Cittadini e politica

In questi giorni sto leggendo un libro veramente interessante, che parla degli avvenimenti del ’68, fatti che hanno reso un anno un sostantivo, vorrei condividere con voi un brano che mi ha colpito molto.

 

"Tutti i popoli hanno pari diritto all’esistenza, all’indipendenza e alla libertà. Perciò non sarebbe male distruggere gli armamenti, demolire le frontiere, convivere pacificamente nel rispetto delle diverse peculiarità di tradizioni, religioni, etnie, culture, dividere in parti eque le ricchezze della terra e del lavoro. I bombardamenti americani a tappeto sul Vietnam, l’uso del napalm e della diossina per portare la "civiltà” nel sud-est asiatico sono semplicemente vergognose…

Cittadini e politica: La politica, in senso autentico,  è l’auto amministrazione di cittadini. Se è ridotta solo a delega, diviene un’altra cosa, molto vicina all’affarismo e contaminata dalla corruzione…La sua anima è la partecipazione, la sua vitalità s’irrobustisce attraverso le forme, più numerose possibili, di democrazia diretta, e poiché la politica esiste per il semplice fatto che i cittadini vivono insieme e devono regolare i rapporti che li uniscono, ogni loro comportamento è politico, nel senso che, immediatamente, riguarda e investe tutti gli altri. Perciò tutto è politico; dal varare una legge da parte del parlamento; al pilotare un cacciabombardiere; violentare una donna anziché amarla con rispetto; coltivare l’ignoranza o dotarsi di conoscenza e spirito critico. In queste differenze si gioca, da parte di ognuno, il proprio contributo all’impoverimento o invece, all’arricchimento della società… (Lettera a mio figlio sul sessantotto di Mario Capanno)

 

 

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Published in: on 18 settembre 2008 at 19:37  Lascia un commento