qualcuno, per rendere più suggestiva l’attesa, passa nelle strade suonando un campanello.
I bambini, preoccupati, si nascondono perché, secondo la leggenda, non possono vedere la Santa, che potrebbe gettare nei loro occhi la cenere.

(Dal Web)


Published in: on 13 dicembre 2010 at 13:02  Lascia un commento  

Il giorno della nascita di Gesù…

Il giorno della nascita di Gesù, sono nati

il retto cammino, la clemenza

la generosità e la purezza.

Il Neonato ha stupito l’universo

ed il suo splendore ha illuminato la terra.

La parola di Cristo si è diffusa

come la luce dell’aurora,

avvolgendo di fulgore il mondo.

Mai più minaccia, né violenza, né vendetta;

mai più spada, né conquiste né sangue.

 

(Ahmad Chawki)

Poeta islamico, 1868-1932

 


Published in: on 9 dicembre 2010 at 12:32  Lascia un commento