L’amicizia

 

L’amicizia è

 

il sentimento più grande della vita perché

 

non si chiede, non si ruba,

 

ma si conquista……

 

(Dal Web)

Published in: on 29 novembre 2010 at 12:54  Comments (2)  

I Corpi lasciati indietro (Deaver Jeffery)

Anche oggi vi voglio parlare  di un thriller ricco di colpi di scena, che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima pagina..

Lago Mondac, Wisconsin. È una notte silenziosa e le eleganti villette sulla riva del lago sono immerse in un sonno tranquillo. Tutte tranne una: la villa dei Feldman, la più lontana e isolata. Da qui è partita una strana telefonata al locale distretto di polizia, troncata nel giro di pochi secondi dopo una sola, concitata parola. Uno scherzo o una vera emergenza? La poliziotta Brynn McKenzie – irlandese, un figlio adolescente, un matrimonio fallito alle spalle – viene inviata a controllare. E si ritrova davanti una scena agghiacciante: Emma e Steven Feldman senza vita sul pavimento, assassinati a colpi di arma da fuoco. Ma in casa c’è ancora qualcuno; due uomini, forse gli assassini, accerchiano Brynn e la minacciano armi in pugno. Alla poliziotta non resta che fuggire, e in un attimo è nel fitto della foresta, a tentare di seminare i suoi implacabili inseguitori. Ma nell’oscurità dei boschi intorno al lago Mondac sta scappando anche qualcun altro: la misteriosa Michelle, amica dei Feldman, unica testimone di quanto è accaduto alla villa. In fuga dai due banditi, come Brynn, o forse da una minaccia diversa. E mentre le due donne, spaventate e diffidenti come animali selvatici, cercano insieme una via di scampo, la corsa dentro la notte si trasforma per Brynn in una sottile indagine nel passato di Michelle e nei suoi segreti.

Ecco alcune recensioni da internet

  • Non sono una fan di Deaver a prescindere, ma questo libro non è affatto male. Sarà l’ambientazione “provinciale”, il bosco nella notte, le protagoniste femminili o semplicemente la bella storia. Ma ti prende e funziona fino alla fine.
  • «La storia è avvincente e si legge con piacere. non il migliore dell’autore, secondo me, ma è comunque nel suo stile dettagliato e avvolgente.»

  • Una buona lettura! Non è il miglior libro di Deaver, ma l’ho trovato comunque un romanzo valido con una idea di base nuova rispetto a quelle cui l’autore ci aveva abituato! Lo stile è lo stesso e così anche la suspense e i colpi di scena che non mancano. Un romanzo che sa un po’ di esperimento ma che consiglio!


Published in: on 26 novembre 2010 at 12:50  Lascia un commento  

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione n. 54/134 del 1999, per ricordare un’emergenza sociale spesso sottovalutata.

La violenza contro le donne giovani ed adulte è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse nel mondo.

Questa data è stata scelta dal movimento internazionale delle donne in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana assassinate il 25 novembre del 1961 perché si opponevano al regime dittatoriale del loro paese. Il coraggio dimostrato e la forza delle sorelle Mirabal hanno contribuito a renderle delle eroine internazionali. La loro storia è stata scelta a simbolo della grave violazione dei diritti umani rappresentata dalla violenza sulle donne.

“Una donna ogni tre” nel mondo subisce maltrattamenti nel suo ambiente familiare, situazione che colpisce, in maggiore o minore misura, tutti i paesi senza eccezione, secondo dati del Fondo delle Nazioni Unite per la Donna (UNIFEM).


“Una donna ogni tre nel mondo sarà violentata, aggredita, forzata ad avere relazioni sessuali o sarà maltrattata altrimenti durante la sua vita. La violenza distrugge non solo le vite delle donne, bensì il potenziale che si potrebbe avere in esse. Ciò provoca gravi perdite ed arretramento nelle loro stesse comunità”.

Nel 2009 solamente in Italia sono stati denunciati oltre un milione di casi di violenza su donne, di ogni età, provenienza e religione. La violenza subita dalle donne, sia fisica, sessuale o psicologica, è un dramma quotidiano che tocca quindi anche le nostre realtà, perché, com’è ormai noto, la violenza è endemica, sia nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo, e le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali e a tutti i ceti economici.

Per combattere la violenza sessuale e domestica bisogna sicuramente cambiare la cultura che la giustifica e per contrastarla ci vuole un impegno costante e stabile, un progetto politico ampio, un piano d’azione locale, nazionale e internazionale. Abbiamo bisogno di un impegno serio da parte di tutti, programmi di azioni positive e di politiche di pari opportunità nel mondo del lavoro, l’attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione professionale, nonché l’attuazione di politiche di prevenzione delle molestie sessuali e delle molestie in genere sui luoghi del lavoro e di politiche di prevenzione e di contrasto alle violenze in genere sulle donne.

 

Donna e’..

ridere e piangere allo stesso tempo,

E’ amare come solo e purtroppo..

una donna sa’ fare..

Donna e’….

oggi, domani e sempre!


(Dal Web)



Published in: on 25 novembre 2010 at 12:36  Lascia un commento  

Sogni

Per quando siano irrealizzabili,

la gente ama i sogni.

Il sogno ci da forza e ci da tormento, ci fa vivere, ci fa morire.

E anche se ci abbandonano,

le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore

fino alla morte.


(Dal Web)


Senza i sogni la nostra vita sarebbe vuota…

ci alzeremmo alla mattina senza avere uno scopo

…ci trasformeremmo in robot…

Published in: on 24 novembre 2010 at 10:13  Lascia un commento  

Ascoltare

Ascoltare può essere il più bel regalo che possiamo fare a qualcuno…

È dire alla persona, non con parole, ma con gli occhi, con il viso, con il sorriso e tutto il corpo: tu sei importante per me, sei interessante, io sono contento che tu ci sia…

Non stupisce che il modo migliore di rivelarsi a se stessa, per una persona sia l’essere ascoltata da un’altra.

Ascoltare è innanzitutto tacere…

Avete mai notato come i “dialoghi” sono colmi di espressioni come:  “E’ come quando io…” oppure “Mi ricordo quello che mi è capitato…”

Il più delle volte ciò che l’altro dice non è che un’occasione per parlare di se stessi.

Ascoltare è iniziare ad arrestare il proprio cinema interiore, il proprio monologo portatile, per lasciarsi trasformare dall’altro.

È accettare che l’altro entri in noi come entrerebbe nella nostra casa per fermarsi un istante, sedersi sulla poltrona e rimanervi comodamente.

Ascoltare è veramente dimenticare le proprie preoccupazioni per donare tutto il proprio tempo all’altro.

È come una passeggiata con un amico: camminare con il suo passo, vicino ma senza dar noia, lasciarsi condurre da lui, fermarsi con lui, ripartire, per nulla, per lui.

Ascoltare non è tentare di rispondere, sapendo che l’altro ha in se stesso le risposte ai propri interrogativi.

È rifiutare di pensare al suo posto, di dare consigli e persino di volerlo comprendere.

Ascoltare è accogliere l’altro con riconoscenza così com’è, senza la pretesa di sostituirsi a lui per dirgli come deve essere.

È essere aperti, in forma positiva, a tutte le idee, a ogni argomento, esperienza, soluzione, senza interpretare, giudicare, lasciando all’altro il tempo e lo spazio per trovare la sua strada.

Ascoltare non è pretendere che uno sia così o cosà, ma imparare a scoprire le sue qualità specifiche.

Avere premura per uno che sta soffrendo non consiste nel trovare una soluzione o dare una spiegazione alla sua sofferenza, ma significa dargli la possibilità di comunicarla e aiutare lui stesso a trovare la strada della liberazione.

Imparare ad ascoltare qualcuno è l’esercizio più utile che possiamo fare per liberarci dalle nostre miserie…

Ascoltare è donare all’altro quello che forse nessuno ha ancora donato a noi: attenzione, tempo, una presenza affettuosa.

È ascoltando gli altri che impariamo ad ascoltare noi stessi, il nostro corpo e tutte le sue emozioni; è il cammino per imparare ad ascoltare la terra e la vita, è diventare poeta, cioè sentire il cuore e vedere l’anima delle cose.

Chi sa ascoltare non vive più nella superficialità: sa comunicare con la vibrazione interiore di ogni vivente.

(André Gromolard)

Published in: on 22 novembre 2010 at 11:48  Lascia un commento  

Incubo Bianco (Large)

Oggi vi voglio parlare di un bel triller, che personalmente penso valga la pena leggere..

Gennaio 1965. Nella sonnolenta cittadina di Strängnäs un uomo e una donna vengono barbamente uccisi durante una tempesta di neve. Lui era appena fuggito da un ospedale psichiatrico, lei era la ragazza più bella e corteggiata della città. Novembre 2005.  Fredrik Gransjo, un giornalista giovane e ambizioso, giunge a Strängnäs per un’inchiesta sul vecchio manicomio. I suoi articoli fanno riaprire il caso del duplice omicidio di quarant’anni prima, che – Gransjo scopre a proprie spese venendo coinvolto in una serie di ritorsioni e nuovi omicidi – nasconde molte scomode verità. Ma Fredrik non è l’unica persona interessata a far luce su questa oscura vicenda… e le ceneri mai spente di un odio antico tornano a incendiare l’incubo bianco.

 

Ecco alcune recenzioni che ho trovato sul web:

 

  • Bello, trama coinvolgente che non lascia respiro fino all’ultima pagina, magistrale descrizione dei luoghi sembra di vederli come in un film.

  • L’incubo bianco è un thriller ben riuscito, l’autore descrive in un modo chiaro e dettagliato personaggi (molti!)ed ambientazioni. i due piani narrativi scorrono velocemente tra le pagine: il 1965 anno del duplice omicidio ed i nostri giorni…tutto si snoda in una reciproca osmosi, che dilata ogni minima sfaccettatura del passato.Unica nota dolente è che Larse Rambe sembra perdersi nelle ultime 100 pagine in brevi paragrafi dove è diffile individuare l’io narrante!…forse voleva enfatizzare l’attesa spasmodica della “scoperta” del colpevole?

  • Era la prima volta che leggevo un thriller svedese per cui ero decisamente curiosa. Il mio giudizio complessivo sul romanzo é positivo. Il romanzo é ambientato nella città reale di Strangnas, pertanto la maggior parte dei luoghi (come afferma lo stesso autore all’inizio del romanzo) sono reali. L’autore é stato molto abile nel passare dalle vicende ambientate nel presente a quelle del passato e viceversa. Non si limita a raccontare brevemente del duplice omicidio avvenuto tanti anni prima ma a raccontare l’intera indagine e le varie situazioni che si vennero a creare. Per un attimo mi é venuto in mente il telefilm Cold Case. E’ stato molto credibile nel raccontare l’organizzazione del corpo di polizia, della redazione del giornale e del manicomio. Anche la descrizione dei personaggi é realistica e accattivante. In realtà é solo il lettore ad avere la completa visione di ciò che sta accadendo perché molti personaggi non sono a conoscenza di ciò che hanno scoperto gli altri. L’unica pecca di questo romanzo é la quantità industriale di personaggi (per fortuna l’autore ne ha fatto una lista all’inizio del romanzo) e il fatto che il lettore si ritrova a cambiare continuamente punto di vista (sia nelle vicende del presente che quelle del passato). Praticamente il lettore viene a conoscenza dei pensieri di quasi tutti i personaggi (all’inizio é un pò strano perché ad ogni fine paragrafo mi chiedevo chi sarebbe stato il prossimo punto di vista). E’ un romanzo con una suspance che cresce man mano che preocede la storia e risce a tenerti col fiato sospeso fino all’ultima pagina, una trama non banale, ben scritto e con descrizioni dei luoghi così realistiche che sembra di averle davanti agli occhi. Un thriller emozionante ed é davvero difficile metterlo via.

Published in: on 18 novembre 2010 at 14:05  Comments (2)  

Riflessioni…

Ieri sera ho guardato Vieni via con me, con Fazio e Saviano, gli spunti di riflessione erano veramente molti..

Mi ha colpito particolarmente il discorso di Saviano sull’eutanasia..un tema molto delicato..molto personale..

Personalmente penso che quando la malattia ci ha logorati..ci ha reso prigionieri di un corpo che non consideriamo più nostro..dobbiamo avere il diritto di interrompere ogni forma di accanimento terapeutico..dobbiamo poter decidere di staccare le macchine che ci danno l’illusione di vivere..

Quando saprai che sono morto

non pronunciare il mio nome

perché si fermerebbe

la morte e il riposo.

Quando saprai che sono morto di

sillabe strane.

Pronuncia fiore, ape,

lacrima, pane, tempesta.

Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.

Ho sonno, ho amato, ho

raggiunto il silenzio.

 

(Ernesto Che Guevara )



Published in: on 16 novembre 2010 at 11:44  Lascia un commento  

La felicità…

La felicità è come una

bellissima farfalla,

e può volarti via

in un attimo dalle mani,

e dal cuore.

Bisogna saperla trattenere.

L’amore con la “A” maiuscola,

è una grande forza

di attimi appena vissuti,

ma che in pochi attimi,

può rivoluzionarti

tutto…

 

(Claudia  Checchi)


Published in: on 15 novembre 2010 at 13:10  Comments (3)  

Mi piace pensare..

Mi piace pensare

Che il mondo sia

Una grande nave

E noi come marinai

Guardiamo le stelle

Alcune sono fondamentali

Per il nostro cammino

Per non perdere la via

Altre meno luminose

Ma non meno importanti

E Poi

Ci sono le stelle cadenti

Non molte ma ne basta una

Per illuminare tutto il cielo

 

( Mauro Sali)


Ogni volta che guardo il cielo stellato provo una grande emozione…

non posso fare a meno di riflettere…

le nostre esistenze sono così poca cosa se paragonate all’universo..

Published in: on 12 novembre 2010 at 12:21  Lascia un commento  

E’ dal cuore

È dal cuore

Che iniziano sempre i miei pensieri

e le mie azioni.

La testa poi

tenta di mettere ordine creando, a volte,

più confusione che razionalità.

 

Prima di fare qualcosa ascolta il tuo cuore.

 

(Aldo Bordoni)

 


Published in: on 10 novembre 2010 at 12:46  Comments (2)